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Alimentazione, collaborazione, comunicazione

28/02/2018

rossella12

In un periodo dove si moltiplicano le trasmissioni televisive e i blog dedicati alla cucina si parla ancora troppo poco di educazione alla corretta alimentazione. Rossella Sobrero racconta nella sua rubrica alcuni progetti di aziende che hanno scelto di inserire la sostenibilità nella propria strategia di sviluppo per creare #ValoreCondiviso lungo tutta la filiera.  

Creare #ValoreCondiviso lungo tutta la filiera, dai fornitori ai clienti, è un impegno per molte imprese del settore alimentare. Il tema della salute, collegato a quello della sostenibilità, richiede infatti un’attenzione tutta speciale se si vuole andare oltre la semplice informazione per arrivare all’ingaggio delle persone. Chi ha scelto di inserire la sostenibilità nella propria strategia di sviluppo sa che non è più sufficiente essere trasparenti nelle fasi di produzione e distribuzione dei prodotti: diventa importante realizzare anche iniziative educative se possibile divertenti!

Con questo obiettivo nascono nuovi progetti e nuove alleanze. Un esempio interessante è aBCD, un acronimo che sta per alleanza Barilla, Coop Italia, Danone: dalla collaborazione tra questi noti brand è nato ViviSmart un percorso che si sviluppa attraverso i vari elementi della dieta mediterranea e ha l’obiettivo di migliorare le abitudini alimentari e lo stile di vita delle famiglie italiane, con particolare attenzione al benessere dei bambini. Per la progettazione e la realizzazione di questo progetto le imprese hanno lavorato con le rispettive realtà dedicate a finalità scientifiche o sociali: Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, Associazione Nazionale Cooperative Consumatori – Coop e Fondazione Istituto Danone.

Un’altra iniziativa originale è Orto in Condotta che ha come obiettivo la realizzazione di orti per promuovere e sviluppare l’educazione alimentare e ambientale nelle scuole. In questa iniziativa Slow Food si occupa dell’aggiornamento degli insegnanti e della gestione degli incontri informativi, collabora nella ricerca delle sementi e di uno o più nonni ortolani e nella progettazione didattica. L’amministrazione comunale si impegna a fornire il terreno, le sementi e gli attrezzi per iniziare a coltivare l’orto e contribuisce al finanziamento del progetto.  La scuola cura la programmazione didattica e la realizzazione dell’orto e collabora con la Condotta Slow Food nella ricerca dei nonni ortolani che si prendano cura dell’orto in modo continuativo mantenendolo attivo durante tutto l’anno.  Grazie alla collaborazione tra questi soggetti sono già stati realizzati 500 orti, punti d’incontro e di condivisione di saperi diversi legati al mondo agricolo e gastronomico. Si creano così vere e proprie comunità di apprendimento: studenti, insegnanti e genitori, insieme a nonni ortolani, amministrazione pubblica, comitato di condotta, produttori locali e soggetti hanno l’opportunità di contribuire all’educazione alimentare dei più piccoli e contemporaneamente alla salvaguardia del territorio e della sua identità.

In un periodo dove si moltiplicano le trasmissioni televisive e i blog dedicati alla cucina si parla ancora troppo poco di educazione alla corretta alimentazione! Questi progetti, che si caratterizzano anche per la collaborazione tra più soggetti, fanno ben sperare per il futuro.

 

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