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La richiesta di formazione in comunicazione deve continuare, anche dopo l'emergenza

01/04/2020

Daniele Salvaggio

Dopo il lockdown la formazione a distanza è diventata un scelta obbligata. La comunicazione in questo momento è e sarà centrale per la ripartenza del mondo economico e produttivo del nostro Paese e la formazione deve essere un punto fermo per i professionisti della comunicazione anche dopo Covid-19. La riflessione del Presidente CASP, Daniele Salvaggio.

Da quando è scoppiata la pandemia, scuole, università, ma anche aziende e organizzazioni, hanno puntato tutto sulla formazione a distanza. Nella difficoltà del momento è stata una scelta obbligata che ha consentito di testare o raffinare modalità e strumenti di comunicazione digitale per poter agevolare l'ascolto e l'interazione professionale. 

Ferpi, supportata dalla propria Commissione di Aggiornamento e Specializzazione Professionale, ha introdotto già nei mesi scorsi una piattaforma, in collaborazione con l'Eco della Stampa, per promuovere attività di "Formazione Connessa" nei confronti dei propri iscritti sui temi legati alla comunicazione.

In queste settimane la domanda di formazione da parte dei soci è cresciuta in modo rilevante, il blocco delle attività professionali con conseguente "reclusione forzata" in casa ha indotto certamente le persone a sfruttare meglio il proprio tempo cercando di capire e analizzare i possibili scenari post Covid-19, ma non solo. E' evidente che formarsi serve, non è una scelta accessoria, al contrario deve essere parte della quotidianità lavorativa. La gestione dell'emergenza, resa complicata anche da una mancata analisi preventiva degli effetti non solo sanitari ma anche economici, sociali e culturali che si manifesteranno in modi diversi sui singoli Paesi, ha provocato una profonda spaccatura tra ciò che è stato e ciò che sarà. In mezzo a tutto questo c'è l'emotività delle persone, l'identificazione di eroi, l'enfatizzazione dell'orgoglio nazionale, la solidarietà diffusa. Un tesoro spesso intangibile prima, reso concreto e reale oggi: il Coronavirus ha comunicato al mondo ciò che il mondo non riusciva più a comunicare, ovvero che è necessario ridefinire valori e priorità puntando ad una crescita che sia davvero sostenibile, fatta di decisioni e azioni ispirate da analisi e confronti veri.

In questo ridisegno complessivo rientra a pieno titolo una reale analisi delle competenze e conoscenze professionali accompagnata da processi di formazione e di relazione capaci di guardare oltre il day-by-day. Il settore della comunicazione in tutte le sue declinazioni e competenze sarà ancor più centrale nella ripartenza del mondo economico e produttivo del nostro Paese, per questo diventa fondamentale cogliere tutte le opportunità per specializzarsi, per rafforzare le abilità di analisi e di interpretazione, per ridisegnare nuovi processi comunicativi. La formazione deve quindi essere un punto fermo per i professionisti della comunicazione anche dopo Covid-19.

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