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CSR: ancora pochi i bilanci online in Italia

15/11/2012

Una comunicazione ancora poco curata e spesso assente quella riguardante i bilanci sociali on line per le aziende italiane. Sono i dati mostrati dall’edizione 2012 dei _CSR Online Awards_ che rivelano una mancanza di apertura da parte delle imprese nell’utilizzo dei canali digitali per il coinvolgimento dei propri stakeholder su questi temi. Sul podio _Hera, Telecom_ e _Eni._

Buona parte delle maggiori aziende italiane non pubblica un bilancio CSR e spesso non tengono il passo dell’evoluzione del web. E’ quanto emerge dalla quinta edizione italiana della ricerca CSR Online Awards, condotta dalla società di consulenza Lundquist. Delle 59 grandi società che pubblicano il bilancio CSR, molte si fermano a un lavoro di “copia-e-incolla” più o meno esteso dei testi preparati per il bilancio cartaceo senza adottare un approccio strategico sul web e cogliere le opportunità che questo offre in termini di trasparenza, dialogo e confronto.
Per questo motivo, il punteggio medio del CSR Online Awards Italy 2012 scende a 34 su 100, rispetto a 44,2 per le 100 società più grandi d’Europa. Deludente la performance delle 15 società non quotate incluse nella ricerca (punteggio medio 21,4).
Il punteggio medio della macro area Contenuti, che copre le principali tematiche sociali, ambientali, di governance e la presentazione del bilancio CSR, sale leggermente al 35% del punteggio massimo. Il dato rappresenta un segnale incoraggiante in quanto indica che le aziende danno maggiore evidenza online alle loro strategie CSR, politiche, performance e iniziative. Il punteggio medio della macro area User experience è sceso notevolmente al 38% a causa del maggiore rigore di alcuni criteri quali il motore di ricerca, la grafica e i video. La
terza macro area – Ongoing engagement – ha ottenuto un punteggio medio di 28%, diminuito a causa di una mancanza di funzionalità interattive e utilizzo dei social network.
“E’ fondamentale che le aziende capiscano l’importanza di un approccio strategico sul web, oltre alla classica rendicontazione formale della CSR,” commenta James Osborne, Head CSR communications di Lundquist e responsabile della ricerca. “Troppo spesso, ciò che appare su web è un mero copia-e-incolla di testi estratti dal bilancio. Il sito corporate è invece un luogo unico, dove l’azienda ha la possibilità di raccontare il proprio impegno e il proprio percorso verso la sostenibilità e, allo stesso tempo, uno strumento estremamente efficace, se ben utilizzato, per stimolare il dialogo e il confronto con i propri stakeholder.”

Generalmente le società presentano meglio l’impegno per la responsabilità sociale (priorità, obiettivi, etc.), le informazioni ambientali e i bilanci CSR. In queste sezioni, il punteggio medio è di 40% sul massimo. Gli aspetti più deboli della comunicazione CSR in Italia riguardano l’interattività (uso di social media, blog, RSS, podcast, ecc.) e la comunicazione visuale (punteggio medio 17%), che
comprende l’uso di video, immagini e grafici interattivi (punteggio medio 19%).
“E’ sorprendente come nel 2012 in Italia, con 1 italiano su 3 su Facebook e 3,6 milioni di account Twitter, le imprese siano ancora reticenti ad aprire un dialogo su questi canali,” aggiunge James Osborne.
La utility Hera torna in cima alla classifica rispetto al terzo posto dell’anno scorso con 76,5 punti su un massimo di 100, seguita da Telecom Italia (seconda con 73,25) ed Eni (terza con 71,5 punti). Il resto della top 10 comprende le seguenti società: Fiat SpA (69), UniCredit (66), Snam (64,75), Fiat Industrial (63), Terna
(63), Enel (62,5) e Edison (60,5).
Si segnalano i miglioramenti compiuti da alcune società come Gruppo IREN, che sale alla 26° posizione grazie a 14 punti in più rispetto all’anno scorso, Acea (+ 6,5 punti) e Autogrill (+ 3). Mondadori, che ha pubblicato il suo primo bilancio quest’anno, è stata la migliore tra i nuovi entranti in classifica, conquistando la 17° posizione con 49,25 punti. Tra le non-quotate, la migliore è stata Barilla (21° con
39 punti).

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