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Come raccontare il food

24/06/2015

La capacità di essere sostenibili, in una prospettiva di lungo termine, passa anche attraverso le partnership con cui si possono implementare delle politiche che consentano di accelerare i tempi delle aziende. Lo sostiene Silvio De Girolamo, Group Chief Internal Audit & CSR Officer di Autogrill che ci ha raccontato come sono nati i progetti del Bistrot e del Mercato del Duomo.

Cosa significa fare alimentazione sostenibile?
Per rispondere è necessario descrivere meglio qual è la politica di sostenibilità di Autogrill, una politica strettamente legata ad un tema di responsabilità, come leader dell’industry in cui operiamo. La direzione in cui l’azienda procede è quella di lavorare affinché la sostenibilità sia nel lungo periodo e passi attraverso una capacità di proporre innovazione nella propria offerta commerciale. Abbiamo un nostro programma che si chiama Afuture e che definisce le politiche di sostenibilità delle tre aree strategiche: Autogrill People, Autogrill Product e Autogrill Planet.  Se parliamo di sostenibilità in relazione alla nostra offerta commerciale, anche questa è legata alla nostra capacità di innovare e questo si esplicita in particolar modo nelle partnership che ci consentono di implementare politiche che accelerano il percorso dell’organizzazione verso la sostenibilità. Provare a farsi contaminare da altre sensibilità e prospettive e portarle nel proprio territorio di riferimento è fondamentale per raggiungere la meta della sostenibilità.

Quali sono i progetti di Autogrill in questa direzione?
Afuture è la strategia complessiva del Gruppo sui temi della sostenibilità. Al suo interno si inseriscono Autogrill People, Autogrill Planet e Autogrill Product. In quest’ultimo possiamo citare la partnership con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, con WWF e con Banco Alimentare. Grazie all’Università di Pollenzo siamo riusciti a rendere operativi due nuovi progetti: il Bistrot e il Mercato del Duomo. Le caratteristiche principali di questi due nuovi concept riguardano il prendere in considerazione le tradizioni alimentari regionali, la filiera corta dei prodotti e il rispetto della stagionalità. Attraverso la partnership con Slow Food siamo riusciti a selezionare dei fornitori locali che soddisfano tutte le caratteristiche che richiediamo.

In che modo la comunicazione li supporta?
La comunicazione viene sviluppata sul punto di vendita per raccontare al consumatore quello che Autogrill porta avanti sui temi della sostenibilità e, più specificatamente, su progetti che riguardano il punto vendita Ad esempio, nel 2013, Autogrill e WWF hanno lanciato l’hub di sperimentazione sul tema dello spreco alimentare che coinvolge le aree di servizio autostradali di Villoresi Est. Il progetto, nato nell’ambito del programma WWF One Planet Food, prevede lo sviluppo di una filiera integrata grazie alla quale i rifiuti organici dei tre punti vendita alle porte di Milano vengono trasformati in compost che, a sua volta, viene utilizzato per “nutrire” un orto all’interno dell’Oasi WWF Bosco di Vanzago. Il caso di Villoresi è un emblematico perché è la comunicazione al cliente finale di ciò che facciamo sulla comunicazione. Quindi una comunicazione di concept e di brand e meno una comunicazione istituzionale. È in corso una trasformazione: mentre prima questi temi erano confinati ad un ambito istituzionale e reputazionale ora sono più vicini al prodotto e all’offerta commerciale.

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