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Da Persuasion a Product Placement: continua il nostro dizionario delle Rp

08/06/2004
PersuasionDa sempre alle relazioni pubbliche viene attribuita una funzione 'persuasiva', nel senso che l'organizzazione sviluppa attività di relazioni pubbliche per 'persuadere' i suoi pubblici influenti a contribuire ad accelerare anziché a ritardare il raggiungimento degli obiettivi che persegue.. James Grunig sostiene una linea per cui la dimensione 'persuasiva' ceda il passo a quella 'negoziale', nel senso di attribuire alla prima connotazioni push, unidirezionali, manipolative e asimmetriche (cfr il pamphlet del 1965 di Vance Packard 'i persuasori occulti'), mentre il profilo della seconda delinea al contrario una relazione interattiva, bidirezionale e simmetrica.Questa linea di Grunig è certamente la più efficace quando l'organizzazione si relaziona con soggetti consapevoli e interessati alla relazione (gli stakeholder...those who hold a stake..). Ma l'uso della retorica e della messaggistica persuasiva - pur se sempre con un canale di feedback incentivato - rimane indispensabile per attirare attenzione e interesse degli altri pubblici influenti, quelli che non sono né consapevoli e neppure interessati alla relazione, ma con i quali l'organizzazione ritiene indispensabile relazionarsi per raggiungere i suoi obiettivi. L'importante, piuttosto, è che questa dimensione persuasiva venga attuata con modalità di piena trasparenza evitando in tal modo ogni rischio manipolativo. E per modalità trasparente si intende che il soggetto che avvia la relazione deve sempre esplicitare la sua identità, l'interesse che rappresenta, l'obiettivo perseguito e le modalità con cui intende raggiungerlo.PlanningE' una delle bestie nere delle relazioni pubbliche poiché gli operatori riescono raramente a pianificare la propria attività. Nella maggior parte dei casi invocano a giustificazione la cultura organizzativa in cui operano, ma spesso si tratta di alibi che nascondono una scarsa propensione dei relatori pubblici alla declinazione manageriale della loro professione. Pick upIndica il livello di successo (ripresa, prendere su...) sui media di un comunicato stampa, di un evento, di una campagna, di una tematizzazione.Post testNel Gorel:dopo il pre-test che misura familiarità del contesto e credibilità della fonte di un determinato messaggio chiave, indirizzato ad un segmento di influente su un obiettivo specifico perseguito dall'organizzazione; dopo il trasferimento del messaggio attraverso i canali e con le modalità previste da una determinata strategia volta a raggiungere gli obiettivi di comunicazione concordati con il committente/datore di lavoro partendo dai risultati del pre-test;il post-test va a riscontrare, con le medesime modalità -s alvo un cambiamento in toto o in parte dei soggetti intervistati nel pre-test, pur provenienti dallo stesso universo- se gli obiettivi di comunicazione siano stati effettivamente raggiunti e se quindi l'operatore incasserà gli eventuali premi concordati, oppure se dovrà rinunciare ad una parte corrispondente del suo fee professionale.Pre testVedere post-testPress briefE' un incontro non ufficiale in cui la leadership di una organizzazione conversa con selezionati giornalisti commentando questioni generali o anche specifiche purché non legate ad una specifica notizia ancora da dare ufficialmente ai media. In quest'ultimo caso, quando il press brief viene impropriamente usato per dare una notizia, si crea una situazione oggettiva di asimmetria di trattamento dei giornalisti assenti con gravi ripercussioni future.PrivacyIl valore della privacy è importante per le relazioni pubbliche da almeno una decina di anni, ma solo in questi utlimi tempi ha assunto un rilievo prioritario. Le attività di relazioni pubbliche hanno da sempre parecchio a che fare con la raccolta di infromazioni su opinion leader, influenti, giornalisti, personalità del processo decisionale pubblico. Gli operatori non sono ancora del tutto consapevoli di violare spesso le raccomandazioni e le normative del garante della privacy. In effetti in presenza di banche dati informative il bon ton della privacy vorrebbe che il detentore avverta i soggetti di cui si detengono informazioni e chieda loro se desiderano correggere le informazioni raccolte. Per quanto possa sembrare improprio per un relatore pubblico comportarsi in questo modo, in effetti si tratta della trasformazione di un rischio in una opportunità di relazione...Product placementQuando in una qualsiasi espressione pubblica, che non sia esplicitamente pubblicitaria e quindi pagata per secondo o millimetro colonna, un articolo, un attore, una scena, un musicista, uno scrittore, uno sportivo cita una marca, un prodotto, un servizio, una applicazione attribuendole credibilità in un contesto non specifico. Recentemente è stata approvata in Italia una legge che regola il product placement nei film ed è anche scoppiato uno scandalo in Rai ove si è scoperto che molte citazioni venivano pagate dai produttori o loro intermediari direttamente agli artisti, ai cameramen, agli sceneggiatori...

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