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La comunicazione chiave strategica per la ripresa

17/04/2014

Ne è convinto l’86% degli italiani, secondo quanto emerso dal sondaggio _Parole chiave e comunicazione istituzionale attraverso i mass media,_ presentato a Milano dall’Istituto Piepoli, a margine del Forum della Comunicazione 2014.

Per l’86% degli italiani la comunicazione riveste ancora un ruolo strategico per uscire dalla crisi economica: è il dato emerso dal sondaggio di opinione pubblica Parole chiave e comunicazione istituzionale attraverso i mass media, presentato dall’Istituto Piepoli in occasione del Forum della Comunicazione 2014 che si è tenuto lo scorso 15 aprile a Milano.
La ricerca, effettuata con metodologia C.A.T.I. su un campione di 500 casi rappresentativo della popolazione italiana, maschi e femmine dai 18 anni in su, conferma che l’evidenza del 2013.
“Dai dati emersi dalla nostra ricerca per il Forum della Comunicazione 2014, risulta evidente che la comunicazione pubblica e d’impresa debba essere oggi chiara, lineare e comprensibile per tutti. Soprattutto per la Pubblica Amministrazione è fondamentale fondare un rapporto trasparente con i cittadini, e diffondere le notizie relative ad ogni singola iniziativa in maniera capillare”, afferma Roberto Baldassari, Vice Presidente Esecutivo dell’Istituo Piepoli.
La Pubblica Amministrazione continua ad essere vista come un settore per il quale è assolutamente necessario investire nella comunicazione (l’89% degli intervistati), al fine di far conoscere in modo capillare e trasparente l’offerta in termini di servizi e iniziative per il cittadino.
Tra i vari canali di comunicazione da cui ricevere informazioni di aziende private e/o istituzioni, gli italiani continuano a preferire la televisione, con una percentuale del 63%. Sebbene questo rimanga il mezzo di informazione privilegiato, negli anni si sta assistendo a una riduzione del gap tra la televisione e il web. Nel 2013 la percentuale raggiunta dalla televisione era del 71%, Tale decremento si registra, però, esclusivamente per quanto concerne gli approfondimenti televisivi (-8%), mentre la pubblicità in tv mantiene il 34% già registrato lo scorso anno. Il Web, d’altro canto, ha registrato una forte crescita dal 29% del 2012 al 49% attuale, seppur con una leggera flessione del 2% rispetto al 2013. L’aumento riguarda in special modo la preferenza da parte degli utenti nell’uso di social network, blog e siti istituzionali. L’andamento delle email è fluttuante, con una crescita dal 3 al 17% tra il 2012 e il 2013 e una “caduta” all’11% nel 2014. Anche la radio, in crescita nel 2013, torna a perdere consensi passando dal 20 al 14%, superata da Eventi e incontri diretti sul territorio (23%) e dalla stampa (18%), entrambi con dati costanti tra il 2013 e il 2014.
Quando si chiede agli italiani su cosa si ritiene importante investire nella comunicazione, la maggioranza risponde Il sistema della mobilità in Italia (il 54%) e sul Turismo locale per lo sviluppo del territorio nazionale (il 32%). Per il 30% bisogna dare importanza all’innovazione, elemento ritenuto dagli intervistati primario nel 2012 e nel 2013, mentre il 27% spinge sui valori e la cultura del sistema Italia. Infine, il 14% ritiene importante puntare sul design e il made in Italy.
Come tutti gli anni, gli italiani declinano le parole chiave della comunicazione che saranno centrali nel 2014-2015. Grazie ai primi passi mossi in direzione della ripresa dalla crisi, al primo posto si riconferma il Lavoro con il 36% delle preferenze (ma con un -12% rispetto al 2013). Segue proprio la parola Crisi al 20% (-2% rispetto al 2013) e Investimenti, che sale al terzo posto (+2%), con il 16% delle preferenze. La parola Comunicazione, sale di due punti percentuale occupando la quarta posizione al 12%, mentre al quinto posto si posiziona la parola Tecnologia (con un -8% rispetto al 2013). Cresce del 5% la parola Concorrenza, ora al 12% delle preferenze. Seguono Valori e Turismo (10%), Innovazione, che perde ben 18 punti rispetto al 2013, e responsabilità sociale (9%). Chiudono la classifica i termini Stili di Vita (6%), Pubblicità via Internet e Nuovi Media (5%), Green Economy (4%), Internazionalizzazione (3%), ed infine Design al 2%.

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