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CSR: Enel approva la policy per il rispetto dei diritti umani

31/05/2013

Il rispetto per le persone e per il loro diritti è anche una precisa responsabilità delle imprese. Lo sostengono le Nazioni Unite in un documento che stabilisce il rispetto dei diritti umani nelle pratiche di lavoro e nei rapporti con le comunità e che è confluito nella nuova policy di Enel.

Non-discriminazione, diritti delle popolazioni indigene, abolizione del lavoro infantile sono solo alcuni dei temi rilevanti per le imprese contenuti nella Carta Internazionale dei Diritti dell’Uomo. Il 16 giugno 2011 il Consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite ha adottato le Linee guida su Business e Diritti umani, stabilendo che il rispetto di questi principi è anche una precisa responsabilità delle imprese.
In particolare, l’interpretazione di questa responsabilità all’interno delle Linee Guida adotta un approccio che va oltre i confini “legali” dell’impresa e che include l’intera filiera: si considera, infatti, che un’impresa possa essere coinvolta in abusi sui diritti umani non solo quando ne è causa diretta, ma anche quando vi contribuisce o ne è complice in maniera indiretta.
Il 5 febbraio 2013 Enel ha voluto accogliere l’approccio indicato dalle Nazioni Unite Proteggere, Rispettare, Rimediare attraverso l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione, di una Policy dedicata al tema dei Diritti Umani, che rafforza e approfondisce gli impegni già sanciti dal Codice Etico, dal Piano Tolleranza Zero alla Corruzione e dal Modello 231.
La policy identifica otto princípi che i collaboratori di Enel SpA e delle società da essa controllate devono osservare nello svolgimento di tutte le proprie attività, relativamente a due macro-tematiche: pratiche di lavoro e relazioni con le comunità e società.
Con questo impegno formale, inoltre, Enel si fa esplicitamente promotore del rispetto di tali diritti da parte degli appaltatori, fornitori e partner commerciali.
Come richiesto dalle Linee Guida e sulla base dei princípi della Policy verranno sviluppati processi aziendali di due diligence come, per esempio, lo Human Rights Compliance Assessment (HRCA) in tutti i Paesi del Gruppo, l’integrazione dei fattori sociali e ambientali e di governance nelle procedure di risk management del Gruppo e la definizione di una metodologia per la valutazione dell’impatto sociale dei progetti industriali.
È stato previsto un canale dedicato a cui gli stakeholder interni ed esterni possono rivolgersi per segnalare presunte violazioni, e un processo di gestione delle segnalazioni allineato a quello previsto per il Codice Etico.

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