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La comunicazione interpersonale: cronaca del quinto modulo del Master in RP d'Impresa

03/05/2005
Master in Relazioni Pubbliche d'Impresa 2005
5° Modulo "La comunicazione interpersonale"28-29-30 aprile 2005 DOCENTE RESPONSABILEConsuelo C. CasulaIl programma
1.    Presupposti teorici della comunicazione interpersonale: approccio pragmatico, sistemico e strategico.
2.    Identità degli attori della comunicazione.
3.    Comunicazione analogica: prossemica, postura, uso del corpo e della voce.
4.    Comunicazione verbale: registri linguistici, funzioni relazionali e stili di comunicazione.
5.    La conversazione professionale: regole di cooperazione e di cortesia.
6.    L'arte dell'ascolto: come farsi ascoltare e come ascoltare.
7.    L'intelligenza emotiva e la comprensione delle emozioni proprie e altrui.
8.      L'arte della persuasione e il parlare in pubblico.



1.    Presupposti teorici della comunicazione interpersonale  
Dopo una breve introduzione al modulo, la docente ha messo in evidenza i tre aspetti che sottendono la comunicazione interpersonale e cioè l'approccio pragmatico, sistemico e strategico.
L'approccio pragmatico, è relativo agli effetti che la comunicazione è in grado di raggiungere. L'approccio sistemico ha a che fare con le relazioni, le quali ne costituiscono un aspetto fondamentale. Tutti noi infatti siamo parte di un sistema, di una rete di relazioni dalla quale veniamo influenzati e che a nostra volta influenziamo.
Infine, il terzo approccio della comunicazione interpersonale è quello strategico che, come il termine stesso sottolinea, ha a che fare con le strategie che noi tutti adottiamo al fine di raggiungere gli obiettivi verso i quali siamo orientati. 
2. Identità degli attori della comunicazione 
Altro elemento importante della comunicazione interpersonale è rappresentato dall'identità degli attori. A livello metaforico ognuno di noi potrebbe essere paragonato a un fiore: la nostra identità infatti è costituita da diversi aspetti, così come un fiore è composto da diversi petali, ognuno dei quali contribuisce a renderlo completo nella sua forma.
Oltre a un'identità personale, relativa alla persona e al carattere, ciascuno di noi ha un'identità professionale  e valoriale. La prima è costituita dall'insieme di quei ruoli e attributi che ci caratterizzano dal punto di vista professionale. La seconda è relativa invece ai nostri valori e agli ideali di riferimento.
Affinchè la comunicazione sia efficace e proficua è fondamentale quindi tenere conto del contesto e dell'identità degli interlocutori, adattando a essi il contenuto, i modi e i tempi della comunicazione.3. La comunicazione analogica: prossemica, postura, uso del corpo e della voceLa comunicazione analogica ha a che fare con gli aspetti non verbali del processo comunicazionale. Postura, prossemica, espressioni del viso, degli occhi, gesti emblematici, di adattamento o di manifestazione affettiva rappresentano elementi importanti in grado di influenzare fortemente la comunicazione. Gli aspetti non verbali infatti sono in grado di rafforzare il significato delle parole, di contestualizzarle, ma possono anche diventare fonte di contraddizioni e incongruenze. Perciò è importante prestare agli aspetti non verbali tanta attenzione quanto a quelli verbali al fine di acquisire maggiore consapevolezza sia nel loro utilizzo diretto sia nell'interpretazione di quelli utilizati dai nostri interlocutori. A tale proposito la docente ha mostrato alcune immagini relative alla postura e alla prossemica e sono stati visionati spezzoni di film in cui questi aspetti, insieme alla voce, erano particolarmente evidenti.4. La comunicazione verbaleElementi fondamentali nella comunicazione verbale sono la scelta di un registro linguistico e di uno stile di comunicazione appropriati al contesto e all'interlocutore.
In particolare lo stile di comunicazione che adottiamo è in grado di dar vita a una metacomunicazione in quanto fornisce un messaggio sul messaggio, arricchendo la comunicazione di ulteriori significati.
