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Decisioni manageriali. Come fare scelte efficaci

20/07/2010

Tra le competenze richieste ad un manager una delle più importanti è quella di prendere decisioni. Il processo decisionale comporta l'utilizzo di strategie psicologiche di gestione delle informazioni, di trattamento del rischio e dell'incertezza che lo rendono tutt'altro che scontato e automatico. Un tema interessante affrontato nel nuovo volume di Rino Rumiati e Nicolao Bonini. L’ha letto per noi _Giampietro Vecchiato._

di Giampietro Vecchiato
In un recente articolo sul decision making pubblicato sul sito Ticonzero, Massimo Pilati mette in evidenza i rischi che si affrontano quotidianamente nei processi decisionali e i miti che alimentano errori e/o fraintendimenti.
Ecco i miti sul decision making messi in evidenza da Pilati:
1. L’Amministratore Delegato prende “decisioni strategiche”.
In realtà le decisioni strategiche vengono prese a livelli diversi e molto spesso prendono la forma di processi di negoziazione, contrattazione, coalizioni fra manager.
2. Le decisioni sono prese collegialmente, nella “stanza dei bottoni”.
In realtà la “stanza dei bottoni” non esiste. Le decisioni vengono spesso assunte in contesti informali e all’interno di network decisionali di solito non formalizzati.
3. Le decisioni richiedono esercizio intellettuale.
In realtà su questo algido e razionale processo decisionale impattano tutta una serie di fattori cognitivi da un lato e di fattori emotivi dall’altro, tali da rendere il processo completamente razionale poco più che un mito presente soltanto nella testa di chi non ha mai vissuto concretamente un processo decisionale “dal vivo”.
4. I manager analizzano e poi decidono.
In realtà il processo decisionale è spesso tutt’altro che lineare, con regressioni, loop, salti, fughe in avanti, retromarce, ecc.
5. I manager prima decidono e poi agiscono.
In realtà, molto più spesso di quanto si creda, la decisione è successiva all’azione e somiglia più ad una operazione di sense-making, di razionalizzazione ex-post dell’azione già intrapresa.
Come risulta facilmente comprensibile la consapevolezza all’interno del processo decisionale è molto meno presente di quello che potremmo immaginare. Questi miti ci dimostrano come la percezione del rischio sia dipendente da un complesso insieme di fattori sia di tipo culturale che emozionale, che non hanno niente a che vedere con l’oggettiva pericolosità, urgenza, complessità, rischiosità dell’evento-decisione.
Le modalità con le quali gli individui prendono decisioni e valutano la probabilità di prevedere eventi, misurare e controllare rischi vengono studiate nel mondo anglosassone dagli inizi degli anni ‘50 del secolo scorso, su sollecitazione del mondo militare, da una parte; economico-finanziario, dall’altra.
Oggi si può a tutti gli effetti parlare di una vera e propria branca della psicologia sperimentale applicata, riconosciuta con il nome di Psicologia delle decisioni. Una branca che si sta sempre più affermando e occupando uno spazio unico ed esclusivo nella teoria del management.
Su questo filone si innesta la recente pubblicazione di Rino Rumiati e Nicolao Bonini: Decisioni manageriali. Come fare scelte efficaci .
Si tratta di un valido strumento per chi si avvicina per la prima volta allo studio dei processi decisionali, ma anche, e soprattutto, un valido strumento per i manager (e i loro consulenti!) che vogliono capire meglio come prendono le decisioni con l’obiettivo di migliorare la loro capacità/attività decisionale.
Il libro affronta con un linguaggio chiaro e comprensibile il profilo degli esperti che prendono decisioni e i processi cognitivi utilizzati. Non è un mistero infatti che all’interno dei diversi approcci al management, i decision makers adottino stili tra loro molto diversi, stili che spesso ne costruiscono la cifra distintiva.
Un ulteriore aspetto approfondito nel libro e di grande interesse per chi affianca la coalizione dominante delle imprese/organizzazioni è che per quanto si insegni ad affrontare i problemi ed i dilemmi di scelta (con le annesse “trappole” cognitive) seguendo tappe ben codificate, l’“anatomia delle decisioni” mette in luce che i percorsi effettivi sono spesso condizionati dal diverso modo di selezionare e utilizzare le informazioni.
Un capitolo del libro, il nono, è interamente dedicato alle decisioni di gruppo che risulta particolarmente interessante per quei manager che si occupano di “processi decisionali inclusivi” o di “processi partecipati”. Spesso è infatti necessaria una fase di “concertazione” tra le parti per raggiungere determinati obiettivi. In questi casi si giunge spesso – a causa dei processi cognitivi individuali e delle dinamiche di gruppo – a “prestazioni povere”, di scarsa efficacia o eccessivamente conflittuali.
Il libro si conclude con un interessante capitolo che aiuta i decisori a fare scelte efficaci e nel riconoscere (ed evitare) le principali trappole decisionali. Non un capitolo di ricette o formule magiche, ma precise tecniche che presentano il “processo decisionale” e i sistemi di supporto da utilizzare nella decisione.
I recenti Stockholm Accords, stipulati (anche grazie all’ottimo lavoro di Toni Muzi Falconi per FERPI) a fine giugno nel corso del World PR Forum, individuano per i relatori pubblici sei aree di sviluppo per la professione per i prossimi anni: governance, management, sostenibilità, comunicazione interna, comunicazione esterna, coordinamento. La seconda di queste aree, quella dedicata al “Management” dedica uno spazio significativo al ruolo esercitato dai professionisti delle RP nei processi decisionali delle imprese e delle organizzazioni per rafforzare la loro credibilità, la loro “licenza ad operare”. Gli accordi assegnano al professionista delle RP un ruolo centrale nella raccolta delle informazioni (nella fase pre-decisionale), nella metodologia utilizzata per prendere le decisioni (il processo decisionale) e nella fase post-decisionale (monitoraggio, misurazione e valutazione delle decisioni).
La lettura del libro di Rino Rumiati e Nicolao Bonini è una preziosa e utile opportunità per i professionisti delle relazioni pubbliche per contribuire all’elaborazione e allo sviluppo degli Accordi e per proseguire nell’opera di istituzionalizzazione della professione tra le discipline del management.

Decisioni manageriali
Come fare scelte efficaci
Rino Rumiati e Nicolao Bonini
Il Mulino, 2010
p. 220, € 18,50

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