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Oltre la cronaca: difficoltà e necessità di comunicare l’economia

13/12/2012

Giornalisti, imprenditori e relatori pubblici si sono confrontati sul tema della responsabilità nel comunicare l’economia e le aziende durante il convegno che si è svolto lo scorso 7 dicembre a Mogliano Veneto. Oggi occorre un mutamento del paradigma comunicativo ancora imperante in azienda che conduca ad una continuità della comunicazione, come ha affermato il Presidente Ferpi, _Patrizia Rutigliano._

di Alessandro Amato
“L’intesa tra Ferpi e Piccola Industria di Confindustria riguarda qualcosa di concreto e visibile, che mira a comprendere la specificità delle piccole e medie aziende del territorio”. Queste le parole del presidente Ferpi, Patrizia Rutigliano, nella nota introduttiva al convegno _Oltre la cronaca. La ‘responsabilità economica’ della notizia e della fonte, Ferpi Triveneto e Piccola Industria di Confindustria Venetoandato _in scena venerdì 7 dicembre a Mogliano Veneto (TV) presso Villa Condulmer.
Difficoltà e necessità di comunicare il mondo economico-finanziario sono i due aspetti emersi nel corso del convegno che ha costituito un importante momento di confronto tra giornalisti, imprenditori e comunicatori. Un dialogo franco e costruttivo, che ha fatto emergere anzitutto i problemi legati alla rappresentazione della realtà economica dall’ottica di stampa e imprese.
All’iniziativa hanno partecipato per i quotidiani Roberto Papetti direttore de Il Gazzettino, Tiziano Marson capo redattore de La Tribuna di Treviso e Alessandro Baschieri caporedattore del Corriere del Veneto. Il mondo imprenditoriale è stato invece rappresentato da Alberto Baban, Presidente Piccola Industria di Confindustria Veneto, Isabella Chiodi, Vice Presidente IBM Europa, e Roberta Virago, Responsabile commerciale Virosac Srl. Nel ruolo di moderatore Filippo Nani, delegato Ferpi Triveneto. Ha introdotto i lavori Patrizia Rutigliano, Presidente Ferpi. Le conclusioni del dibattito sono state affidate a Vincenzo Boccia, Presidente Piccola Industria di Confindustria.
L’incontro è rientrato nell’ambito dell’accordo siglato a maggio 2012 tra Ferpi e Piccola Industria – la sezione di Confindustria che tutela e promuove le aziende di dimensioni minori –, volto a fornire soluzioni pratiche e concrete per migliorare la comunicazione delle piccole e medie imprese.
Patrizia Rutigliano ha individuato il problema di fondo del rapporto tra piccole aziende e comunicazione e che ha fatto da driver a tutto il dibattito: “oggi la difficoltà è comunicare in modo continuativo e completo, più che in modo corretto e trasparente: manca l’abitudine alla continuità della comunicazione”. Il presidente Ferpi ha quindi evidenziato l’esigenza di un mutamento del paradigma comunicativo ancora imperante in azienda: “da un flusso informativo one-to-one (management e comunicatore specializzato), ad una partecipazione corale della comunicazione”.
Dal canto suo Alberto Baban, presidente di Piccola Industria di Confindustria Veneto, ha dato il la al confronto vero e proprio tra imprese e stampa. Ha infatti sottolineato il pericolo di una estremizzazione della notizia da parte dei giornali, in senso negativo e positivo, spesso utilizzata per attrarre l’attenzione dei lettori. Il primo passo da compiere in tale situazione di crisi (nei primi nove mesi del 2012 hanno chiuso 55mila aziende in Italia) è secondo Baban un atto di realismo: “prendere coscienza di cosa sta succedendo”. In secondo luogo, per offrire un quadro più complesso e veritiero, che vada oltre il caso singolo, “occorre una maggiore contestualizzazione e un maggior approfondimento della realtà economica delle aziende”. Il presidente di Piccola Industria Veneto ha quindi esortato i giornali ad una sorta di “responsabilità civile: è necessario raccontare non solo l’albero che cade, ma anche la foresta che cresce”. Anche perché, ha evidenziato Baban, “il 30% dei consumi è basato sull’aspetto psicologico, che diviene quindi da un punto di vista economico e di comunicazione fondamentale”.
