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L’Ascolto Organizzativo, strumento chiave di valorizzazione della comunicazione

27/10/2017

Biagio Oppi

Un incontro ricco di contributi, “Alla Ricerca dell’Ascolto Perduto”, quello organizzato dalla Delegazione Ferpi Emilia-Romagna lo scorso 25 ottobre, da cui sono emersi importanti spunti per la professione che Ferpi porterà avanti nei prossimi mesi.

 

Dall’incontro "Alla Ricerca dell’Ascolto Perduto" dello scorso 25 ottobre, Ferpi ha individuato il tema dell’Ascolto Organizzativo come strumento chiave di valorizzazione del ruolo del comunicatore, di advocacy delle relazioni pubbliche e anche – non ultimo per importanza – di competenza da consolidare all’interno dell’associazione e da insegnare ai giovani professionisti che si affacciano sul mercato del lavoro oggi.

Dopo gli interventi di Fabio Ventoruzzo e Biagio Oppi si sono focalizzati sul ruolo di Ferpi a livello nazionale e regionale nella valorizzazione dell’ascolto organizzativo per le Relazioni Pubbliche, Toni Muzi Falconi, ha ripercorso i principali approcci all’ascolto organizzativo: in particolare il modello di comunicazione persuasiva di Bernays che fa dell’ascolto uno strumento per convincere e che ha influenzato propaganda, relazioni pubbliche, marketing, pubblicità, marketing PR, e continua tuttore come uno degli approcci più diffusi; il modello teorizzato da Grunig negli anni ottanta e inscritto nel GoRel , che invece fa dell’ascolto organizzativo uno strumento per capire le aspettative ed eventualmente cambiare l’organizzazione stessa, ascolto che aggiornato negli ultimi anni diviene parte sostanziale e riconosciuta dalle principali associazioni di relazioni pubbliche nel mondo con gli Stockholm Accords e il Melbourne Mandate. Toni ha invocato il riconoscimento di una scuola italiana dell’Ascolto (un ASKolto con la K) che vede tra i suoi padri lo psichiatra Franco Basaglia, passa attraverso Ernesto Caffo di Telefono Azzurro, coinvolge la nostra professione con il GoRel fino ad arrivare alla recente pubblicazione di Emilio Galli Zugaro “The listening leader” (recentemente tradotto e pubblicato in Italia da Giunti con il titolo “La leadership comunicativa”).

Emilio, trent’anni di Allianz come comunicatore e oggi presidente di Methodos,  nel suo intervento si è invece focalizzato sull’ascolto degli shareholder con alcuni casi recenti che hanno appunto visto le organizzazioni ascoltare gli azionisti, uno dei principali stakeholder. Emilio ha anche sottolineato quanto il ruolo attivo delle NGOs possa influenzare le decisioni degli azionisti stessi, dimostrando la necessità di un ascolto continuato di tutti i principali stakeholder che si influenzano a vicenda.

A seguire Pierluigi de Rosa sul percorso che la Pubblica Amministrazione sta portando avanti con nuovi strumenti di ascolto, Osvaldo Danzi sul rapporto lavoro e ascolto organizzativo, Sergio Vazzoler con un bellissimo caso di asoclto delle comunità locali (il caso Solvay), Pasquale Capano Dinnella su come una società di monitoraggio stampa come Telpress abbia cambiato negli ultini anni approccio ai servizi per fornire sempre più un ascolto tailor made, Alessandra Cappello sul progetto Lady Link di Unipol, Gabriella Bartoccelli su come l’ascolto abbia influenzato anche il cambiamento di alcuni servizi in Camst (in particolare nel servizio di prodotti e piatti biologici).

Infine Ernesto Caffo, fondatore di Telefono Azzurro, ha portato con un video-intervento una bellissima testimonianza di oltre trent’anni di ascolto di un segmento speciale come quello dei bambini e degli adolescenti. Il prof. Caffo ha ripercorso ciò che è stato Telefono Azzurro, rappresentando una vera e propria eccellenza italiana anche a livello internazionale, e si è poi focalizzato su come stanno cambiando le piattaforme di ascolto e comunicazione, e su come quindi sta evolvendo l'ascolto dei giovanissimi. Un ascolto oggi che non può prescindere dai social network e quindi anche dei peer (amici/follower/contatti) di chi può essere in difficoltà e va aiutato. Un modello – quello di Telefono Azzurro – che rappresenta un ascolto a 360°, capace di intercettare non solo i bisogni espressi  ma anche quelli agiti.

Dalla prima discussione sull’ascolto organizzativo, un anno fa, dopo l’articolo di Pierluigi De Rosa Una nuova architettura per l’ascolto organizzativo,  ad oggi la delegazione regionale ha portato avanti grazie all’aiuto di Toni, Emilio, Silvia Cervellera, e tanti soci questo percorso (che oltre all’evento dei giorni scorsi presso UNICA-Unipol, ha visto una survey interna e un workshop di preparazione) oggi è a disposizione di Ferpi per essere ampliato e integrato.

La proposta è che divenga un tema chiave per il 2018/2019 con una serie di iniziative:

  • una piattaforma web per aderire al progetto, pubblicare casi, aprire una conversazione online e tenere informati i colleghi e i nostri stakeholder;

  • alcuni workshop in altre delegazioni e regioni italiane su temi e segmenti specifici (non-profit, NGO, organizzazioni di pazienti, ambiente, investitori);

  • interventi formativi di CASP sul tema con esperti del settore e la valorizzazione di case histories di successo come quella presentata da Vazzoler rispetto a Solvay;

  • una pubblicazione editoriale che permetta di fare il punto su strumenti, casi e innovazione dell’ascolto organizzativo;

  • il coinvolgimento di altre organizzazioni e altri stakeholder, in primis coloro che si occupano di gestione del personale e di organizzazioni complesse.


La video-intervista di Caffo sarà a breve disponibile online, insieme ad alcune presentazioni e altri materiali distribuiti durante l’evento. Nelle prossime settimane proporremo focus specifici anche su alcuni degli altri interventi. Per continuare a parlarne scrivi a ferpi.emiliaromagna@gmail.com oppure direttamente su https://www.facebook.com/FerpiEmiliaRomagna/  e su https://twitter.com/Ferpi_ER

 

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