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Come saranno le relazioni con i media tra 10-20 anni?

30/03/2009

E quale impatto avranno sulla pratica delle relazioni pubbliche? Rimarranno come sono sempre state oppure cambieranno così tanto che a malapena si riconosceranno? Una ricerca condotta da Don Bates per analizzare la situazione attuale e cercare di predirne il futuro.

Basato sul sondaggio condotto alla fine del 2008 con l’aiuto della George Washington University’s Graduate School of Political Management and Cision, e con più di 12.000 media americani (sì: 12.000!), le risposte, come per la maggior parte delle domande nella vita, si trovano da qualche parte nel mezzo.


Le 34 pagine di relazione sui risultati dello studio, pubblicate e accessibili liberamente sul sito GWU suggeriscono che c’è un sacco di “antiquato”, anche se più sfumato. Ma ci sono anche un sacco di sorprese, molte delle quali in contrasto con l’idea prevalente, tra gli operatori e anche nei media stessi, che l’uso dei media sociali sia più importante dei mezzi più tradizionali.


In linea di massima, lo studio suggerisce che la situazione delle relazioni con i media, rimarrà invariata per quanto riguarda il comportamento editoriale. Ogni anno, i principali redattori e giornalisti seguiranno ancora le stesse norme di comportamento giornalistico come fanno adesso.


Avranno ancora un enorme bisogno di aiuto dalle RP, e probabilmente molto di più a causa della riduzione del personale, i fallimenti dei giornali e la velocità delle transazioni dei media. Richiederanno ancora notizie ed informazioni credibili, proprio mentre blog, wiki e altre forme di dialogo su Internet continueranno a distorcere la realtà di ciò che è vero e ciò che è falso.


Alcune statistiche che supportano la tesi che “rimarranno le stesse”:


• Nonostante il 100 per cento degli intervistati ha dichiarato di utilizzare regolarmente siti web per il lavoro di redazione e segnalazione, il 94 per cento ha dichiarato di utilizzare informazioni provenienti dai professionisti di Rp, e l’87 per cento ha affermato di riferirsi al press kit (sì, press kit!).


• Per identificare o sviluppare idee, i siti web sono più importanti per i redattori/giornalisti, seguiti dalle proposte dei professionisti di Rp. I siti di social networking e podcast sono classificati come irrilevanti.


Ciò detto, i risultati del sondaggio indicano che ci sarà anche un importante cambiamento nel comportamento editoriale, se non altro per la continua influenza e lo sviluppo di nuove tecnologie di comunicazione, come anche nelle risposte organizzate dei professionisti Rp. I media sociali diventano sempre più importanti, ma come una costellazione di imprese, il fenomeno non potrà essere così rivoluzionario alla fine, come suggeriscono e sperano alcuni sapientoni.


Questo studio, per esempio, contrasta la percezione che siano i membri più giovani, di gran lunga, gli utenti dominanti degli strumenti on-line. Sì, editori e giornalisti di tutte le fasce di età sono ormai fortemente dipendenti dal web, con oltre il 90 per cento che lo usa come principale strumento per il lavoro di redazione, ma la percentuale che ha riferito utilizzare il web “tutto il tempo” è stata più elevata tra coloro che hanno 30-49 anni, da quelli di 50 e oltre al secondo posto, seguita da quelli di età pari o inferiore a 29 anni.


Qui, invece, ci sono i risultati che supportano la prospettiva del “grande cambiamento”:


• i siti di social networking e podcast vengono utilizzati meno spesso per il lavoro di redazione e comunicazione rispetto ad altre fonti, e il più delle volte da redattori/giornalisti giovani di età ed esperienza. I blog sono utilizzati quasi sempre come riviste specializzate.


• Per monitorare le risposte alle notizie, solo siti web e blog sono considerati importanti; conferenze, riviste, siti di social networking e podcast sono classificati come irrilevanti.


Pur riconoscendo, come già rilevato, il pesante uso delle delle informazioni provenienti dai professionisti di Rp, chi ha risposto ha fortemente appoggiato anche una lista di miglioramenti proposti di “raccomandazioni” per i Rp, includendo una scrittura più chiara, meno materiale promozionale, e più contenuti validi, ‘notiziabili’. Essere più rilevanti per il loro settore o area di interesse e essere meno promozionali sono i punti significativi.


Come chiedo ai miei clienti e studenti circa i loro comunicati stampa e lettere di presentazione, il perché dei grafici di marketing, perché l’aspetto “brochure”, perché tutti questi ammennicoli? State scrivendo a editori e giornalisti. Vogliono notizie e informazioni credibili. Il resto è superfluo per loro. State scrivendo ai media per notizie e per altri tipi di reportage, non per far sembrare i vostri clienti migliori o simili a ciò che avete scritto.


È estenuante dover martellare sempre sugli stessi punti più e più volte, ma dormo sereno sapendo che non sono solo.


tratto da Institute for Public Relations

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