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Ricostruire il senso di comunità attraverso le Rp

18/07/2012

Parte da Mirandola, uno dei centri dell’Emilia – Romagna più colpiti dal sisma del maggio scorso, la seconda fase del progetto dei _Volontari della Comunicazione_ di Ferpi. Un incontro con gli stakeholder locali per iniziare la ricostruzione del tessuto comunitario delle zone terremotate.

di Giovanna Fabiano
Un’esperienza umana e professionale intensa. L’incontro del 17 luglio a Mirandola, primo appuntamento in loco della task force Ferpi creata per supportare professionalmente i colleghi nella fase di ricostruzione, si è tenuto nella sede del Comune, temporaneamente ospitato nella struttura delle scuole.
Una delegazione Ferpi composta da Fabio Ventoruzzo, Letizia Pini, Giovanna Fabiano, Biagio Oppi, Filippo Bertacchini, Alberto Bergianti, Sergio Vazzoler e Massimo Alesii si è confrontata con gli stakeholder locali e diversi soci del territorio. A condurre i lavori è stato proprio Massimo Alesii, delegato Abruzzo e Molise, che ha portato la testimonianza dell’impegno concreto che la Federazione ha espresso tre anni fa nella ricostruzione dell’Aquila oltre che quella professionale, di comunicatore impegnato da allora per rilanciare il tessuto comunitario della città.
Ferpi ha lanciato, subito dopo il tragico evento, il progetto Volontari della comunicazione, nella consapevolezza che la gestione della comunicazione e delle relazioni pubbliche è fattore chiave nelle situazioni di emergenza come quelle prodotte dal terremoto. Le Rp diventano infatti una leva strategica fondamentale non solo per affrontare meglio l’emergenza ma, soprattutto, per contribuire a ricostruire il tessuto sociale ed economico del territorio coinvolgendo imprese, istituzioni e comunità locali.
All’incontro con la delegazione Ferpi hanno partecipato alcuni responsabili comunicazione delle Amministrazioni locali coinvolte e di organizzazioni pubbliche e, private. Dai diversi interventi è emersa un’emergenza di comunicazione che richiede un dialogo aperto tra istituzioni, organizzazioni e le comunità colpite per iniziare a ricostruire non solo il tessuto economico locale ma anche la rete di relazioni tra le persone. Fabio Montella, responsabile Ufficio stampa del Comune di Mirandola e direttore del periodico L’Indicatore Mirandolese (quindicinale del Comune) ha ricordato che d’intesa con il Sindaco è stato subito aperto un punto informativo, avviata un’attività su Internet e sui social network da un lato, mentre dall’altro si gestivano relazioni con i media di tutto il mondo per riuscire a sensibilizzare e allo stesso tempo a comunicare il valore di quest’area.
«I cittadini hanno bisogno di sentirsi in comunità», «E anche riprendere subito la pubblicazione dell’Indicatore è stato un segnale di ritorno alla normalità». Grazie al contributo del Corriere della Sera sarà infatti possibile stampare i prossimi quattro numeri. Mentre a settembre si farà una gara per trovare una concessionaria di pubblicità dato che i costi di stampa del giornale erano interamente coperti dalla raccolta pubblicitaria. Tra le numerose azioni ed iniziative va segnalato il gemellaggio con Torino che porterà a Mirandola, oltre a vari aiuti, il contributo professionale di progettazione dello Urban Center del capoluogo piemontese.
Comunicare e definire le priorità: queste le difficoltà segnalate da Ingrid Tugnoli, del team Informagiovani/URP del comune di Cento. Ecco un’altra sfida per i professionisti della comunicazione: stilare una lista delle priorità, capire da dove ricominciare e soprattutto come trasmettere il senso della ricostruzione, verso l’interno (le popolazioni colpite) e verso l’esterno (media, politica nazionale, etc.).
A Mirandola, che è centro riconosciuto a livello mondiale nel settore biomedicale, è emersa la necessità di ripartire dalle eccellenze del territorio per evitare l’impoverimento delle aree colpite e un’eventuale delocalizzazione delle produzioni. All’incontro hanno partecipato Erika Paltrinieri, responsabile Confindustria Modena AreaNord e Laura Ansaloni, addetta comunicazione Confindustria Modena, che hanno sottolineato come sin dai giorni successi al terremoto l’associazione degli industriali ha dialogato con le imprese per capire che cosa fosse successo, come trasmetterlo ai media e soprattutto per aiutarle a restare dove sono.
Decisivo sarà sul fronte economico, non solo riorganizzare il territorio in maniera “intelligente” ma individuare soggetti esterni che si facciano promotori del suo rilancio e che contribuiscano ad allargare il sistema di relazioni sottolineano gli altri ospiti presenti all’incontro. Roberta Fregonese, Responsabile comunicazione del comune di Pieve di Cento ha posto l’accento sull’importanza di trasparenza e strumenti di rendicontazione per la raccolta fondi che i vari enti stanno realizzando; Monica Argilli, Responsabile Comunicazione AIMAG e socia Ferpi ha parlato di come la multiutility del territorio sia un elemento centrale nella gestione del territorio e delle comunità colpite; Antonio Pignatiello, Responsabile relazioni esterne dell’ AUSL di Modena e socio Ferpi ha evidenziato i numerosi aspetti legati all’emergenza dal punto di vista sanitario, dall’evacuazione degli ospedali all’importanza di una corretta comunicazione verso i propri stakeholder. Infine i rappresentanti di Legambiente di Novi Modenese hanno parlato della necessità di sensibilizzare gli attori verso una ricostruzione ecologicamente compatibile e sicura.
Svariate quindi le necessità emerse nel corso dell’incontro a conferma dell’importanza del progetto Ferpi: attivare un dialogo costante con gli attori locali per intraprendere un percorso di condivisione delle priorità e di valorizzazione delle esperienze. Dopo la fase di ascolto il tavolo multistakeholder aperto a Mirandola porterà all’identificazione di alcuni cantieri di lavoro sui quali Ferpi potrà dare il proprio supporto grazie ai professionisti che hanno aderito all’iniziativa.
Molte le idee emerse che verranno discusse nei prossimi giorni per individuare i workstream principali: dall’attivazione della società civile per allargare la rete di relazioni al ripensamento della città e dei suoi spazi attraverso la memoria dei luoghi, molti dei quali non saranno più come prima; dalla trasformazione in positivo della visibilità ottenuta a causa della tragedia non solo sui media nazionali al ripensamento della strategia delle aziende del territorio per trovare un nuovo rapporto con il contesto sociale e i nuovi ambienti di vita; dalla rendicontazione della destinazione dei fondi al riconoscimento nei confronti dei resilienti, quei “costruttori di comunità che Alesii ha individuato come fondamentali nella ricostruzione sociale, civile ed economica di l’Aquila. “E la comunicazione pubblica ha l’opportunità di essere ri-pensata e ri-progettata come una smart city”, ha detto Alesii, che ha anche annunciato l’avvio del master con l’Università dell’Aquila dedicato alla comunicazione in contesti di crisi ed emergenza.
Dall’incontro di Mirandola parte quindi un processo di analisi che individuerà i due/tre cantieri di lavoro su cui lavorare con gli stakeholder coinvolti, con i volontari della comunicazione insieme al coordinamento Ferpi del progetto.

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