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Ed ecco a voi il 5x5: in poche e chiare parole il nuovo modello globale delle relazioni pubbliche!

13/06/2006

Un approfondimento di Toni Muzi Flaconi, dopo l'esperienza del workshop newyorkese di fine maggio.

Ho ricevuto parecchie richieste di spiegare - a seguito del recentissimo workshop di New York in cui una sessantina di professionisti, docenti e studiosi ne hanno discusso per 36 ore basandosi su almeno trent'anni di studi e di pratiche professionali da ogni parte del mondo - i contenuti del nuovo 'modello' (o 'cornice') globale delle relazioni pubbliche, così come appare oggi, in questa società in cui ci troviamo ad operare. Proverò dunque a descriverlo, con una buona dose di approssimazione... data la sua complessità, e anche prendendomi qualche 'libertà ' interpretativa......ad esempio, è mia piena responsabilità la crasi 5x5 del titolo di questo pezzo che evoca qualche cosa soltanto ai lettori italiani, e neppure a quelli più giovani......per i quali aggiungerò che la formula del 5x5 fu una costruzione politico-intellettuale dei primi anni Settanta del secolo scorso elaborata dal nostro collega Ubaldo Scassellati (allora direttore della potente Fondazione Agnelli) il quale aveva concepito - e tenuto segreto, con la complicità di alcuni sodali, fra i quali l'altro nostro collega Bartolo Ciccardini, e non si seppe mai se anche la famiglia Agnelli approvasse, anche se la cosa è del tutto verosimile -  un modello di governo elitario della società italiana  svelato (con conseguente fallimento poiché tutti i politici, intellettuali e imprenditori implicati presero immediatamente le distanze) da uno scoop di quello straordinario Panorama di allora diretto da Lamberto Sechi...
A.
La premessa è che questo 'modello' è al tempo stesso:-'normativo'per fare relazioni pubbliche in modo efficace si dovrebbe fare così, e te lo diciamo noi che abbiamo fatto tanti studi teorici e tante ricerche sul campo,e-'descrittivo'abbiamo operato così con successo e abbiamo osservato altre organizzazioni operare così con successo e ora ti descriviamo come si fa. 
B.
Il paradigma sui cui si fonda il 'modello' è quello deiprincipi generici e delle applicazioni specifiche. In pratica, le relazioni pubbliche più efficaci, riscontrabili in ogni parte mondo, sono contraddistinte da alcuniprincipi genericisempre validi, ovunque ci si trovi ad operare;che obbediscono ad altreapplicazioni specifichevalide nel momento e nel luogo specifico in cui si attuano. 
I principi generici
Espressi con la massima sintesi possibile sono stati identificati cinque principi generici (ciascuno meriterebbe un libro di spiegazione, ma per chiunque abbia seguito l'evoluzione dei contenuti di questo sito negli anni e-o sappia utilizzare con destrezza il nostro motore di ricerca, non sarà difficile approfondire): 1.°le relazioni pubbliche sono una specifica funzione manageriale che aiuta l'organizzazione a interagire con stakeholder e influenti;°a migliorare la qualità delle sue decisioni e ad accelerare l'attuazione di quelle decisioni;e°il valore delle relazioni pubbliche si determina misurando la qualità delle relazioni che l'organizzazione sviluppa con quei pubblici; 2.°le relazioni pubbliche svolgono un ruolo tecnico/operativo, manageriale e strategico attraverso una apposita funzione professionale che consapevolmente pianifica, amministra, attua e valuta i programmi, contribuendo al consolidamento interno dell'efficacia organizzativa con l'abilitazione delle altre funzioni manageriali a sviluppare, con criteri di coerenza condivisi, i loro sistemi di relazione e di comunicazione con i rispettivi pubblici; 3.il ruolo strategico delle relazioni pubbliche si esplica:°quando l'apposita funzione partecipa alla formazione dei processi decisionali interpretando, prima delle decisioni le aspettative dei pubblici influenti, e dopo le decicioni le loro conseguenze sugli stessi pubblici;°segmentando, ascoltando e comunicando per sviluppare e consolidare con questi pubblici i sistemi di relazione;°misurando la qualità di tutti i sistemi di relazione dell'organizzazione; 4.