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Il Global Compact funziona? Parte una ricerca per misurare il suo lavoro

09/03/2004
Il Global Compact delle Nazioni Unite, attivo sulla promozione della Csr a livello mondiale e che da poco si è riunito anche in Italia con una forte partecipazione di Ferpi,  inizia a tirare le somme circa il suo operato.Dopo il meeting appena passato di Davos, si prepara al prossimo appuntamento collegiale: a giugno a New York si svolgerà il nuovo summit e per questa occasione verranno presentati i dati di una ricerca interna che vuole capire e misurare il livello qualitativo del suo lavoro: le sue azioni hanno avuto un impatto misurabile sul business mondiale? La Csr sta diventando un mero esercizio per i virtuosi delle Rp o qualcosa sta cambiando davvero?A occuparsi della ricerca sarà McKinsey, che sta già iniziando a intervistare i protagonisti aziendali di grandi realtà quali BP, Pfizer, Hewlett-Packard, Eskom...Misurare è ancor più difficile, se si pensa che il Global Compact non è un ente di certificazione, ma un semplice gruppo volontario. Ciò che è già chiaro, comunque, come dichiara il responsabile GC George Kell, è che "le aziende non possono portare forti cambiamenti sociali da sole". Il compito di un ente come il Global Compact, continua Kell, è quello di integrare una ‘corporate citizenship' con il lavoro del management. Obiettivo ancora lontano. Mentre invece ciò che ora sta funzionando sono i tentativi di pressione nei confronti delle aziende affinché rendano pubblici i loro rapporti sull'impatto sociale, preferibilmente utilizzando gli standard proposti dalla Global Reporting Initiative.Eva Perasso - Totem

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