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Crisi pandemica e governance: priorità, tendenze, trasformazioni

01/11/2021

Redazione

Diventa “nuova normalità” per i board valutare nuovi orizzonti temporali nel determinare la strategia. I CdA sulla strada dell’adozione di un nuovo modello di leadership all’insegna del business sostenibile. A dirlo la  ricerca “Board Leadership e Covid -19” effettuata da Nedcommunity e Valore D tra maggio 2020 e giugno 2021.

L’epidemia di Covid-19 ha impresso nei cda dei cambiamenti che sono entrati a far parte della “nuova normalità” di lavoro di board e aziende. Il dato è emerso nel corso della quarta e ultima fase della pulse survey (ricerca caratterizzata da una raccolta di dati da ripetersi nel tempo) ideata e condotta dal Reflection Group “Board e Business sostenibile - Un nuovo modello di leadership per il Consigliere di Amministrazione” di Nedcommunity, l’associazione dei consiglieri indipendenti guidata da Maria Pierdicchi, e realizzata in cooperazione con Valore D/InTheBoardroom, network di alunne del programma executive business, guidata da Paola Mascaro. In particolare, secondo i rispondenti che percepiscono tali cambiamenti come già integrati nei comportamenti e nelle attività dei cda (78%), il 43,4% ritiene abbastanza o molto probabile che tali cambiamenti permarranno nei prossimi 12/24 mesi mentre il 39% lo ritiene “sufficientemente” probabile.

Secondo la ricerca (realizzata da un gruppo di lavoro integrato Nedcommunity e Valore D/In the Boardroom, coordinato da Valentina Zadra e di cui fanno parte Maria Pierdicchi, Livia Piermattei, Ulrike Sauerwald, Michael Carbone), presentata oggi a Milano al Centro Svizzero nel corso di un evento dal titolo “Crisi pandemica e governance: priorità, tendenze, trasformazioni”, i comportamenti che sono cambiati di più all’interno dei cda nel corso delle quattro fasi in cui si è articolata l’analisi per un periodo che va da marzo 2020 a maggio 2021, sono l’Attenzione alla strategia, la Capacità di Analisi di rischi e opportunità e l’Agilità ed accelerazione nelle decisioni. In generale, la pandemia di coronavirus ha spinto i consigli di amministrazione ad assumere un approccio più strategico una volta gestita l’emergenza iniziale come mostrato dai dati relativi alla fase 2, 3 e 4 che confermano una costante crescita delle risposte positive alla domanda se il “Consiglio ha condotto delle attività in relazione alla strategia” (si passa dal 72% della Fase 2 all’83% della Fase 4).

Altro cambiamento centrale è rappresentato dall’orizzonte temporale preso in considerazione in relazione alla strategia. Se nelle prime tre fasi della Pulse Survey, gli scenari di breve periodo sono stati, in media, il focus principale dei cda in cui siedono i rispondenti, nella quarta e ultima fase si nota un cambiamento rivelatore verso scenari anche di medio periodo (24-36 mesi) a conferma del fatto che l’attenzione alla strategia si è fatta più ampia.

Dato questo che emerge chiaramente anche dall’analisi delle attività condotte in relazione alla strategia nel corso degli ultimi step della ricerca: in particolare si nota come crescano in maniera considerevole la Revisione e la ricalibrazione delle fonti di finanziamento (dal 26,1% al 37,1% nella Fase 3 e 4 rispettivamente) e la Revisione della strategia per prevedere la svolta sostenibile del business (39,8% e 40,9% rispettivamente). Interessante notare come, sempre nella Fase 4, si registri un calo significativo delle attività strategiche focalizzate sulla Revisione dei modi di lavorare. Questa ultima evidenza si può presumibilmente spiegare con l’avvenuta adozione di tali modi di lavorare nella prospettiva “new normal” dei cdA (tecnologia, gestione spazi, comunicazione, ecc.). In diminuzione anche le attività sulla Revisione di budget e scenari strategici come se, nell’arco della Fase 4 (dicembre 2020 – maggio 2021), i cda siano passati da attività più prettamente di strategia generale ad attività più operative ed attuative della stessa.

