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Concluse in Fiera le tre giornate di COM-PA 2008

29/10/2008

Il Salone Europeo della Comunicazione Pubblica, dei Servizi al Cittadino e alle Imprese, si è concluso il 23 ottobre scorso. La manifestazione è stata caratterizzata da una forte impronta internazionale ed un programma denso di convegni, con un elevato numero di espositori e visitatori.

Negli spazi di Fiera Milano, destinati ad ospitare l’Expo, si è svolta una strana fiera per le abitudini dei milanesi di vedere fiere di prodotto, di manufatti, di cose che si toccano. Anche se Milano è riconosciuta come “capitale della comunicazione” (media, pubblicità, design, moda) un grande evento dedicato alla comunicazione non ha mai trovato radicamento. Il lavoro è più importante della sua contemplazione, si è forse pensato. E tuttavia “fiera” non è solo rappresentazione. E’ anche incontro, confronto, emulazione, concorrenza, apprendimento.


Con il Salone nazionale della comunicazione pubblica svoltosi per tre giorni (160 espositori, 150 eventi, 350 relatori) il sistema Milano ha ospitato così un evento dedicato al settore pubblico. Anche qui superando luoghi comuni di un “disinteresse” per questo genere di argomenti. Caso mai disinteresse per ciò che Giorgio Fiorentini (Università Bocconi) ha chiamato “un modo di porsi degli operatori della P.A., tra catacombali e celebrativi”. Alla ricerca dunque di “un altro modo di porsi”, anche rispetto alle edizioni precedenti, centrate sul problema di adeguamento organizzativo della P.A., qui la parola chiave è stata “pubblica utilità”. Cioè il territorio in cui istituzioni, imprese, associazioni, atenei, centri formativi ragionano (talvolta litigano, comunque si misurano) nel territorio degli interessi generali. In questo senso la comunicazione è davvero leva strategica per superare ostacoli e trasferire culture complementari.


Fondamentalmente si tratta di mettere in sintonia la cultura della legalità, la cultura dell’efficienza, la cultura del mercato. È possibile rappresentare in una fiera i temi che attraversano questi ambiti? Temi di identità, in epoche di ondate migratorie. Temi della sicurezza, con paure crescenti nell’opinione pubblica. Temi dell’ambiente e del clima, dove le soluzioni possibili confliggono con un altro clima, quello della recessione. Temi della competizione in cui serve l’intraprendenza dell’economia ma serve anche un territorio con le sue istituzioni che sostenga la capacità di attrarre e produrre. Questa immaterialità si traduce in tante cose materiali che rendono possibile vedere, parlare, ascoltare.


Nella pubblica utilità c’è la politica, che oggi in Europa è comunque dialettica tra capitale e territori. C’è il sociale e il non profit, su cui Milano è parte significativa della quota di PIL rappresentata dal settore. Ci sono i servizi al cittadino e alle imprese. C’è la pubblica amministrazione al bivio tra la brutta immagine del fannullonismo e l’aspirazione a vedere riconosciuti meriti e competenze. Insomma un tema moderno che va trattato con spirito di indipendenza, tanto che il Comitato di programma di questo salone non è costituito né dalla politica né dal sistema degli interessi ma prevalentemente dai rappresentanti delle università e del sistema associativo professionale.


L’obiettivo è: “vincere la sindrome del freno”. La formula espositiva permette di esporre, raccontare, incontrare, accogliere. Modalità con cui la P.A. deve sempre misurarsi. La convegnistica (profilata dal Comitato di programma attivato da Fondazione Università IULM e presieduto da Stefano Rolando) che punta alla qualità deve stare non sulla ripetizione di luoghi comuni ma su profili che allargano le culture professionali e quelle disciplinari. I giudizi dei partecipanti sono stati piuttosto convergenti in questo senso.


