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CIA e NSA equiparano i blogger ai giornalisti

20/12/2007

da Justin Rood, 26 luglio 2007.

I blogger fanno parte dei new media?  Il governo americano – stimolato da due delle sue agenzie di servizi segreti – dice sempre più spesso "Sì, lo sono". Nonostante l'accusa ai blogger di non far altro che ‘bloggare' e ‘di non si sforzarsi mai di scoprire le cose', come ha una volta borbottato il giornalista conservatore Robert Novak, la CIA (Central Intelligence Agency) e la NSA (National Security Agency) hanno modificato le loro policy nel senso di considerare seriamente i blog, e un numero crescente di ufficiali pubblici sta attivamente navigando nella blogosfera. La CIA ha recentemente aggiornato le sue policy sul Freedom of Information Act consentendo ai blogger di usufruire di un trattamento speciale, un tempo riservato solo ai giornalisti vecchia maniera. E nell'agosto scorso la NSA ha emanato un ordine di servizio indirizzato ai suoi dipendenti perché segnalino fughe di notizie riservate ai media, compresi i blog, è scritto.Gli esperti dicono che si tratta di un trend. All'inizio di quest'anno, in occasione del processo penale all'ex assistente della Casa Bianca I. Lewis "Scooter" Libby, la Corte Federale ha, per la prima volta, concesso le credenziali di giornalista anche ai blogger. A rotazione, un gruppo tra i cinque e i dieci blogger era seduto tra decine di giornalisti dei media tradizionali ad ascoltare il governo nel suo tentativo di condannare l'ex assistente del Vice Presidente Dick Cheney per ingiurie e ostruzionismo alla giustizia, accuse originate da una fuga di notizie partite da un non identificato funzionario della CIA. "La stampa si è ampliata", ha detto Jay Rosen, professore di giornalismo alla New York University (anche blogger). "In fondo, cose analoghe sono già successe in epoche passate. I giornalisti radiofonici si sono aggiunti a quelli della carta stampata, originariamente definiti ‘la stampa'. E quando a far parte della ‘stampa' sono entrati anche i cameraman della televisioni le istituzioni pubbliche hanno dovuto dargli spazio".Mentre alcune agenzie stanno cambiando le loro policy – nel caso della CIA ai blogger viene riconosciuta una esenzione dal fee, più che altro un gesto simbolico, quando copiano documenti già ‘aperti' a chi ne fa richiesta, se disponibili soltanto sui media tradizionali – molti addetti stampa lasciano inevase le richieste dei blogger, ha rilevato Rosen.Tuttavia, secondo Rosen, il mondo politico ha accettato i blogger. Le campagne presidenziali prevedono incontri dei loro candidati con blogger noti, e i funzionari del Congresso partecipano regolarmente a conference call per condividere informazioni con i blogger e rispondere alle loro domande.
 F.C.

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