Riprendendo lo spunto di Rutigliano, il direttore de Il Gazzettino Roberto Papetti ha posto l’accento, dall’ottica della stampa, sul nervo scoperto delle aziende del Nord-est: “l’abitudine quotidiana alla comunicazione è inesistente”. Le aziende decidono di comunicare solo quando insorgono i problemi, con la conseguenza che “per i giornali risulta inevitabile non dare voce ai successi”. In tal senso, secondo il direttore de Il Gazzettino, “la crisi ha esasperato la criticità del rapporto tra aziende e stampa”. Papetti ha inoltre precisato che nonostante l’affermarsi dell’informazione online, “nel territorio i quotidiani cartacei hanno ancora la capacità di dettare l’agenda”.
Il tema del rapporto tra comunicazione on e offline è stato ripreso da Isabella Chiodi, vice presidente di IBM Europa. Se da un lato “il web sta comportando una maggiore democrazia della comunicazione”, dall’altro la carta stampata permette ancora un approfondimento “capace di creare maggiore coscienza civile”. Chiodi ha poi individuato una sorta di precondizione per una buona ed efficace comunicazione esterna: la comunicazione interna. Essa “garantisce che i valori dell’azienda vengano espressi da tutti i dipendenti, non solo dal presidente”. Valori forti di cui il Veneto è secondo l’imprenditrice emblema, ma che “ha pudore a comunicarli”.
Tiziano Marson, capo redattore de La Tribuna di Treviso, ha colto l’invito di Baban a raccontare gli esempi di successo delle aziende e di superare la contrapposizione tra “cronaca” e “valori”, ma anche tra “sindacati” e “impresa” sul tema del lavoro. Questo per aggiungere un’ulteriore fase alla storia della comunicazione economica del Nord-est, che Marson ha così sintetizzato: “inizialmente legata al mondo sindacale, poi focalizzata sul successo del modello Nord-est, negli ultimi anni incentrata sulla crisi”. Per Marson rimane tuttavia il problema riscontrato da Papetti nel modo di porsi delle azienda nei confronti dei giornali: “c’è difficoltà nel rintracciare le fonti”.
Un problema che Roberta Virago, responsabile commerciale di Virosec, ha invece in parte rovesciato sui quotidiani, lamentando una loro “non sempre apertura” nella scelta delle notizie aziendali da comunicare.
Alessandro Baschieri, capo redattore del Corriere del Veneto, ha provato a rintracciare il lato positivo offerto dall’attuale situazione di crisi economica: “la qualità fondamentale della notizia è l’anomalia, per cui in un’epoca in cui la crisi è l’ordinario, le informazioni positive diventano le vere notizie. C’è quindi margine per la creatività dei comunicatori”. Baschieri ha inoltre avvertito le aziende e i comunicatori “che è finita l’epoca dei comunicati uguali per tutti; è necessario differenziare in base alla specificità dell’interlocutore”.
Nelle conclusioni, Vincenzo Boccia, presidente di Piccola Industria di Confindustria, ha riattraversato le questioni poste sul tavolo dai relatori, evidenziando “la necessità di un comportamento comunicazionale”. La comunicazione costituisce infatti una funzione strategica della politica economica, “che riguarda non solo il rapporto tra parti sociali, ma anche il rapporto tra le aziende e il paese”. Boccia ha sottolineato l’equilibrio che occorre costruire tra potere e responsabilità: “potere nel senso di costruire una direzione di società moderna”. In fine un omaggio e uno sprone al Nord-est: “laboratorio di cuore e cervello”.

Leggi qui il punto di vista di Ana Berti sul convegno.

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