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La fiducia non si comunica. Si costruisce

03/06/2026

Redazione

Un appuntamento che ha rappresentato molto più della presentazione di un Manifesto

 

La Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica ha ospitato nei giorni scorsi l'incontro "Comunicazione responsabile nella salute e per la salute", promosso su iniziativa della Senatrice Daniela Sbrollini e realizzato in collaborazione con FERPI.

 

Quello emerso durante il confronto è stato infatti un tema più profondo e sistemico: la crescente difficoltà di costruire fiducia all’interno di un ecosistema della salute sempre più frammentato, polarizzato e attraversato da flussi informativi continui. Perché oggi la salute non vive più soltanto negli ospedali, negli ambulatori o nei congressi scientifici. Vive dentro ecosistemi comunicativi complessi, nei quali media tradizionali, piattaforme digitali, social network, intelligenza artificiale, produzioni scientifiche, relazioni istituzionali ed esperienze personali si sovrappongono continuamente. Ed è proprio in questo contesto che la comunicazione sanitaria non può più essere considerata un elemento accessorio o una funzione che interviene soltanto a valle dei processi decisionali. La comunicazione è ormai parte integrante dell’infrastruttura stessa del sistema salute.

 

Durante il confronto, moderato da Francesco Maria Avitto, sono emerse prospettive differenti ma profondamente convergenti su un punto centrale: nessun attore del sistema salute può oggi affrontare da solo la complessità comunicativa contemporanea. È questa la consapevolezza da cui nasce il Manifesto “Il ruolo della comunicazione per un ecosistema della salute etico e responsabile”, redatto dal Gruppo “Scienze della Vita” di FERPI. Un documento che non vuole imporre regole astratte o creare contrapposizioni, ma proporre una cultura condivisa della comunicazione nella salute e per la salute.

 

Nel corso dell’evento, Roberto Grassi, per la Federazione Italiana delle Società Medico Scientifiche (FISM), ha sottolineato l’importanza di rafforzare il rapporto tra comunicazione scientifica, professionisti sanitari e cittadini, evidenziando come la qualità dell’informazione influenzi direttamente la capacità delle persone di orientarsi nel proprio percorso di salute.

 

Pasquale Chiarelli, per la Società Italiana di Leadership e Management in Medicina (SIMM), ha richiamato la necessità di una maggiore integrazione tra governance sanitaria, organizzazione e cultura della comunicazione, mentre Anna Lisa Mandorino, per Cittadinanzattiva, ha ribadito il valore della partecipazione e dell’ascolto dei cittadini nei processi di costruzione della fiducia.

 

Particolarmente significativo anche il contributo di Ruben Razzante, Università Cattolica di Milano e LUMSA di Roma, sul ruolo delle regole deontologiche dell’informazione in una società sempre più esposta a dinamiche di polarizzazione e sovraesposizione comunicativa.

 

Nives Murgia, per Confindustria Dispositivi Medici, ha invece posto l’attenzione sul tema della responsabilità e dei codici etici nella comunicazione della salute, mentre Livio Gigliuto, per l’Istituto Piepoli, ha mostrato dati che evidenziano quanto il tema della fiducia rappresenti oggi una delle principali sfide culturali e sociali del sistema salute.

 

Nel suo intervento finale, Alex Dell’Era, in rappresentanza del Gruppo “Scienze della Vita” di FERPI, ha ribadito come uno dei concetti centrali del Manifesto sia proprio quello della coralità: istituzioni, professionisti, industria, media, associazioni e cittadini non possono più operare come voci separate. La vera sfida, ha sottolineato, non sarà comunicare meglio, ma costruire fiducia.

 

Il Manifesto individua alcuni principi fondamentali, quali autenticità, responsabilità, collaborazione e formazione, che vogliono rappresentare non soltanto valori teorici, ma impegni concreti per rafforzare la credibilità dell’intero ecosistema comunicativo sanitario.

 

E allora serve una responsabilità condivisa, una cultura comune della comunicazione, la capacità di costruire luoghi permanenti di confronto tra attori differenti del sistema salute.

 

Come ha ricordato il Presidente FERPI Filippo Nani, il Manifesto non rappresenta un punto di arrivo. Rappresenta piuttosto l’inizio di un percorso che il Gruppo “Scienze della Vita” di FERPI intende sviluppare attraverso confronto interdisciplinare, produzione culturale e costruzione di relazioni stabili tra i diversi attori del sistema salute.

 

Perché oggi la vera sfida non è semplicemente comunicare meglio. La vera sfida è costruire condizioni di fiducia in una società che rischia sempre più di perdere riferimenti comuni.

 

E la fiducia, come emerso chiaramente durante l’incontro, non si comunica. Si costruisce.

 

La registrazione completa dell'evento: 

 

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