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Demotix: una vetrina per aspiranti giornalisti

31/07/2008

Un social news aperto per condividere notizie da tutto il mondo e in diretto contatto con alcune grandi testate. Perché non è mai troppo tardi per diventare inviati speciali.

Un nuovo esercizio di citizen journalism ma con uno sguardo al mondo dei professionisti. È l’idea lanciata da Demotix, un sito di informazione condivisa dove chiunque può pubblicare notizie e foto, provenienti da ogni dove e di qualunque tipo. Un social media come tanti se non fosse per l’accordo stretto dagli ideatori con alcune grandi testate – tra le quali la “Repubblica”, “Newsweek” o il “Telegraph” – a cui verranno segnalati ogni giorno i migliori contenuti condivisi dagli utenti. News che potranno essere acquistate come avviene con le tradizionali agenzie d’informazione.


Sempre più testate chiudono le redazioni all’estero e richiamano i propri inviati, perché troppo costosi. Da questa constatazione è partito il progetto di Demotix. “Solo quattro quotidiani Usa hanno uffici all’estero (NY Times, LA Times, Washington Post e Wall Street Journal) e solo 141 sono i corrispondenti esteri che lavorano negli Stati Uniti. Il restante mondo dei media fa affidamento sulle agenzie (AP e Reuters). Purtroppo, 80 paesi, circa il 40% delle nazioni, non sono coperti da queste agenzie, il che significa che il 40% dei paesi semplicemente non esiste nelle notizie globali”. Parola di Demotix.


Un buco impensabile in tempi d’informazione globale e reti senza confini. Esattamente il vuoto che il sito vuole coprire, arrivando laddove non arrivano neppure le grandi agenzie globali. Per fare con le notizie un po’ quello che YouTube ha fatto con i video e Flickr con le foto. Ma con in più il filo diretto con i grandi gruppi editoriali.


L’obiettivo è triplice: migliorare la copertura dell’informazione internazionale, offrire un nuovo spazio al giornalismo partecipato e dare visibilità ai tanti giornalisti amanti degli affari esteri, sempre più emarginati dagli organi di stampa. Un sito d’informazione semi-professionale che cerca di risollevare le sorti della categoria più debole (quella dei corrispondenti e degli inviati) di un settore (quello della stampa) da anni in crisi permanente.


Lapidario il commento di Nicholas Kristof del “New York Times” su Demotix. Per l’opinionista americano, se da una parte il nuovo sito di social news è la conferma della progressiva erosione del business model tradizionale dell’informazione, dall’altra è un’ottima soluzione all’oscuramento che minaccia troppi paesi al mondo.


E, aggiungiamo noi, un interessante esperimento di auto-promozione dei propri prodotti mediatici (articoli, reportage, foto e video) per migliaia di aspiranti giornalisti e free-lance in cerca di un’opportunità.


Serena Massimini – Redazione Cultur-e

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