La survey ha messo in evidenza anche altri aspetti interessanti relativi per esempio alle Aree di interesse prioritarie del cda alcune delle quali mostrano tendenze di crescita e decrescita inverse tra la fase 1 e la fase 4. Nel corso di tutte le Fasi, due sono le aree di interesse costantemente indicate tra quelle prioritarie: Business continuity e Protezione dei Dipendenti. Interessante notare come la “Protezione dei dipendenti” è stata scelta nel 96% dei casi nella Fase 1 (01 marzo 2020 a 28 maggio 2020) tra le prime cinque aree prioritarie per i cda mentre tale percentuale registra un andamento decrescente in Fase 4 (62%) presumibilmente anche in ragione della maggiore tranquillità dei cda sull’argomento grazie al lancio della campagna vaccinale ed all’avvenuto adeguamento da parte delle aziende alla normativa emergenziale in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro. L’attenzione per la salute e benessere dei dipendenti si conferma come il solo reale aspetto sociale dell’emergenza sul quale si sono focalizzate ed impegnate le aziende. In significativo aumento, sempre in termini di livello di priorità, sono invece le aree relative a Engagement degli stakeholders (ricorrenza di tale area come tra le 5 più importanti per il CdA passa da 28% in fase 1 a 43% in fase 4), Innovazione servizi e prodotti (da 13% a 39%) e Impatto della Società sull’ambiente (da 2% a 22%), aree di generazione di valore proprie di un modello di leadership sostenibile degli amministratori.

Nel corso della pandemia, a parte le competenze digitali che tutti hanno dovuto necessariamente acquisire o affinare, le soft skills che i rispondenti hanno percepito come maggiormente stimolate e necessarie sono state soprattutto le competenze valorizzate in un modello di leadership sostenibile del business (ascolto attivo 57%, focus strategico e orientamento a lungo termine 40,3%, capacità di connettere elementi apparentemente lontani 32%). Alla necessità dei consiglieri di sviluppare nuove soft skills per gestire al meglio la pandemia non è, tuttavia, corrisposto un altrettanto esteso esercizio di valutazione da parte dei consigli sulla esistenza al proprio interno delle competenze necessarie ai consiglieri per svolgere efficacemente il proprio lavoro. Quasi il 28% dei rispondenti, infatti, ha indicato che il proprio CdA non si è occupato dell’argomento o se ne è occupato poco.

Infine interessante anche l’aspetto della velocità di reazione dei cda di fronte alla pandemia. La survey mette in evidenza come il tema dell’emergenza sanitaria sia stato preso in considerazione prima di febbraio 2020 (paziente nr. 1 in Italia) nel 30,8% dei casi. Di questi, in particolare, il rischio di una pandemia era stato identificato nell’analisi dei rischi aziendali prima di dicembre 2019 nel 5,8% dei casi (9 società di cui 6 quotate). In un caso, il consiglio di amministrazione di un’azienda ha preso in considerazione il Covid-19 in aprile (azienda non-finanziaria quotata con fatturato superiore ad Euro 1 miliardo). Più del 68% dei rispondenti ha indicato di aver considerato per la prima volta l’emergenza rispettivamente nel mese di febbraio 2020 (48,7%) e nel mese di marzo (19,9%), presumibilmente a seguito alla dichiarazione  della World Health Organization del 30 gennaio 2020 che classificava il Coronavirus un’emergenza sanitaria di interesse internazionale e alla successiva designazione del Coronavirus come “pandemia” in data 11 marzo 2020.

“La pandemia, come emerge dalle evidenze di questa ricerca che ci ha visto impegnati per oltre un anno, ha cambiato profondamente le nostre vite e anche il modo in cui i cda e le imprese affrontano i loro obblighi. Superata la fase critica dell’emergenza – sottolinea Maria Pierdicchi, presidente di Nedcommunity - i board sembrano aver fatto propri dei comportamenti virtuosi come una visione strategica di medio termine che sono certa aiuterà le aziende ad affrontare le sfide della transizione energetica ma anche a cogliere le grandi opportunità che l’implementazione del Pnrr offrirà per il rilancio dell’economia del Paese. In questo contesto ritengo che gli indipendenti saranno in grado di svolgere un ruolo di stimolo”.

“Questa ricerca su Board leadership e Covid-19, la prima crisi globale di origine non finanziaria, ci ha consentito di leggere “in vitro’ e in accelerazione alcune profonde trasformazioni sia dei cda sia della leadership - attitudini e comportamenti - con cui gli Amministratori governano le aziende. Molti dei cambiamenti che abbiamo avuto modo di analizzare – sottolinea Livia Piermattei, coordinatrice del Reflection Group di Nedcommunity Board e Business sostenibile - resteranno e sono coerenti con il Modello di Leadership per il business sostenibile degli amministratori che il nostro Reflection Group ha generato in quasi 10 anni di lavoro e collaborazione di tanti amministratori e stakeholder”.

“I risultati dell’ultimo step di questa survey suggeriscono il consolidamento di un cambiamento del modello di leadership del Board che già era stato possibile intravedere nelle precedenti fasi. L’obiettivo adesso – dichiara la responsabile del progetto, Valentina Zadra – sarà quello di proseguire nella direzione di una verifica ulteriore nei prossimi mesi e anni che punti a valutare la permanenza di tali cambiamenti e la definitiva adozione di un modello di business più sostenibile, secondo quanto anche auspicato dalla futura normativa europea in materia di corporate governance”.

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