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Il dilemma delle Relazioni pubbliche

27/06/2012

Il nome di una professione e come essa è conosciuta rappresenta una parte importante dei suoi contenuti. Quello tra Rp e comunicazione, non solo in Italia, resta uno dei nodi ancora da sciogliere. Continua il dibattito iniziato a Stoccolma e confluito negli Stockolm Accords. Di questo tema se ne discuterà al World Public Relations Forum di Melbourne. Il punto di _Daniel Tisch,_ presidente Global Alliance.

di Daniel Tisch
La nostra professione generalmente è identificata con due differenti denominazioni: Relazioni pubbliche o management della comunicazione (communication management).
Dalla sua fondazione nel 2000, Global Alliance ha rappresentato e rappresenta i professionisti che si riconoscono in entrambe le denominazioni. Mentre ogni termine ha i suoi sostenitori, la mia esperienza dice che il secondo – vale a dire, comunicazione –- oggi è più in voga, principalmente a causa delle preoccupazioni dei dirigenti e dei pubblici che associano negativamente la definizione di Rp a “spin”, o strettamente con la pubblicità.
In un saggio che ogni professionista dovrebbe leggere, un veterano
del giornalismo come Paul Holmes sostiene che spesso anche noi, per fare prima, ci “svendiamo” limitando la portata della nostra consulenza alla sola comunicazione. Holmes ricorda l’assioma di Arthur Page secondo cui “la percezione pubblica di una organizzazione è determinata al 90 % da ciò che fa e al 10 % da ciò che dice””.
Da ciò discende un’implicazione: dobbiamo avere influenza su ciò che l’organizzazione fa, se vogliamo essere veramente efficaci nel rafforzarne le relazioni, la reputazione e il valore. Forse un modo di pensare all’’evoluzione del ruolo del relatore pubblico/comunicatore è che noi uniamo la nostra conoscenza del carattere e dei valori di un’organizzazione con le nostre intuizioni sugli atteggiamenti ed i comportamenti dei pubblici; il risultato può essere una consulenza intelligente non solo per quanto concerne la comunicazione, ma anche su come l’organizzazione potrebbe cambiare.
Questa idea ha a lungo animato l’’advocacy di Global Alliance. Nel 2010,
abbiamo coinvolto oltre 1.000 tra professionisti, accademici e relatori
pubblici provenienti da circa 30 nazioni per sviluppare gli Accordi di
Stoccolma, un breve brief sul ruolo delle Rp e della comunicazione in materia di governance, gestione, sostenibilità e comunicazione interna ed esterna.
Quest’anno speriamo di far avanzare ad un nuovo livello il dialogo iniziato a Stoccolma. Mentre ci avviciniamo al World Public Relations Forum di Melbourne il prossimo novembre, ci proponiamo di utilizzare questa piattaforma come punto di riferimento per creare il Mandato di Melbourne per la Comunicazione Globale. Stiamo invitando i professionisti ad unirsi al dibattito pubblico sul ruolo delle Rp nella definizione del carattere organizzativo, per costruire una cultura di ascolto e di impegno e di comprensione individuale, professionale e di responsabilità organizzativa; avremo anche gruppi di lavoro, che esploreranno queste issue e l’estratto del Mandato di Melbourne contribuirà a il dibattito accademico che precede il Forum.
I prossimi mesi saranno tra i più impegnativi del calendario internazionale per il nostro settore e non vedo l’ora di parlare e incontrare colleghi in occasione alle conferenze in Finlandia,
Canada, Stati Uniti e Sud Africa in
giugno e luglio. La comunicazione cambia il nostro mondo, i nostri dialoghi non sono mai stati così ricchi e le nostre opportunità non sono mai state più grandi.
Recentemente alcuni leader internazionali delle Rp hanno parlato della
necessità di trasformare la visione dei dirigenti da un processo a senso
unico, guidato dagli obiettivi dell’organizzazione, ad un processo
bidirezionale di costruzione delle relazioni, guidato tanto dagli obiettivi organizzativi quanto dagli interessi dei pubblici L’ambiente di oggi presenta alla nostra professione una impareggiabile opportunità di andare oltre la comunicazione –sia per mettere in pratica ciò che predichiamo che per perfezionare ciò che pratichiamo.

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