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Libri: la pirateria sottrae 528 milioni di euro all’anno

20/01/2020

Diana Daneluz

A dirlo una ricerca condotta da Ispos e commissionata da Aie - Associazione italiana editori e Fieg - Federazione italiana editori giornali, presentata lo scorso 22 gennaio nel corso del convegno sulla sul tema presso il Ministero dei Beni culturali.

L'indagine è stata presentata nel corso del convegno “la pirateria nel mondo del libro. danni e indispensabile contrasto”, organizzato il 22 gennaio presso il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo da Gli Editori – l’Accordo di consultazione e azione comune di AIE - Associazione Italiana Editori (www.aie.it) e FIEG - Federazione Italiana Editori Giornali (www.fieg.it) – rappresentati dai Presidenti, Andrea Riffeser Monti e Ricardo Franco Levi. Al convegno, su un tema fondamentale per l’intero mondo dell’industria culturale e creativa, ha partecipato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, Andrea Martella. La ricerca IPSOS è stata svolta a novembre del 2019 su un campione molto ampio di 4.000 interviste (CAWI) suddivise in 3338 casi rappresentativi per genere, età, area geografica, ampiezza centro, professione e titolo di studio, 452 studenti universitari rappresentativi per genere, età e area geografica e 466 liberi professionisti sempre rappresentativi per area geografica.

Gli esiti dell’indagine, la prima di questo genere a misurare le dimensioni del fenomeno, come raccontati da Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia, sono gravi – il Presidente di AIE, Levi, li ha definiti “drammatici” –, sia in termini di danni che di caratteristiche dei soggetti coinvolti. La pirateria, infatti, sottrae ogni anno al mondo del libro 528 milioni, pari al 23% del valore del mercato (escludendo scolastica ed export), con ricadute per il sistema Paese di 1,3 miliardi complessivi e di 261 milioni per il fisco. Gravi anche gli effetti sulla mancata occupazione: 8.800 posti di lavoro, di cui 3,600 nella filiera del libro. Ma non basta. Apprendiamo che un italiano su tre sopra i 15 anni (36%) ha compiuto almeno un atto di pirateria, che il 66% ritiene poco o per nulla probabile l’ipotesi che gli atti illegali vengano scoperti e puniti e che il 39% non li considera neanche meritevoli di sanzione. Ogni giorno gli italiani compiono circa 300mila atti di pirateria di libri vari, universitari e professionali. Per non parlare del fatto che i picchi più elevati del fenomeno sono stati riscontrati proprio tra i professionisti e gli studenti universitari.

I numeri dell’indagine

I danni economici: 528 milioni di euro è la stima del danno economico annuo alla filiera causato dalla pirateria all’editoria (carta più digitale), pari al 23% del valore del mercato (escludendo scolastica ed export); 1,3 miliardi di euro è la perdita per il sistema-Paese; 216 milioni di euro sono i mancati introiti del fisco; 324 milioni di euro è la stima del danno economico annuo provocato all’editoria di varia, per 29 milioni di copie in meno vendute; 105 milioni di euro è la stima del danno economico annuo provocato all’editoria universitaria, per 4 milioni di copie in meno vendute; 99 milioni di euro è la stima del danno economico annuo provocato all’editoria professionale e banchi dati, per 2,9 milioni di copie in meno vendute.

I danni per l’occupazione: 3.600 posti di lavoro persi nel mondo del libro; 8.800 posti di lavoro persi complessivamente, considerando anche l’indotto.

I “pirati”: oltre un italiano su tre sopra i 15 anni (il 36%) ha compiuto almeno un atto di pirateria in campo editoriale nell’ultimo anno; un italiano su quattro ha scaricato gratuitamente da Internet almeno una volta un ebook o audiolibro in maniera illegale; il 17% ha ricevuto da amici/familiari almeno un ebook; l’8% ha ricevuto da amici/conoscenti almeno un libro fotocopiato; il 7% ha acquistato almeno un libro fotocopiato.

Il fenomeno tra gli studenti universitari e i professionisti: l’80% degli studenti universitari ha compiuto almeno un atto di pirateria (fisico o digitale) nell’ultimo anno; il 61% dei professionisti (avvocati, notai, commercialisti, ingegneri, architetti e altri) ha compiuto almeno un atto di pirateria nell’ultimo anno.

Quale atteggiamento verso il fenomeno della pirateria? L’84% della popolazione sopra i 15 anni è consapevole che questa attività è considerata dalla legislazione illecita/illegale. Il 66% è convinto di “farla franca” e ritiene poco o per niente probabile che reati di questo tipo vengano scoperti e puniti dall’autorità competente. Il 39% infine ritiene che gli atti di pirateria siano poco o per niente gravi in relazione alla necessità di perseguirli legalmente. 

La necessità di urgenti azioni di contrasto

Se questo è lo scenario, allarmante, gli editori, ma anche le Istituzioni si stanno mostrando sensibili, avvertono fortemente l’esigenza di mettere in campo azioni di contrasto al fenomeno, che passino attraverso la repressione dei fenomeni illegali, l’educazione degli utenti, non sempre evidentemente consapevoli degli effetti dei loro comportamenti, a cominciare dalla scuola, il sostegno alla domanda di informazione, lettura e cultura attraverso strumenti incisivi come la 18App riportata alla sua dotazione originale o come le detrazioni fiscali per gli acquisti di libri e prodotti editoriali. Anche nel mondo dei giornali infatti, come ha sostenuto il Presidente degli editori Andrea Riffeser Monti, il digitale ha portato opportunità, ma anche rischi, come quello dell’elusione del diritto d’autore nelle molteplici forme di utilizzo abusivo dei contenuti. Tra le iniziative in cantiere, quella di realizzare una campagna di comunicazione, se possibile supportata dalle Istituzioni, cui Riffeser ha rivolto un appello in questo senso, per la lettura di giornali e libri, visto che i dati sulla lettura (Audipress), invece, non sono così negativi e sembrerebbero confermare l’interesse degli Italiani per l’informazione. Una richiesta di informazione che andrebbe esercitata in forme legali. È una battaglia, alla fine, anche di democrazia: conoscenza e cultura sono pilastri per la formazione di cittadini responsabili, consapevoli dei propri diritti e doveri. E le Istituzioni, rappresentate dal Sottosegretario Andrea Martella alla presentazione dell’indagine, sembrano aver recepito il grido di allarme degli editori di giornali e libri, testimoniando nell’occasione la volontà di un impegno nella educazione alla legalità, nella repressione dei fenomeni di pirateria, nel sostegno al settore, soprattutto per quanto riguarda misure di incentivi alla domanda.

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