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Guastalla Lucchini: un Oscar dedicato all’Italia

07/12/2011

Un premio speciale quello del 2011, per almeno due motivi: l’edizione di quest’anno cade nei 150 anni di unità nazionale e così come le celebrazioni anche il riconoscimento organizzato da Ferpi ha messo in luce un’Italia diversa, credibile e concreta. E un Oscar che è legato ad un annus horribilis per la nostra economia ma che, pur nella tempesta di questi mesi, ricorda che abbiamo le forze per uscire dalla crisi. Lo ha sostenuto il Segretario Generale dell’Oscar di Bilancio, _Gherarda Guastalla Lucchini_ durante la consegna dei riconoscimenti a Palazzo Mezzanotte.

di Gherarda Guastalla Lucchini
Questo è un Oscar speciale ed lo è per almeno due motivi, il primo dei quali è che questo è l’Oscar dei 150 anni dell’unità d’Italia. Il secondo motivo è invece legato alla constatazione che l’Oscar di quest’anno si è svolto in un periodo terribile per la nostra economia e il nostro Paese, scosso da una tempesta che fino a qualche mese fa nessuno prevedeva e della quale non conosciamo ancora le conseguenze.
Partiamo dalla ricorrenza dell’Unità d’Italia, perché credo che ciò che è avvenuto nei mesi di celebrazione non solamente abbia stupito tutti, ma abbia dimostrato l’esistenza di un Paese diverso e migliore rispetto a quello spesso descritto sui media e nelle chiacchiere salottiere.
Le celebrazioni per l’unità d’Italia non erano nate sotto una buona stella. I tagli di bilancio e le polemiche interne allo stesso governo avevano fatto ad un certo punto temere per il fallimento dell’iniziativa che sembrava dovesse concludersi nell’indifferenza generale. E’ invece successo qualcosa che ha sorpreso gli stessi organizzatori. a un certo punto la gente, categoria sociologica forse desueta ma che in questo caso ha funzionato, ha cominciato a reclamare l’importanza di quella festa, affermando che l’Unità andava festeggiata con qualche segno speciale, perché quell’avvenimento era un evento nel quale ci si riconosceva.
Così, il 17 marzo 2011, uomini, donne, giovani e meno giovani, bambini e ragazzi hanno spiazzato le previsioni, e hanno cercato di vivere un giorno diverso e speciale partecipando in prima persona a quella celebrazione e compiendo tanti piccoli gesti per segnalare la ricorrenza.
Questo movimento di popolo ha messo in luce l’esistenza di un’Italia diversa che ancora si riconosce nei valori unitari e della patria.
Anche l’Oscar di Bilancio ha questo stesso merito: ossia quello di porre sotto la luce dei riflettori l’esistenza di un’Italia differente rispetto a quella descritta dalle facili rappresentazioni e banali stereotipi. E’ l’Italia che lavora, che crede in quello che fa, che sente l’esigenza di comunicare con orgoglio il progresso delle proprie attività. E’ un’Italia trasparente, credibile, formata da imprenditrici e imprenditori concreti. Donne e uomini magari stanchi, sicuramente preoccupati, ma che non desistono dal guardare verso il futuro, non cessano di cercare di andare avanti, mossi dal desiderio di progettare e costruire. E spesso lo fanno in sintonia con collaboratori che non guardano esclusivamente allo stipendio, ma che si sentono parte dell’impresa dove lavorano.
L’Oscar di Bilancio racconta questa Italia, un Paese che merita fiducia e che ha tutti i numeri per essere credibile, ed è un vanto per questo premio essere riuscito a coinvolgere attorno a sé una comunità di centinaia di professionisti che ogni anno, a titolo gratuito, esaminano i bilanci presentati con l’unico obiettivo di contribuire a affermare e dimostrare che il progresso di una nazione non è solamente quello economico, ma anche quello sociale e ambientale. un progresso che ha le sue radici nella legalità.
Colgo quindi l’occasione per ringraziare questi professionisti: i componenti delle commissioni di segnalazione e della Giuria presieduta dal professor Angelo Provasoli, per il loro impegno e la loro dedizione.
