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La comunicazione politica focus di un corso a giugno

17/03/2019

Redazione

Quanto la comunicazione politica mutua oggi dal marketing di impresa? Sarà uno dei temi che verranno affrontati durante il corso Ferpi, in programma l’8 giugno a Roma.

Sabato 8 giugno a Roma si terrà il corso di formazione organizzato da Ferpi “Nuovi linguaggi della Comunicazione politica”, a cura di Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo Reti, e Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing, Comunicazione e Media, Direttore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. 

Al seminario interverranno numerosi ospiti e professionisti del mondo della politica italiana ed estera, del marketing politico-istituzionale e della comunicazione. È difficile dare una definizione di “comunicazione politica”, concetto ampio, eclettico e dalle molte interpretazioni possibili, poiché in essa confluiscono numerose discipline - sociologia, psicologia sociale, antropologia, semiotica, massmediologia e non solo - ed è in rapida trasformazione, soprattutto oggi con la crescente importanza della comunicazione digitale.

La sua complessità, tuttavia, deriva non solo dalla sua molteplice composizione, ma anche dalle sue forme verbali, non verbali e para-verbali, le cui differenze si possono individuare per esempio nel modo di porsi dinanzi ai cittadini, nelle strette di mano dopo un comizio o nell’impostazione dei manifesti elettorali, come ha spiegato anche Gianpietro Mazzoleni, docente di Scienze Sociali e Politiche, parlando di “nodo decisivo dell’impatto che la comunicazione ha sulla partecipazione politica, sul voto e sull’opinione pubblica”. In Italia, a partire dagli anni Novanta del Novecento, la comunicazione politica ha dovuto affrontare la problematica della par condicio, ossia una paritaria condizione di accesso ai mezzi di comunicazione di massa per i diversi soggetti politici. Ciò ha condotto a una serie di normative per regolamentare tale disciplina, intervenire contro l’abuso della pubblicità televisiva da parte di alcuni candidati, soprattutto durante la campagna elettorale del 1994, e favorire un maggior pluralismo nella programmazione delle emittenti radiofoniche e televisive locali.La comunicazione politica viene definita dal sociologo Dominique Wolton come “Lo spazio dove tre attori - uomini politici, giornalisti, opinione pubblica - che hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori”. A questi tre attori bisogna oggi aggiungere le imprese mediatiche, che devono necessariamente stabilire un binario di comunicazione con la politica, e i new media mobile e social, che ne divengono strumento innovativo.Ma quali sono oggi gli attori principali e quali di essi dialogano con quelli tradizionali? Quali sono i nuovi strumenti a disposizione? Quali i linguaggi e le piattaforme? Infine, quanto l’impresa può prestare alla politica del suo marketing e comunicazione? Modelli diversi hanno cercato di rispondere a queste domande. Il primo modello è quello pubblicistico-dialogico, che considera la comunicazione politica fortemente mediatizzata, con un conseguente cambiamento nelle azioni degli attori, nei loro ruoli e nei loro rapporti reciproci: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi a quella degli altri due attori, mentre giornalisti e content creator contribuiscono a co-crearla e i cittadini e gli utenti assumono un ruolo di sempre maggiore importanza.Il secondo modello è quello mediatico, che considera i media l’attore principale, in quanto costituiscono lo spazio di confronto tra pubblici ed elettori e di incontro tra politici e cittadini, i quali tuttavia possono far sentire la propria voce attraverso ulteriori strumenti quali lettere, manifestazioni di protesta, social network, leggi di iniziativa popolare, sondaggi, la scelta del voto.

Il terzo e nuovo modello è quello “imprenditoriale”, che deve ancora svilupparsi compiutamente e del quale si approfondirà la visione durante il Seminario, con un focus sui nuovi protagonisti, paradigmi, linguaggi, piattaforme e impatti per quanto riguarda il rapporto fra comunicazione politica e società.Introdurranno la giornata Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing, Comunicazione e Media, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, e Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo Reti.

La prima sessione sarà dedicata al comunicare della politica e vedrà gli interventi di Enrica Sabatini, Piattaforma Rousseau, che parlerà di comunicazione politica e comunicazione pubblica, piattaforma Rousseau, M5S e Storytelling di governo; Lorenzo Pregliasco, Agenzia Quorum e YouTrend, autore del libro “Fenomeno Salvini”, che approfondirà il tema della comunicazione elettorale, e, per quanto riguarda lo storytelling dell’opposizione, il giornalista Filippo Sensi, già portavoce di Matteo Renzi, e Andrea Ruggeri, Parlamentare di Forza Italia.

Il tema della seconda sessione sarà il comunicare con la politica: media, imprese, popolo, elite, influencer. Nuovi linguaggi e nuove piattaforme relazionali? e verrà affrontato manager d’impresa, influencer e giornalisti.

Al termine della giornata vi sarà un PR Cocktail, che offrirà uno spazio di networking a relatori, partecipanti e ospiti per conoscersi e scambiarsi opinioni.

Destinatari del corso sono professionisti, manager e consulenti della comunicazione e delle relazioni pubbliche, appartenenti ad organizzazioni profit e non-profit, al settore privato e pubblico, studenti e laureandi in materie inerenti al corso.


 

Iscrizioni:

  • Per i Soci Ferpi in Corso di qualificazione e nuovi iscritti: gratuito

  • Per i Soci Professionisti Ferpi già qualificati: 200 euro

  • Per i Frequentanti esterni non soci: 450 euro

Crediti per Soci Ferpi: 100

Per informazioni più dettagliate e iscrizioni soci e non soci: casp@ferpi.it

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