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Cina, una campagna contro il web “volgare”

08/01/2009

Il ministero della Pubblica Sicurezza lancia un’offensiva contro i siti che diffondono immagini pornografiche

Non è chiaro cosa il governo intenda fare contro questi siti e se intenda in qualche modo intervenire sui motori di ricerca. Per ora nessuno dei portali chiamati in causa ha rilasciato commenti. La notizia è questa: secondo la televisione di Stato Cctv, la Cina ha lanciato una nuova campagna di repressione verso alcuni siti web che diffondono immagini “volgari” o “pornografiche”.


Tra i portali presi di mira ci sono alcuni dei “motori di ricerca” più popolari, come i cinesi Baidu e Sina – che sono di gran lunga tra i più usati nel Paese – e Google. Baidu è il motore di ricerca più usato dagli utenti cinesi e si ritiene che controlli due terzi del mercato della pubblicità on line. La Cctv ha spiegato che il ministero della Pubblica sicurezza e altri sei “uffici governativi” si sono riuniti per mettere a punto la campagna.


Nella riunione si sarebbe deciso di “lanciare una campagna in tutto il Paese per eliminare da internet le tendenze volgari”. Inoltre, ha aggiunto l’emittente, sono stati “fatti i nomi” di siti che hanno “violato la legge, minando così la salute mentale della gioventù” cinese.


Secondo l’Ansa, Cai Mingzhao, vicedirettore dell’Ufficio per l’informazione del governo, ha detto che “alcuni siti web hanno sfruttato le imprecisioni delle leggi e dei regolamenti” per diffondere sulla rete “materiale di bassa lega, rozzo e anche volgare, danneggiando gravemente la moralità su internet”.


Nelle scorse settimane, una serie di siti di informazione (che durante le Olimpiadi di Pechino erano stati sbloccati) sono stati nuovamente resi inaccessibili dai poliziotti addetti al controllo della Rete.


Nel mirino degli interventi dei ‘censori’ ci sono anche molti siti innocenti. Questo dipende dal fatto che viene usato un sistema di parole-chiave, spesso in modo indiscriminato, che rende lenta e macchinosa la navigazione su internet ai circa 300 milioni di utenti registrati nel Paese.


Alessandro Dattilo – Redazione Cultur-e

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