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Giovani & Emergenza. Resistere, reagire, raccontare

#Nonprofit

14/05/2020

Maddalena Grechi

Giovani italiani, migranti e rifugiati raccontano l’utilizzo di soluzioni digitali che hanno alimentato risorse positive e resilienza durante l’emergenza Covid-19.

In questi giorni si sente spesso parlare degli adolescenti come di una categoria dimenticata durante l’emergenza COVID19. Nel discorso pubblico si parla poco di loro, del repentino passaggio alla scuola on line, dell’effetto del distanziamento sociale in una fase della vita in cui il gruppo è decisivo, dell’immersione in un mondo digitale che già prima dell’emergenza sembrava fagocitarli. Ogni adulto, specie se genitore o insegnante, sa di cosa parlo.

Ma se si osservano e si ascoltano i ragazzi e le ragazze, con grande sorpresa si scopre che, al di là delle difficoltà oggettive e delle aspettative degli adulti, sono tra le categorie che hanno sviluppato maggiore resilienza durante questa crisi. Almeno per ora. Sarà per il fatto che, da nativi digitali, sono più avvezzi a considerare i contatti on line come veri contatti e a considerare i social come parte della vita reale? Sarà per l’elasticità che caratterizza le loro intelligenze? Loro hanno in ogni modo capito molto meglio di noi che il distanziamento fisico non è e non deve per forza essere distanziamento sociale.

Per questo, nel riprendere la serie degli Activate Talks di UNICEF, il format pensato per dare voce ai giovani italiani, migranti e rifugiati che in quanto consulente della “Migrant and Refugee Response in Italy” coordino, ci è sembrato giusto partire proprio da un confronto sulla loro particolare condizione e sul loro rapporto con le tecnologie digitali durante l’emergenza Coronavirus.

Il 30 aprile si è tenuto l’incontro in streaming Giovani & Emergenza: resistere. reagire, raccontare, un viaggio a più voci con 5 giovani di diverse nazionalità, per scoprire quali risorse hanno attivato durante l’emergenza COVID-19 e come le soluzioni digitali abbiano permesso di continuare a mantenersi attivi e propositivi.

Syed, Yankuba, Elisa, Rick e Yaya, che provengono da Afghanistan, Gambia, Italia e Mali e hanno tra i 18 e i 30 anni, ci hanno parlato di accesso ai servizi, di attività ricreative, di attivismo on line e ovviamente di scuola, testimoniando quanto App e piattaforme abbiano permesso agli adolescenti in generale ed in particolare a quelli migranti e rifugiati sottoposti a forme di maggiore isolamento sociale (vita nei centri di accoglienza e/o con pochi punti di riferimento affettivi), di accedere ad informazioni salvavita multilingue, continuare a socializzare, studiare, investire nella propria formazione e in attività ricreative, sviluppare nuove forme di attivismo e accedere ai servizi essenziali. 

Dai loro interventi è emerso quanto questa emergenza abbia accelerato la digitalizzazione, generando opportunità straordinarie ma evidenziando al contempo nuovi rischi di diseguaglianza sociale legati alle diverse possibilità di accesso alla tecnologia digitale e alla rete. Per questo, pensando al futuro, auspichiamo che sia fatto il massimo sforzo da parte di tutti - istituzioni, settore privato e società civile - per facilitare la transizione. Come raccomandano i giovani speaker, servirebbero una maggiore diffusione delle zone Wi-Fi free, programmi di educazione digitale e supporto ad un accesso egualitario alle tecnologie, a scuola e fuori da scuola, per ridurre il divario esistente non solo tra italiani e migranti, ma anche tra nord e sud Italia.

Sospesi tra distanziamento sociale e desiderio di comunità, tra preoccupazione e voglia di progettare il futuro, ascoltandoli si ha la sensazione che non siano soltanto creature fragili, come spesso le immaginiamo, ma brillanti incubatori di un futuro migliore, per la costruzione del quale - oggi più che mai - è necessario ascoltare le loro voci.

LE loro istanze sono indicazioni preziose per il lavoro che istituzioni, enti, organizzazioni e privati dovranno affrontare nel futuro prossimo. Come suggeriscono gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e l’articolo 12 della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza,  dovremo impegnarci per coinvolgere maggiormente ragazze e ragazzi nei processi decisionali, garantendo a tutti i giovani -  italiani, migranti e rifugiati - spazi di confronto ed ascolto in cui possano esprimere le proprie opinioni, fondamentali per costruire una “nuova normalità” e muovere verso un futuro di cui saranno i veri protagonisti.

Altri dettagli alla pagina Activate Talks

Qui la registrazione di Giovani&Emergenza: resistere, reagire, raccontare




Maddalena Grechi
Esperta in comunicazione sociale, con focus su Migrazione&Sviluppo ed emergenze. Ha lavorato sul campo in vari paesi africani, si è occupata di rapporti di ricerca su migrazioni, cambiamenti climatici e flussi economici per le emergenze umanitarie ed è stata per 10 anni responsabile comunicazione di AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze. Nello stesso periodo ha partecipato alla creazione dell’Associazione ZaLab, di cui è stata socia per 10 anni, occupandosi in particolaredi comunicazione, campagne e programmazione strategica. Attualmente collabora con il Summit Nazionale delle Diaspore e il programma “Migrant and Refugee Response in Italy” dell’Ufficio Regionale UNICEF per l’Europa e l’Asia Centrale. 

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