I quattro stili di comunicazione, passivo, assertivo, manipolativo e aggressivo, sono quindi in grado di creare un'identità comunicativa e di dare vita a interazioni che variano a seconda del contesto e degli obiettivi.5. La conversazione professionale: regole di cooperazione e di cortesiaLa giornata di venerdi è iniziata ponendo l'accento sull'importanza delle regole di cooperazione e di cortesia. Esse, oltre a essere buone regole sociali, rappresentano elementi essenziali di una conversazione professionale, per mantenere e di alimentare rapporti chiari e duraturi. E' quindi importante:
·        essere sempre credibili e veritieri
·        parlare in modo chiaro e sintetico
·        dare all'interlocutore tutte le informazioni necessarie per comprendere ciò di cui stiamo parlando senza dare nulla per scontato
·        proporci in maniera gentile e mettere l'interlocutore a proprio agio.6. L'arte dell'ascolto: come farsi ascoltare e come ascoltareLa lezione è proseguita poi con una riflessione sull'importanza dell'ascolto e sulla capacità di mettere in atto un ascolto attivo, competenza che certamente non può mancare a chi si occupa di Relazioni Pubbliche. L'attività legata all'ascolto implica aspetti contenutistici, relazionali, espositivi, ma anche personali e ambientali. Ecco perché è importante sapere quali sono le tecniche per farsi ascoltare e quali sono le barriere all'ascolto, cioè quei modi di dire o di fare che ostacolano l'ascolto. Ne sono un esempio il cambiamento del livello del discorso, il giudicare o l'usare espressioni ambigue, polemiche o dogmatiche.
A tale proposito è stata svolta anche un'esercitazione sugli strumenti che aiutano ad adottare un ascolto attivo e che si esplicitano nei concetti di sintesi, generalizzazione, utilizzazione, analogia ed empatia.7. L'intelligenza emotiva e la comprensione delle emozioni proprie ed altruiCapire le emozioni del nostro interlocutore, creare empatia, è uno degli esercizi più difficili dell'ascolto.
A questo scopo è importante sviluppare un'intelligenza emotiva, essere in grado di cogliere e comprendere sia le proprie emozioni sia quelle degli altri.
Perché ciò sia possibile è necessario innanzitutto oltre che essere in grado di comprendere le emozioni, saper dare loro un nome preciso. La precisione linguistica sulle emozioni infatti è in grado di fornire un'esatta idea dell'intensità e della durata di queste.
A tale proposito i partecipanti del Master hanno svolto un'esercitazione per scoprire la loro flessibilità emotiva e la loro capacità di cogliere le proprie emozioni in diverse situazioni. Attraverso la visione di filmati inoltre hanno potuto poi mettersi alla prova nella scoperta e nell'individuazione delle emozioni altrui.
Da un punto di vista professionale il saper cogliere e riconoscere le emozioni è funzionale a instaurare, mantenere e governare relazioni, così come a saper organizzare reazioni all'emergenza, adattarsi alle situazioni e identificare virtù e valori dell'individuo.8. L'arte della persuasione e il parlare in pubblicoNella lezione di sabato mattina la docente ha illustrato quali sono le dinamiche della comunicazione persuasiva e in gruppo.
La persuasione è l'arte della leggerezza, del farsi ascoltare con benevolenza e si avvale di elementi strutturali, valoriali e affettivi. La persuasione infatti può essere centrata sull'organizzazione del discorso, su valori universali e particolari, oppure sulla capacità di utilizzare le emozioni come spinta per l'azione. A tale proposito la docente ha mostrato alcuni filmati esemplificativi dei tipi di comunicazione.
E' stato infine affrontato il tema del public speaking anche attraverso le prove dirette di alcuni partecipanti. Elementi fondamentali da definire quando si parla in pubblico sono gli obiettivi di contenuto e di relazione, oltre a una chiara identificazione del proprio ruolo e del pubblico. Infine particolare attenzione va posta sulla congruenza tra messaggi analogici e quelli verbali.

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