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De Visintini: Non c'è innovazione senza comunicazione

05/02/2008

Secondo il Direttore della comunicazione della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia chi innova ha molte più chance di reggere il mercato.

Alla vigilia dell'inizio della terza edizione di InnovAction, che si terrà a Udine da giovedì 14 a domenica 17 febbraio 2008, abbiamo parlato di innovazione e comunicazione del progresso tecnologico, e di come tutto ciò possa influire sulla qualità dell'esistenza quotidiana, con Fabio de Visintini, direttore della Comunicazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e docente a contratto presso il Corso di Laurea in Relazioni pubbliche dell'Università degli Studi di Udine.
di Chiara Rizzo
Domanda. Da dove è nata l'idea di occuparsi di comunicazione dell'innovazione?
Risposta. Dal fatto che l'innovazione è un comportamento, una questione culturale da diffondere: la comunicazione può fare molto perché si occupa di questo. Una delle sue mille definizioni parla proprio della modifica dei comportamenti.
D. Comunicare l'innovazione è spesso oggettivamente difficile, da cosa nasce a suo avviso questa difficoltà?
R. Proprio dal fatto che l'Innovazione è immateriale: non è un oggetto, non ha una regola, non si spiega in dieci secondi. E' un concetto che va capito e interiorizzato quindi serve tempo, competenza ed energia. Poi bisogna stare attenti al rischio d'inflazione, come per la "qualità" o l'"etica", concetti che riempiono bocche improvvide in ogni dove! Abbiamo aperto un sito per raccogliere tutte le informazioni utili ad innovare, assieme all'Area di Ricerca di Trieste: www.fvginnovazione.it, da lì contiamo di creare una comunità di innovatori che si scambia informazioni e opportunità.
D. Il successo del nuovo dipende in larga misura dalla capacità di spiegarlo. In base alla sua esperienza, quali sono i primi passi da intraprendere per avvicinare un'innovazione al pubblico comune?
R. Come spesso avviene, l'esempio offre molte possibilità: chi innova ha molte più chance di reggere il mercato, di sconfiggere onde asiatiche.. Eventi come InnovAction spiegano a pubblici diversi gli esempi migliori dell'innovazione. Il Premio Innovazione che abbiamo indetto per la quarta volta quest'anno, mette in competizione imprese e PA su progetti attuati innovativi: cento aziende si sono iscritte quest'anno!
D. E per spingere un'impresa ad innovare, quali sono i motori cardine su cui puntare?
R. Innovazione è un po' rivoluzione.. credo bisogna educare le persone in azienda a riconsiderare quel che fanno in maniera consolidata, attraverso un'ottica terza, anche ignorante se serve. Oppure utilizzare il pensiero non condizionato altrui per vedere quel che ci sfugge ogni giorno perché l'abbiamo cresciuto con l'esperienza.  Il pensiero laterale indubbiamente è un percorso che facilita..
D. Come si colloca ad oggi il Friuli Venezia Giulia nella classifica delle realtà "innovatrici"?
R. Credo stiamo (immodestamente) diventando una regione di riferimento se mi fermo agli attestati che arrivano: certo è che il Presidente illy ha fatto dell'Innovazione una competenza chiave del suo governo, portando con se tutte le risorse e le competenze del territorio che, bisogna dirlo, ha una buona offerta.
D. Collegandosi al tema chiave di InnovAction 2008, in che modo l'innovazione può cambiare la qualità della vita?
R. Tutti! La vita si allunga ma in maniera ancora disarmonica, per esempio, e nuove esigenze compaiono. A sessant'anni si era vecchi mentre ora quella fascia d'età è tra quelle che viaggia di più, quindi bisogna rivedere i bisogni e adeguare possibili soluzioni. Non parliamo di tecnologia o ICT soltanto ma di ambiente, demotica, sviluppo sostenibile ecc.
 

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