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Be Italian: anche la formazione è comunicazione

03/05/2012

La formazione di concessionari e collaboratori è un aspetto importante della comunicazione. Lo sostiene _Gianfranco Tonti,_ titolare di IFI Spa, gruppo industriale leader in soluzioni innovative per design e tecnologia nell’arredo di locali pubblici, protagonista della rubrica _Be Italian_ di questa settimana.

di Mariangela Cassano
“La comunicazione è una voce a cui abbiamo sottratto risorse negli anni della crisi 2008/2010 ma su cui siamo tornati ad investire tra quest’anno e il 2013, sia puntando sul web, che su progetti ad ampio respiro come il sostegno alle start up ma anche sulla formazione, che riteniamo un’attività di comunicazione fondamentale”. Le parole di Gianfranco Tonti, titolare di IFI Spa, disegnano lo scenario di molte (tante) imprese italiane che dopo la crisi, in cui c’era stato un forte stop agli investimenti, anche in comunicazione, tornano ad investire. Azienda capostipite di INDUSTRIEIFI, importante gruppo industriale leader in soluzioni innovative per design e tecnologia nell’arredo di locali pubblici, costituito da 3 aziende (IFI Spa, IRD Srl., Coletti Srl) e presente sul mercato internazionale con 6 marchi commerciali (IFI, DSL, Metalmobil, Rossi Dimension, Coletti). Attualmente INDUSTRIEIFI impiega oltre 400 dipendenti, distribuiti nei 65.700 mq di stabilimenti produttivi dislocati tra le provincie di Pesaro, Rimini e Treviso.
Che peso ha la comunicazione nel vostro bilancio? Che ruolo ricoprono le Relazioni Pubbliche nelle strategie di comunicazione? Quali investimenti prevedete per il prossimo biennio? Quali strumenti prediligete per raggiungere i vostri clienti?
La comunicazione è una voce a cui abbiamo sottratto risorse negli anni 2008-09-10. Tra questo anno e il 2013 invece faremo investimenti di circa il 4% del fatturato per sviluppare la comunicazione WEB attraverso la presenza nei Social Network, e l’attivazione di Blog tematici per diffondere il progetto Start Up sia in Italia attraverso la società Aida Partners Ogilvy di Milano, sia all’estero dove stiamo cogliendo molto interesse per la questione dei ragazzi disoccupati, problema di molti Paesi. Penso che nella voce comunicazione sia corretto includere anche la Formazione dei Concessionari e loro collaboratori poiché gli apparati funzionanti e termodinamici delle nostre tecnologie devono essere seguiti durante l’intero ciclo di vita, con adeguata competenza.
Costituita nell’82 da uno dei tanti artigiani, IFI ha intrapreso da fine anni’60 un processo innovativo sulla scia dei mutamenti che si manifestarono per molti prodotti la cui realizzazione artigianale si convertì in industriale (cito Salvarani per le cucine di casa, Lebole per il prèt a porter). IFI, che nel 2011 ha registrato circa 50 milioni di Euro di ricavi. Ha costruito la sua fortuna sul Banco Bar. Il primo prodotto industriale si rivelò fortunatissimo per l’azienda e dato il costo fortemente ridotto rispetto agli standard di quegli anni, permise a migliaia di locali bar di diventare moderni e accoglienti. Oggi dopo 50 anni e grazie ad alcune aggregazioni di particolari professionalità si propone quali fornitori di tecnologia del freddo e arredamenti, sia per il piccolo locale di periferia sia per la grande catena internazionale ovunque nel mondo. L’export sul fatturato va dal 27% di alcune linee di prodotti fino al 50%.
Quali sono i tratti distintivi dell’azienda, e qual è la ricetta del suo successo?
Il successo è un termine che attiene al passato mentre ogni giorno dobbiamo esprimere il meglio per interpretare i mutevoli bisogni di chi poi impiegherà i nostri prodotti. Trattandosi di beni strumentali per l’esercizio di un’attività d’impresa, dobbiamo ricercare continuamente dei valori aggiunti per legittimare il nostro ruolo. La strategia è quella di perseguire gli obiettivi aziendali attraverso comportamento di alto profilo morale nel rispetto di qualunque legge. Per il resto puntiamo sulla logica di azienda estesa formata da tutti coloro, oltre ai collaboratori interni, che si relazionano con la IFI: il turn over delle stesse è molto basso poiché tendiamo a instaurare dialoghi piuttosto che rapporti mercantili.
IFI in questi anni ha puntato molto su creatività, ricerca applicata, design, innovazione e formazione, mettendo in rete competenze tecniche, commerciali, e di comunicazione. Ultimo frutto dell’azienda è il progetto Start up, destinato a giovani imprenditori del settore, ai quali offrite una possibilità concreta per investire su sé stessi e per iniziare a costruire il proprio sogno. Ce ne può parlare?
L’ispirazione è venuta dai giovani disoccupati (solo in Italia superano il 30%) ai quali stiamo dicendo: “non aspettate il posto fisso che non sapete quando arriverà. Avviate una vostra piccola attività come imprenditori e datele tutta la carica creativa che avete in quanto giovani”; ed è venuta dai giovani immigrati che desiderano inserirsi nella nostra società. Entrambe queste categorie hanno un comune denominatore: poche risorse da investire. Nel segno della essenzialità, Start Up è un servizio bar da avviare in qualunque contesto, completo di ciò che occorre, gradevole nell’estetica e portato sul mercato, a un costo accessibile come mai prima d’ora. Abbiamo per chiarezza comunicato il prezzo fisso completo di trasporto e consegna in loco ovunque in Italia. Il sito www.startupifi.it permette di cogliere gli elementi di design e di italianità che consideriamo valori utili. Per non sembrare retorici preciso che il nostro desiderio è quello di vedere molte centinaia di giovani partire in attività grazie al progetto, cosa che permetterebbe anche alla nostra impresa di avere un’ulteriore prospettiva per il futuro.

Clicca qui per saperne di più sul progetto Be Italian.

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