E’ grazie al loro serio lavoro che l’Oscar di Bilancio riesce da molti decenni a portare a galla le storie migliori del lavoro e delle imprese Italiane. Accanto alle grandi società quotate o alle fondazioni erogative di maggiori dimensioni l’Oscar segnala le piccole imprese, le organizzazioni no profit, una categoria sempre più rappresentata, le realtà meno grandi o appariscenti che assieme a quelle più grandi danno vita al nostro tessuto economico.
Non è un caso che l’Oscar di Bilancio da anni si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Un onore che ci sprona a continuare sul percorso intrapreso, convinti che questi premi, compreso quelli che vengono assegnati alla Pubblica Amministrazione, abbiano davvero una duplice funzione da un lato di sprone per la nostra società, e dall’altro di suggeritore di nuove vie da percorrere, perché – come ha detto Seneca – “non c’è vento a favore per il marinaio che non sa dove andare”. E’ con questo stesso spirito che l’Oscar di Bilancio un anno fa ha dato vita, assieme alle organizzazioni partner, a un gruppo di studio, riflessione e proposta sul reporting integrato, con l’obiettivo di contribuire a livello nazionale e internazionale ai criteri di definizione di questa nuova forma di reportistica.
Il secondo motivo che rende speciale questo Oscar non è invece felice, ed è legato al momento economico che il nostro Paese sta vivendo. stiamo sperimentando il timore di vedere fallire un progetto grandioso come la moneta unica e la nostra appartenenza all’area euro.
Dentro di noi risuonano però gli appelli severi, ma incoraggianti, del Presidente della Repubblica. L’Italia ha le forze per uscire da questa crisi. dobbiamo essere ottimisti e realisti nello stesso tempo, sapendo che le forze positive che costituiscono l’Italia migliore, e che l’Oscar ben rappresenta, devono lottare per diventare maggioranza nel Paese.
L’Italia migliore è ben rappresentata da questa platea, composta dai più attenti tra i professionisti e gli imprenditori del nostro Paese, e da imprese e organizzazioni che credono e investono in un particolare stile imprenditoriale. uno stile basato sulla trasparenza, sulla sostenibilità e sulla buona governance.
Anche quest’anno i bilanci che sono stati presentati rivelano questi valori e queste ambizioni accanto alla descrizione della difficoltà di un momento economico particolarmente grave. sono bilanci realizzati con coraggio per dire cosa è stato fatto, come lo si è raggiunto, ma soprattutto , che guardano avanti, che pongono domande e danno risposte sulla sostenibilità a lungo termine, sull’impatto ambientale della propria realtà, sul senso profondo della propria azione.
Bilanci come questi raccontano l’Italia migliore, quella nazione della quale tutti noi siamo orgogliosi, e che riesce a farsi valere e vedere nei momenti di maggiore difficoltà. nel filmato che ha aperto questa cerimonia abbiamo ricordato uomini, imprese, prodotti che hanno portato l’Italia tra le prime otto potenze industriali al mondo.
Questa Italia esiste ancora e l’Oscar di Bilancio, nei suoi tanti anni di storia, ha saputo dare voce a questa parte del Paese che merita di essere valorizzata, perché vuole continuare a sostenere e favorire il suo sviluppo.
Grazie dunque a chi ha aiutato ad organizzare questo premio, ai membri della Giuria e delle commissioni di segnalazione, ai finalisti, ai vincitori, ai miei collaboratori, a tutti voi che con la vostra presenza dimostrate la validità del nostro impegno, ma grazie soprattutto a tutti i partecipanti all’Oscar di Bilancio che contribuiscono con il loro lavoro e la loro passione a rendere migliore il nostro Paese e hanno il coraggio di mettersi in gioco. Perché partecipare significa credere nei valori e negli obiettivi dell’Oscar, e sono quelli che ci aiuteranno a tenere la barra diritta nella tempesta che stiamo vivendo.

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