°i comportamenti comunicativi dell'organizzazione sono integrati dall'apposita funzione di relazioni pubbliche con un responsabile delegato dal vertice dell'organizzazione;e°i dirigenti di quella funzione non sono subordinati ad altre funzioni manageriali, ma con queste interagiscono di continuo con modalità peer-to-peer; 5.°l'approccio di relazioni pubbliche consapevolmente applicato dall'organizzazione è a due vie e tendenzialmente simmetrico che riconosce, valorizza e applica il principio di diversità , che a sua volta assicura processi comunicativi-con-gli-interlocutori basati sul principio del dialogo;e°i dirigenti della funzione detengono un apposito e adeguato corpo di conoscenze professionali stimolando nell'organizzazione comportamenti operativi e comunicativi socialmente responsabili.
Le applicazioni specifiche
Le cinque applicazioni specifiche di questi principi generici tengono conto - situazione per situazione e paese per paese - di una costante analisi professionale delle dinamiche delle seguenti cinque macro variabili: 1. la cultura dei pubblici dell'organizzazione°ogni organizzazione interloquisce, obiettivo per obiettivo, con pubblici diversi;°questi pubblici cambiano in continuazione al proprio interno, rispetto ai valori, agli obiettivi perseguiti e ai comportamenti agiti, e, al proprio esterno, interagiscono costantemente con altri pubblici;°fino a formare delle complesse reti relazionali con i quali l'organizzazione sviluppa relazioni  per conseguire gli obiettivi perseguiti, tenendo conto dei propri interessi ma anche di quelli dei suoi pubblici e  dell'interesse generale. 2. il sistema politico°ogni territorio ha una propria cultura politica e declina con modalità differenziate l'esercizio del processo democratico, il solo in cui le relazioni pubbliche possano svilupparsi con efficacia;°questo produce rilevanti conseguenze sugli obiettivi dell'organizzazione, poiché non solo lo specifico sistema politico determina un diverso processo di decisione pubblica, ma condiziona la stessa definizione e il raggiungimento degli obiettivi introducendo particolari vincoli e promuovendo specifiche opportunità. 3. il livello di attivismo°le associazioni della società civile determinano vincoli o sviluppano opportunità per le organizzazioni, non solo rispetto agli obiettivi e ai comportamenti, o alle conseguenze che producono sul territorio, ma soprattutto in funzione del livello di consenso e di sostegno che le stesse associazioni ricevono dall'ambiente in cui operano.°l'organizzazione efficace ha ogni interesse ad interagire con (e a stimolare) un fitto tessuto di associazioni della società civile, dall'identità marcata e dotate di ampio consenso e sostegno. 4. il livello di sviluppo°il livello di sviluppo economico e sociale di ciascun territorio condiziona fortemente la licenza di operare di una organizzazione, la quale farà bene a interpretare le diverse declinazioni di quello che ovunque si definisce interesse generale, ma che può variare sensibilmente paese per paese e regione per regione. 5. il sistema dei media°l'autonomia dei media, per quanto fortemente differenziata paese per paese, è essenziale perché una organizzazione sviluppi efficaci relazioni pubbliche;°la libertà di stampa, attuata da giornalisti consapevoli del loro ruolo di formatori dell'opinione pubblica (anche se sempre meno esclusivi), crea le premesse affinché ad una organizzazione che sviluppi efficaci relazioni pubbliche venga riconosciuto un vantaggio competitivo;°è' quindi  interesse dell'organizzazione non soto riconoscere, ma stimolare e favorire l'autonomia e l'indipendenza dei media. Come ho scritto in apertura, mi sono preso qualche libertà interpretativa e vorrei tanto interloquire ed arricchire l'impianto di questo tentativo di sintesi, tenendo conto anche delle vostre osservazioni.Mi pare comunque si possa dire che una organizzazione - privata, pubblica o sociale che sia - che decida di adottare questa cornice - generica ma anche specifica - di relazioni pubbliche possa aspirare con buone probabilità di riuscita a raggiungere gli obiettivi che deciderà di perseguire in qualsiasi parte del mondo si trovi ad operare.Dite la vostra, grazie
Toni Muzi Falconi 

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