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Intervista a Massimo Pasquini

18/04/2007
Quali sono state le motivazioni che hanno spinto a creare l'Auditorium, e quali ad organizzare ed ospitare eventi culturali, fino a poco tempo fa ritenuti "di nicchia" ?L'edificazione del Parco della Musica e l'attività svoltavi nei primi due anni di esistenza le ho potute seguire  a distanza, come semplice frequentatore appassionato. Lavoro infatti nella Fondazione Musica per Roma da circa un anno e mezzo. Ho potuto però assistere in prima persona alla nascita e all'organizzazione dei grandi appuntamenti internazionali come il Festival della Filosofia, quello delle Scienze e quello della Matematica o dei format come le Lezioni di Storia, il ciclo Che Cos'è, gli Incontri d'Autore o le Lezioni di Rock. La motivazione è essenzialmente culturale, nell'accezione più ampia del termine: divulgazione, coinvolgimento, spettacolo e formazione. E' ovvio che si tratta di rassegne che, in una certa misura, possono essere realizzate in un contesto metropolitano avanzato e in presenza di ampi spazi disponibili e richiamando un pubblico per larga parte residente che ormai è estremamente ricettivo nei confronti di un'offerta di questo tipo.Una scelta coraggiosa di principi e per motivazioni culturali e sociali, o anche strategica ? La scelta che, all'inizio, fu ritenuta da molti una vera e propria scommessa, si è rivelata giusta: i frequentatori dell'Auditorium hanno aderito con immediato entusiasmo. Utilizzare gli spazi non solo come sale da concerto, ma come locali di una "officina culturale", più che una mossa strategica è stata la risposta a una esigenza ampia e diffusa. Quali strategie e quali azioni di comunicazione avete definito per la comunicazione dell'Auditorium, e in particolare degli eventi culturali quali i Festival della Filosofia, della Scienza e della Matematica ?  La comunicazione di un evento può contribuire alla creazione dell'Evento. Naturalmente ci sono situazioni che sarebbero veicolate molto meglio attraverso un tamtam di appassionati che attraverso la trasmissione catodica di prima serata. Al contrario, ci sono fatti o persone che senza la prima serata televisiva "non esisterebbero". Ovviamente il peso del lavoro varierà a seconda del tipo di evento e del pubblico. Un conto è una produzione originale della struttura, un conto la pubblicizzazione dell'ennesima data del tour internazionale di una rockstar. Il risalto può e deve essere dato attraverso i nomi e i numeri, e poi sottolineando l'originalità, la curiosità, lo spessore culturaleCome avete definito contenuti e strategie dell'attività di Ufficio Stampa. Quali sono stati i successi, e quali le eventuali problematiche ?  Fase fondamentale del lavoro di comunicazione a mezzo stampa per la Fondazione Musica per Roma è la comprensione preliminare dell'evento che si intende comunicare: briefing esaustivo, ricerca di materiale aggiornato, studio dei personaggi coinvolti, determinazione di una categoria specifica (culturale o di spettacolo, in questo caso) di appartenenza. Di più: comprensione delle aspettative e delle finalità da raggiungere e ruolo e coinvolgimento dei promotori, delle istituzioni.Inoltre, gli addetti stampa devono avere un ruolo propositivo nella concezione, nella gestione e nel superamento delle difficoltà o delle eventuali inesattezze legate all'evento. E, soprattutto, nell'enucleare la notizia principale dalla massa delle informazioni. L'attività di comunicazione e di ufficio stampa è condizione necessaria ma non sufficiente per la riuscita di un evento. D'altra parte, una insufficiente o errata impostazione può determinare una divulgazione insufficiente o errata, con spiacevoli ricadute sul giudizio, sulla visibilità, sullo "sbigliettamento" (e sulla carriera dell'addetto stampa).I risultati non spetta a noi giudicarli, sono sotto gli occhi di tutti. Tra le principali difficoltà : "la sovrappopolazione" della programmazione, il doversi rivolgere continuamente a interlocutori sempre diversi del mondo dei mass media, il dover soddisfare in tempo reale richieste massicce di informazione.Quali pensi siano oggi gli spazi per la comunicazione e la divulgazione scientifica, e quali le strategie e le azioni possibili ?  Non dovrebbero esistere spazi recintati né per l'una né per le altre. Il travaso può avvenire indifferentemente dall'aula scolastica al programma televisivo, dal libro al convegno.Il successo del Festival della Scienza, per esempio, dimostra che, in un unico luogo è possibile proporre momenti  di approfondimento, di sperimentazione, di spettacolarizzazione, di gioco, di insegnamento. La risposta del pubblico al Festival della Filosofia : era prevista, e quali sono secondo voi le motivazioni principali di un tale successo ?  La risposta è andata al di là delle previsioni, al punto che, nel corso della seconda edizione (maggio 2007), sarà inserito il biglietto d'ingresso per regolamentare l'affluenza del pubblico. Il successo è legato al piacere che ciascuno prova nell'ascoltare argomenti profondi e complessi esposti in maniera semplice. È un piacere che aumenta in una situazione collettiva e in un contesto prestigioso. Ognuno di noi cerca risposte che da solo non trova. L'aiuto di un "maestro", in qualsiasi epoca, presso qualunque civiltà, ha sempre costituito una sorta di "svezzamento della ragione".  Filosofia, Scienza, ma anche Religione, tra gli argomenti affrontati nei Festival. Quali sono stati i contenuti proposti sul tema del Dialogo tra Scienza e Religione, e quali i riscontri ?Condensare in poche battute tutti i contenuti dibattuti e analizzati nel festival è impossibile. Sono state proposte dall'inizio alcune suggestioni. La prima edizione del Festival della Filosofia aveva come titolo "Instabilità" e il Festival della Scienza si chiamava "Sconfinatamente". Basta accennare al fatto che i maggiori studiosi e pensatori internazionali, affrontando i singoli temi, hanno attinto alla storia e all'attualità, alle teorie e alle suggestioni, alle dimostrazioni e alle confutazioni, in un clima di completa libertà di espressione.Pensi che ci siano spazi per parlare più ampiamente di Religione e del rapporto tra Religione e Ragione ? Quali ulteriori iniziative potrebbero essere possibili o auspicabili ? Non è stato ancora pianificato un Festival della Religione (o delle Religioni). È un tema che ha trovato spazio in tutti gli appuntamenti proposti, è un tema che racchiude senz'altro un nucleo di domande (o di esigenze, a seconda dei punti di vista) alle quali da soli difficilmente si riesce a dare risposta. Il rapporto, poi, tra fede e ragione è stato discusso perfino durante il Festival della Matematica. Come per la divulgazione scientifica, anche per la religione gli spazi possibili sono sterminati. Spazi di confronto, di approfondimento, di dialogo e, perché no? Di scontro dialettico. C'è un solo confine, posto da alcuni in maniera rigida, si chiama ortodossia o dogmatismo o integralismo. È uno steccato che può rendere ghetto qualunque disciplina, dalla politica alla filosofia, dall'arte alla religione. Contro si esso la ragione non può nulla e il libero pensiero muore.

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