La fotografia dei convegni mostra – facendo solo alcuni nomi, oltre ai rappresentanti politici già ricordati – una complessa articolazione di interlocutori: amministratori eletti (Fiorenzo Alfieri, Guido Milana, Roberto Zucchetti, Andrea Mascaretti, Robert Louvin, Arianna Cavicchioli); alta amministrazione (Michele Torres, Francesco De Sanctis, Anna Maria Dominici, Maurizio D’Amore, Pasquale Ferrara, Maria Laura Prislei, Francesco Barela, Robi Ronza, Sebastiano Serra, Fabrizio Romano, Maurizio Canfora, Marcello La Bella, Mariano Sciacca, Pina Perozzi, Claudia Bugno, Pia Benci); management di impresa (Matteo Marzotto, Alberto Meomartini, Giorgio D’Amore, Barnabò Bocca, Claudio Artusi, Enrico Pazzali, Marco Accornero, Giorgio De Rita, Carlo Mochi Sismondi); intellettuali e ricercatori (Alberto Abruzzese, Alberto Martinelli, Andrea Granelli, Nadio Delai, Gian Carlo Blangiardo, Giorgio Fiorentini, Jordan Lieberman, Pierre Musso, Gianni Canova, Salvatore Aleo, Carlo Ricciardi, Luca Pellegrini, Emanuele Invernizzi, Manuela De Carlo, Guido Di Fraia, Vincenzo Russo, Paolo Moderato, Giampietro Mazzoleni, Gary Creps, Umberto Bertelè, Marino Cavallo, Celestino Spada, Gianfranco Rebora, Mauro Santomauro, Mario Abis, Fiorello Cortiana, Armando Peres); ong e non profit(Sergio Marelli, Alberto Contri, Otto Bitjoka, Teresa Petrangolini, Giuseppe Frangi); giornalisti (Giampiero Gramaglia, Salvatore Carrubba, Davide Milani, Carlo Gambalonga, Gabriele Tacchini, Alma Grandin); operatori pubblici di comunicazione (Paolo Mazzanti, Sergio Talamo, Anna Martina, Gian Luca Spitella, Walter Bruno, Alberto Mina, Paolo Garavaglia, Franco Maggi, Nicoletta Levi, Filippo De Bortoli, Brunella Marchione, Stefano Karadjov, Mario Barone, Pier Donato Vercellone); operatori professionali della comunicazione (Adriana Mavellia, Cesare Valli, Furio Garbagnati, Lorenzo Strona, Toni Muzi Falconi, Mario Massone); contesto comunitario (Claudio Corazza, Pierre Zémor, Hans Brunmayr, Anze Logar, Eva Krings, Jean-Yves Nicolas, Vincenzo Le Voci, Tiziana Antonelli, Marie Claire Donnet Dubuisson, Dan Jurcan, Augustin Stoica).


In fiera non solo scolaresche (comunque almeno duemila ragazzi). Gli espositori hanno avuto pubblici professionali abituati a utilizzare le fiere. 300 giovani (laureati e operatori) si sono iscritti a pagamento ai moduli formativi che Scuola di Comunicazione IULM ha proposto con l’offerta di atenei e scuole di alta formazione. Un record.


Provincia Milano ha accolto la cornice di COM-PA per gli esiti del suo consolidato “Premio ComunicaMI”. Stessa opzione per il premio giornalistico di CMMC “Relazioni con il cliente/cittadino”. IREF (Regione Lombardia) ha scelto l’evento per la seconda edizione dell’orientamento scuole verso le professioni del settore pubblico. Il premio speciale della giuria (composta dai rappresentanti del sistema professionale della comunicazione e coordinata da Pierfrancesco Anzà) a chi ha utilizzato più a fondo, con più “socialità” e più cultura tecnologica la relazionalità dello spazio fieristico: Ministero della Difesa (con i Carabinieri) e Ministero dell’Interno (con la Polizia di Stato).
FieraMilano e Conference Service hanno avuto coraggio ad investire, con questo evento, il terreno di sensibilità civile di una città in cui la democrazia partecipativa non è una parola astratta. I risultati si sono visti e si vedranno.

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