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Capitalismo senza capitale

12/10/2018

Redazione

Che succede se le aziende investono sempre più in beni intangibili? Se spendono per software, ricerca e sviluppo, formazione, design, ricerche di mercato, procedure… invece che in beni tangibili come macchinari, edifici, veicoli? È quello che sta già avvenendo e anche la lente – molto originale – con cui osservare e spiegare l’economia attuale, in un libro - Capitalismo senza capitale - fortemente consigliato da Martin Wolf sul Financial Times o da Bill Gates nel suo blog. 

 

All’inizio del ventunesimo secolo ha avuto luogo una rivoluzione silenziosa. Per la prima volta, le maggiori economie dei Paesi avanzati hanno cominciato a investire di più in asset intangibili come design, branding, ricerca e sviluppo e software che in asset tangibili come macchinari, edifici e computer. Per tutte le attività imprenditoriali, dalle aziende delle nuove tecnologie alle case farmaceutiche, dai bar alle palestre, la capacità di impiegare asset che non si possono vedere né toccare sta diventando ormai la fonte principale del successo di lungo periodo. Ma questa non è solo la storia risaputa della cosiddetta new economy. Il libro dimostra come la crescente importanza degli asset intangibili sia responsabile anche di alcuni dei grandi cambiamenti economici dello scorso decennio. Jonathan Haskel e Stian Westlake sostengono che l’avvento degli investimenti intangibili sia la causa sottovalutata di fenomeni come la disuguaglianza economica e la stagnazione della produttività.

Partendo dalle ricerche condotte negli ultimi dieci anni, mirate alla misurazione degli investimenti intangibili e alla valutazione del loro impatto sulle contabilità nazionali, i due studiosi inglesi mostrano il volume di questi investimenti nei diversi Paesi, il loro andamento nel corso del tempo, i diversi metodi di misurazione e le teorie più aggiornate sull’argomento.

Gli autori esplorano inoltre le insolite caratteristiche degli investimenti intangibili e spiegano come queste loro proprietà trasformino profondamente la struttura economica esistente.

Il libro si conclude presentando tre possibili scenari futuri e delineando in che modo manager, investitori e decisori politici possano sfruttare le peculiarità di questa epoca per far crescere le aziende, gli investimenti commerciali e le economie nazionali.

 


 

Capitalismo senza capitale
L’ascesa dell’economia intangibile
Jonathan Haskel, Stian Westlake
FrancoAngeli, 2018
pp. 352, € 29,00
 

 

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