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Informazione e Covid-19: differenziare le fonti per evitare l’inquinamento del web

22/04/2020

Lucia Vesentini

Tra fake news e manipolazione informativa, anche la scelta di condividere un contenuto implica una responsabilità. Una lezione a cui abbiamo assistito nel corso della quarantena e che segnerà da adesso in poi l’approccio all’informazione.

Essere più ecologici dal punto di vista informativo, differenziando meglio le fonti ed inquinare meno il web. Perché anche nel condividere notizie, spesso in maniera impulsiva e poco ragionata, si ha una responsabilità. Se ne è parlato con Nicola Bruno, giornalista e co-founder di Effecinque, nel corso del quinto CafFerpi, organizzato dalla Delegazione Ferpi Triveneto, con una interessante analisi sullo stato dell’arte della comunicazione in tema “Coronavirus”.

Al tempo del “tutto subito”, dove si esigono risposte immediate e soluzioni certe, difficilmente si riesce ad accogliere e comprendere il principio di precauzione perseguito dal modo scientifico. Così il vuoto di certezza che ne consegue finisce per alimentare una crescente disinformazione sulla quale trovano poi terreno fertile paura ed ignoranza.

Un cocktail micidiale che spesso è stato all’origine di gesti di intolleranza e talvolta di violenza nei confronti dell’altro.

Sono quattro le fasi che il flusso informativo ha seguito in relazione al Covid, secondo Bruno.

La prima e cioè quella del “mito delle origini” durante la quale si sono diffuse ipotesi disparate sulla natura del Coronavirus, dall’essere un virus creato in laboratorio all’essere un’arma biologica fino al collegamento con il 5G; la seconda ovvero “la fase della paura e delle false cure”, basti pensare ai numerosi audio giunti sulle chat di whatsapp, con appelli drammatici o suggerimenti privi di fondamento; la terza e cioè quella della “rabbia”, dove le fake news diventano strumento per attaccare schieramenti opposti o comunque chi è diverso; ed infine la quarta fase, quella odierna, dove prevale il tema del “contagio”, e quindi come evitarlo e quali buone pratiche seguire.

Un tempo si diceva che “le bugie hanno le gambe corte”. Forse oggi, al tempo dell’informazione real time e della condivisione di contenuti nei canali social, non è più così. E se rimane fondamentale aver ben chiara in testa la distinzione tra informazione e opinione,  sono tre, sempre secondo Nicola Bruno, le regole da seguire per un “approccio responsabile” nei confronti delle informazioni: 

1. verificare sempre cosa dicono gli altri prima di sposare una tesi: questo ci permette di avere una visione allargata sulla tematica e di evitare scivoloni;
2. risalire alla fonte originaria, soprattutto per quanto riguarda i contenuti virali che hanno spopolato nelle chat;
3. applicare una “mentalità reverse”: tutto ciò che riceviamo viene pensato, prodotto e post prodotto; questo significa che anche la cosa più divertente può nascondere all’interno messaggi o interessi specifici, confezionati ad hoc.

Sicuramente queste settimane di quarantena sono state una involontaria palestra da esperimento sociale. Molte sono state le derive e numerose quelle sfumature di grigiore umano a cui si sarebbe rinunciato volentieri. Tuttavia in relazione all’approccio all’informazione, conclude Bruno, non sono mancati gli aspetti positivi quali:

  • una maggiore tendenza ad informarsi da parte delle persone;
  • la generale preferenza dell’informazione “main stream”;
  • il ruolo ritrovato della stampa locale, tornata prepotentemente alla ribalta;
  • l’impegno delle istituzioni nel fare una informazione corretta e preventiva;


Anche i “giganti del web” da Google a Facebook, si sono impegnati per fare una selezione dei contenuti ma risultano nel complesso poco credibili dato che sono stati proprio loro, con la “logica del like”, a porre le basi per la condivisione di fake news.

E che dire poi del rapporto tra la Scienza e la politica? La prima, conclude Bruno, sta tuttora dimostrando un grande impegno, nonostante l’ansia da prestazione e la sete di notorietà di alcuni suoi esponenti; la seconda invece si dimostra incapace di comprendere il mondo scientifico poiché è alla ricerca di asserzioni e di verità inconfutabili.

 

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