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L'ambiguo rapporto tra uffici stampa e giornalisti free-lance

26/07/2004

Un articolo sul Barbiere della Sera (www.ilbarbieredellasera.com) polemizza con la "pretesa" di alcuni uffici stampa di avere sempre e comunque un ritorno.

Da Il Barbiere della Sera20.07.2004Giornalista andata e ritornodi EnomaoSlalom surreale nel mondo del giornalismo di viaggio, dove alcuni uffici stampa invitano i free lance, ma li fanno partecipare solo se hanno un accredito. Ma allora, che free lance dovrebbero essere?All'eductour vengo anch'io! No, tu no. O forse sì. Dipende. Sei accreditato? Da chi? E quante copie tira chi ti accredita?Come vanno le cose nelle relazioni tra uffici stampa e giornalisti - e in misura direttamente proporzionale all'allure edonistico del settore di attività: turismo, enogastronomia, moda, auto - lo sappiamo tutti.Ci sono tuttavia soglie che, dall'una e dall'altra parte, non si dovrebbero mai superare, se non al prezzo di scoperchiare un vaso di Pandora dalle conseguenze difficili da controllare.Ecco perchè, quando nei giorni scorsi ho ricevuto l'invito riportato qui sotto, prima sono trasalito, poi ho contato fino a diecimila per non perdere la calma e infine mi sono chinato sul computer per dire quallo che pensavo. Ovvero quanto segue.L'invito era questo:Viaggio stampa tra Baden-Württemberg e Baviera in occasione del 50° anniversario della "Strada delle Rocche" dal 23 al 26 settembre 2004. Degli oltre 1000 km della Strada delle Rocche da Mannheim a Praga, il viaggio porta alla scoperta del tratto che dalla valle del fiume Neckar arriva a Norimberga.I partecipanti intraprenderanno un viaggio nel passato, a contatto con le numerose sfaccettature della Strada delle Rocche: castelli e fortezze, pittoresche cittadine, storia e cultura, specialità gastronomiche regionali, relax e la possibilità di scoprire la strada turistica dall'acqua. In allegato il programma, per motivi organizzativi vi preghiamo di confermare la vostra partecipazione entro il 20 luglio. Il gruppo sarà formato da 5 giornalisti.N.B. per i giornalisti freelance è necessaria la lettera di accredito della testata (minimo 50.000 copie).Grazie e saluti,Rosanna FudoliQuesta è stata la mia risposta, inviata per conoscenza a un centinaio tra colleghi, pr e titolari di uffici stampa:Cara Rosanna,scrivo in assoluta serenità e senza la minima intenzione di polemizzare con nessuno, men che meno con te che esegui direttive non tue, ma credo che l'argomento andrebbe sviscerato meglio, in un confronto equilibrato tra professionisti della materia.Ero a conoscenza da tempo delle nuove "regole" decise dall'Adutei in merito alla richiesta di lettere di accredito ai free lance come condizione per la loro partecipazione ai viaggi stampa e - lo premetto - pur non condividendole ne comprendo in pieno le ragioni, che in buona parte sono ovvie: a nessuno piacciono i "sedicenti" e chiunque invita si aspetta un "ritorno".Chiarito questo, da un lato aggiungo però che non vedo in virtù di quale regola di deontologia professionale un giornale e/o un redattore possano e/o debbano preventivamente garantire un "ritorno" a chi li invita, visto che almeno in teoria gli inviti dovrebbero essere "prove" o visite conoscitive in determinate destinazioni.Dall'altro spero che appaia ovvio a tutti come mandare a qualcuno un invito, condizionando però la "validità" dello stesso al rilascio da parte di terzi di un accredito, sia una contraddizione illogica e un po' ridicola.In altri termini: se un ente invita me, ma a condizione che un altro "garantisca" per me, l'invitato sono io o è l'altro? E in questo caso, perchè non viene invitato direttamente l'altro, senza disturbare me?Detto ancora più in soldoni: se l'invitato vero non sono io, Stefano Tesi (visto che posso accettare solo se "accreditato"), ma una testata del settore, che casomai potrà inviarmi per rappresentarla, perchè l'invito viene indirizzato a me? Sarebbe logico e necessario che l'invito fosse spedito al giornale e/o al suo direttore il quale, poi, delegherà chi vuole (sé medesimo, un free lance, un redattore, una segretaria, un'amante...) a presenziare.Ripeto: le ragioni "profonde" di una tale prassi sono ovvie e evidenti a tutti, ma per un professionista che certo non vive di viaggetti a scrocco o di mascherate a nome altrui, quanto accade è avvilente, irritante e offensivo.Da parte mia, desidero e pretendo o di essere invitato personalmente oppure non essere invitato per nulla. Non mi offenderò se non sono invitato (tanto se sono invitato "a condizione che", è come se non lo fossi); sarò ben lieto, riconoscente e collaborativo, ma senza che ciò mi faccia sentire minimamente vincolato a garantire "ritorni", se invece l'invito è personale.Vorrei sapere dai rappresentanti degli enti del turismo e dai pr come nell'ambiente è stata accolta questa "regola" dell'accredito e se la cosa, come mi auguro, ha portato loro i giusti benefici nell'evitarei soliti imbucati, sedicenti, etc. Vorrei parimenti sapere dai free lance se dal punto di vista della loro dignità professionale ritengano questa prassi accettabile o meno.Trovo giustissimo, sia chiaro, che gli uffici stampa abbiano le loro "liste" nere, bianche, grigie, etc. in base alle quali decidere discrezionalmente, come è loro pieno diritto, chi invitare ai viaggi e alle conferenze stampa.Ma troverei altrettanto giustissimo se i liberi professionisti non accettassero di essere trattati come minorenni o minorati, bisognosi di un tutore.Del resto, rovesciando la frittata, tutti sanno bene che quando si tratta di invitare le persone non agli ambiti viaggi, ma alle noiose conferenze stampa, i disprezzatissimi free lance di bocca buona tornano più che utili, se poi il pr deve mostrare al committente una sala bella piena e un fitto carnet dei biglietti da visita degli intervenuti. O no?Concludendo, mi piacerebbe davvero conoscere la pacata opinione di tutti sull'argomento, convinto che solo un progressivo "ripulisti generale" (di imbucati professionali da un lato, di operatori troppo furbi dall'altro) potrà forse contribuire a migliorare la situazione.In attesa degli auspicati riscontri, saluto cordialmente l'intera comunità.Stefano TesiPS: non volendo, nè potendo, nè trovando giusto andare in giro a questuare un "accredito" di qualche tipo, è sottinteso che non potrò partecipare al pur interessante viaggio stampa in oggetto.Bene, caro Barbiere, questo è l'argomento del contendere. Che, nell'ambiente, sta scatenando un discreto putiferio.Siccome però, come ho premesso, so perfettamente che il fenomeno non è ristretto al settore dei viaggi, ma con le dovute differenze abbraccia trasversalmente tutto il mondo giornalistico, vorrei sapere che ne pensano i tuoi avventori. Cioè, volevo dire lettori.Saluti,Stefano

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