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Dalla creatività all’innovazione: una questione di imprenditorialità

09/10/2014

Creatività, innovazione e imprenditorialità: spesso confusi fra loro, sono in realtà concetti ben distinti che contribuiscono alla crescita delle organizzazioni. La riflessione di _Giampietro Vecchiato._

di Giampietro Vecchiato
Magari “il triangolo no, non l’avevi considerato” ma invece sì, forse è il caso di considerarlo con buona pace di Renato Zero!
In altre parole, imprenditorialità, innovazione e creatività sono una necessaria all’altra.
Creatività, innovazione e imprenditorialità: facciamo ordine
Una questione preliminare. Il termine “innovazione” viene spesso confuso con “creatività” e/o con “invenzione”. Nel cuore di molte persone infatti l’innovazione è intimamente legata alla lampadina che accompagna Archimede Pitagorico, il mitico personaggio di Topolino.
Oggi, fortunatamente, l’attenzione si sta spostando dall’invenzione (che nel vissuto delle persone è spesso il frutto di un eroe romantico e solitario, scontroso e geniale) alla consapevole costruzione del nuovo, dal governo della ricerca al rendere fruibile l’invenzione.
Se è vero che la natura dei processi innovativi è soprattutto individuale, altrettanto vero è il fatto che è l’imprenditore (e quindi l’impresa-organizzazione) che innova, che smonta e rimonta i processi di produzione del valore, partendo dalla sua intuizione e contando sul lavoro e sulla creatività dei propri collaboratori.
Innovazione e creatività non sono quindi sinonimi, né sono collegabili i loro significati più profondi. Solo la somma di due processi altamente individuali – la creatività e l’imprenditorialità – può portare all’innovazione che non può essere che collettiva, organizzata, trasferibile.
Il processo di innovazione è quindi il frutto di due azioni: da una parte, la creatività; dall’altra, l’imprenditorialità, che funge da ponte tra la fase creativa e la fase di realizzazione della nuova idea, tra la creatività del singolo individuo e il potenziale innovativo delle organizzazioni.
I 5 fattori che limitano l’innovazione in azienda
Compresa l’importanza di una sinergia tra innovazione, creatività e imprenditorialità è altrettanto importante comprendere quali siano i fattori che, al contrario, limitano i processi di innovazione:
1. Isolamento della direzione e del top management: il top management tende ad essere più orientato agli aspetti finanziari e isolato dalle aree nelle quali le innovazioni possono emergere. Occorre dire che questo aspetto, che è rilevante per le grandi aziende, lo è meno per le PMI, dove il vertice aziendale coincide con l’imprenditore, il quale ha un naturale approccio positivo nei confronti dell’innovazione.
2. Intolleranza per i fanatici e gli innovatori: persone che hanno grande passione ed entusiasmo nel seguire le proprie idee innovative sono viste come “strani animali” dal resto dell’organizzazione, che tende ad isolarli.
3. Organizzazione di breve periodo: è abbastanza comune che le organizzazioni, per una varietà di ragioni, tendano a privilegiare le soluzioni di breve termine per incrementare la propria competitività (marketing, iniziative speciali, taglio dei costi, ecc.) anziché investire in innovazioni.
4. Eccesso di burocrazia: la formalizzazione che viene applicata ai compiti routinari viene applicata anche alle innovazioni, con effetti negativi sulla lunghezza del processo e di conseguenza sui costi e rischi connessi.
5. Incentivi inadeguati: ci sono in generale poche organizzazioni che prevedono incentivi tali da incoraggiare l’innovazione, mentre in molti casi i sistemi di controllo tendono a dare feedback negativi in presenza di errori e rischi.
Fonte: Four Marketing

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