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Il Mercato del lavoro nella comunicazione: secondo rapporto italiano

#TaccuinoDigitale

06/01/2022

Valentina Citati

L’indagine di UNA è giunta alla terza edizione e quest’anno si presenta in forma biennale per descrivere meglio il forte impatto che la pandemia ha prodotto nelle organizzazioni e nel modo di lavorare. Si è prodotto un momento di forte discontinuità che, da un lato, ha accelerato cambiamenti già in atto come la digitalizzazione e la diffusione del lavoro agile ma, dall’altro, ha evidenziato anche criticità come il gender gap. 

Questa edizione rappresenta la sintesi dei dati ottenuti da due survey condotte rispettivamente a ottobre 2020, sui dati del 2019, e a maggio 2021, sui dati del 2020.

Di seguito i principali risultati del rapporto per l’approfondimento dei quali si invita a scaricare la versione completa. Rispetto al gender gap si rileva come a fronte di una prevalenza femminile, anche se in calo, nel settore della comunicazione (50.3%) il board presenti una schiacciante maggioranza maschile (64.2%). Inoltre sono le donne ad essere state penalizzate maggiormente dalla crisi dovuta alla pandemia con una maggiore uscita dal mercato del lavoro e un ricorso più consistente alla cassa integrazione. Infine poche società hanno adottato programmi di Diversity & Inclusion:

 

  • Il campione è rappresentato per oltre l’87,6% da Micro e Piccole imprese con un fatturato fino ad 1 milioni di euro e tra 1 e 10 milioni di euro. Le Grandi imprese con un fatturato oltre i 40 milioni annui sfiorano il 7% e le Medie imprese il 6% con un fatturato compreso fra i 10 e i 40 milioni di euro.

  • Il 2,8% delle imprese del campione è nata in piena Pandemia da COVID19

  • Milano si conferma la capitale della Comunicazione con oltre il 50% delle imprese del campione. Il 25,2% delle società italiane indipendenti ha più di una sede in Italia

  • I giovani tra i 15-34 anni rappresentano il 53,1% del totale degli occupati nelle società del campione. Il 31,9% in più rispetto alla media nazionale

  • I dipendenti delle società del campione sono per il 50,3% donne (in forte diminuzione rispetto agli anni precedenti) e per il 49,7% uomini. A fronte di un 41,8% di donne in ingresso, si registra un 58,4% di donne in uscita

  • Il board delle società rispondenti è costituito nel complesso dal 64,2% uomini e 35,8% donne

  • Solo in 26 società su 100 c’è almeno un dipendente straniero, in 2 società su 100 ci sono più di 20 lavoratori stranieri e fanno tutte parte di Grandi imprese e network internazionali

  • C’è un leggero, ma consistente ottimismo sull’andamento dell’organico per il 2021. Per il 44,2% dei rispondenti ci sarà un aumento delle assunzioni

  • Fra i rispondenti il 17,9% dichiara di avere attivi programmi di Diversity & inclusion mentre l’82,1% dichiara di non averne

  • Fra le società rispondenti il 67,79% dichiara di aver fatto ricorso nel 2020 alla Cassa Integrazione Covid (CIG-COVID), mentre il 32,21% dichiara di non averla utilizzata. Solo il 7,5% ha fatto ricorso alla CIG (FIS) prima dell’emergenza COVID

  • La CIG (FIS) ha riguardato il 56,2% delle donne e il 43,8% degli uomini

  • Fra le società rispondenti l’81,58% circa dichiara di aver attivato lo smartworking da 1 a 10 mesi nel corso del 2020. Solo il 2,63% delle società rispondenti non ha attivato lo smartworking nei mesi del 2020. Il 14,5% risponde che non prevede di mantenerlo

     
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