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La Global Alliance studia l'effetto tsunami sulle Rp e sperimenta la teoria globale delle relazioni

15/02/2005

Contributo di Jean Valin, presidente della Global Alliance








Tutte le molteplici attività che abbiamo realizzato da quando la Global Alliance ha iniziato ad operare nel 2002, ci suggeriscono che va emergendo con forza una teoria mondiale delle relazioni pubbliche basata sul teorema di alcun principi generali e di tante applicazioni specifiche: è il modello two way symmetric" elaborato da James Grunig e altri, per cui una organizzazione che intende raggiungere con efficacia le sue finalità ascolta attentamente i suoi stakeholder prima di definire obiettivi specifici per poi sviluppare relazioni simmetriche e a due vie al fine di incorporare, ovunque possibile, in tali obiettivi le aspettative dei suoi stakeholder.

Ovviamente questo modello è normativo' e aspirazionale', rispetto a quanto ogni giorno sperimentiamo nella vita professionale.
Ma in questo contesto, il tradizionale metodo Ricerca, Analisi, Comunicazione, Valutazione rimane alla base della pratica.
Infatti, se è la teoria a costituire l'aspetto generale', la metodologia ne diventa l'applicazione specifica inducendo attività fra loro assai differenziate.
Così, professionisti di due paesi diversi possono affrontare la stessa questione utilizzando la medesima cornice teorica, ma sceglieranno soluzioni diverse orientate da contesti differenti.

La Global Alliance intende applicare questa teoria globale alla appena avviata Tsunami iniziative. Un progetto che coinvolge leader della comunità delle relazioni pubbliche di ogni continente per:


razionalizzare le lezioni ricevute dalla gestione del disastro, comprese le modalità in cui società, culture, paesi in condizioni diverse hanno gestito la comunicazione;

suggerire come questioni di lungo periodo come la remissione del debito possano restare in agenda delle opinioni pubbliche e dei governi affinché i paesi più poveri riescano meglio a governare situazioni di emergenza.


I risultati del lavoro della Global Alliance, condotto tramite analisi tipo-Delphi, potranno rivelare quali iniziative siano efficaci e quali non; e proprio perché osserveremo i comportamenti comunicativi di tutte le aree del mondo, riceveremo una osservazione generale che potrà testare questa teoria globale delle relazioni pubbliche.

I membri delle oltre 60 associazioni professionali della Global Alliance ascolteranno i colleghi colpiti dal disastro per verificare se e come le relazioni pubbliche possano assistere i loro Paesi a trovare un posto più adeguato al tavolo delle politiche pubbliche globali.
Forse potremo davvero dire, per una volta in positivo, che il mondo è davvero un villaggio globale e il mio concittadino Marshal McLuhan ne sarebbe orgoglioso.

Jean Valin



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