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"2 ore con..." Enrico Mentana e Toni Muzi Falconi

13/12/2005

L'ultimo appuntamento del ciclo è previsto per il 19 dicembre con Carlo Rossella, direttore del Tg5: "Leggerezza o rigore? Quale linguaggio per avvicinare i giovani all'informazione".

L'appuntamento di "2 ore con" di lunedì 12 dicembre, è iniziato con una sorpresa. Il ritardo giustificato di Enrico Mentana, dovuto a problemi di trasporti aerei, ha "costretto" Toni Muzi Falconi e Gianluca Comin ad improvvisare un dialogo di oltre un'ora sui temi della comunicazione e della professione di comunicatore.
Toni Muzi Falconi e Gianluca CominIn realtà, di improvvisazione ne traspariva poca, vista l'esperienza professionale di Muzi Falconi e Comin. Tra gli argomenti più interessanti il problema dell'"inquinamento informativo e comunicativo", un fenomeno che Muzi Falconi ritiene difficile da controllare e gestire, e che Comin invece giudica non regolamentabile, perché determinato alla base dal rapporto tra le volontà dei vertici delle aziende e la maggiore o minore disponibilità dei comunicatori aziendali ad assecondarle.Interessante pure l'analisi dei cambiamenti in atto nel mondo dei media e nel modo di gestire la comunicazione delle aziende. 
In Usa, nota Muzi Falconi, assistiamo ad una tendenza a svincolarsi dai media tradizionali, per trovare modi e tecnologie che permettano di parlare direttamente ai pubblici influenti; per Comin si va oltre: in tutto il mondo le aziende e i grandi gruppi di interesse cercano di comunicare e tutelare i propri interessi tagliando fuori spesso gli stessi media, sia usando le nuove tecnologie, sia tramite azioni di Comunicazione e Relazioni Pubbliche mirate, affinando tutti i mezzi di comunicazione diretta con i pubblici di riferimento. Ciò non esclude ovviamente il bisogno di analizzare ciò che la stampa e la tv dicono, e la necessità di relazionarsi con essi.
Un esempio  attuale di nuove tecnologie comunicative e di queste tendenze sono i blogs.Muzi Falconi ha citato il caso del blog di Richard Edelman, per suggerire non tanto una nuova tecnologia, quanto un modo diverso di comunicare, e chiederne una valutazione.Edelman, poche settimane fa, ha dichiarato di ritenere che il proprio lavoro non debba essere creare e trasferire messaggi, quanto dialogare con i propri pubblici.
 Per Comin, il problema non è la disponibilità del comunicatore al dialogo, quanto la possibilità di trovare interlocutori. Il blog è certamente un modo nuovo di comunicare, e rappresenta una realtà importante, però non bisogna dimenticare che anche l'azienda più diffusiva ed innovativa nella comunicazione, non ottiene risultati se poi non trova nessun ascoltatore o interlocutore.Da questo punto di vista, a suo avviso il rapporto attuale tra comunicatori e giornalisti è positivo, migliore che in passato, ed ha ricordato come una ricerca Makno abbia evidenziato l'Ufficio Stampa Enel come il miglior ufficio stampa italiano, per il lavoro svolto e per la correttezza e l'attendibilità delle informazioni.Muzi Falconi ha chiuso la serie di domande con una annotazione sulle video news release, presentata proprio immediatamente prima dell'ingresso di Enrico Mentana.
Enrico Mentana e Toni Muzi FalconiPartendo da recenti discussi utilizzi in Usa delle video news release (v.n.r.), come quelle del Dipartimento della Difesa a favore della democrazia in Iraq, o una analoga prodotta dal Ministero della Sanità e diffusa senza indicarne la fonte, Muzi Falconi ha affrontato con Mentana il tema dell'utilizzo dei comunicati stampa e dei loro analoghi video (le video news release, appunto). 
Per Mentana, il comunicato stampa può essere utilizzato sui giornali o internet in maniera molto più immediata e trasparente, quasi con un invisibile "copia e incolla".Nei telegiornali, occorre prima di tutto considerare che la politica (tipico il caso dei "comunicati video" di Berlusconi) ha sicuramente posto alcuni nuovi punti di riferimento nei modi di fare comunicazione; il video sulla "discesa in campo" del Premier, indipendentemente da valutazioni politiche, ha costituito un punto di partenza per questo cambiamento. 
Dal punto di vista dell'utilizzo, certamente i tg non possono limitarsi a "copiare" o a trasmettere le v.n.r.; i comunicati video vanno presentati come tali, oppure non possono essere lasciati nella loro integrità, devono essere rielaborati, interpretati e "virgolettati" televisivamente.
Come per la politica, in tempi più recenti si è evoluta anche la comunicazione delle aziende, soprattutto se consideriamo che in passato in Italia comunicavano soltanto le aziende statali o a partecipazione statale, e la Fiat.Vi era anzi, da parte dei giornalisti, quasi una sorta di avversione nei confronti di aziende e marchi commerciali, avversione che tutt'oggi si sta gradualmente superando; basti come esempio la vicenda di Unabomber, per la quale non pochi volevano utilizzare descrizioni generiche dei prodotti, anziché specificare i marchi.
Situazione questa riscontrata sia per la Rai, sia per le tv commerciali. Sulle tv commerciali, Muzi Falconi ha riconosciuto una sorta di "responsabilità" dei comunicatori, principalmente per motivi di tradizioni ed abitudini culturali e professionali, e forse pure per motivi generazionali: la tv è stata sempre usata poco e vista come un mezzo "succedaneo" ad altri, come la stampa soprattutto, da sempre privilegiata per le azioni di comunicazione.Quel che è successo in passato con la televisione, lo vediamo oggi ripetersi con internet, i blogs, e tutte le nuove forme di espressione ed informazione. Muzi Falconi ha portato l'esempio del responsabile della Metropolitana di New Dehli, che non permette accesso ai cantieri a bloggers e giornalisti internet, perché continuamente mutevoli, quindi non affidabili per la non certezza della loro linea editoriale o politica.
Se la tv ha velocizzato, rispetto alla stampa ed alla radio, tempi e modi dell'informazione e della comunicazione, il web ha accelerato ulteriormente questo processo. Per Mentana il punto cruciale sta proprio nelle realtà generazionali degli operatori della comunicazione, per i quali finora il riferimento era l'editoriale di prima pagina del Corriere della Sera, che seppure autorevole deve confrontarsi con numeri di ascoltatori e  lettori ben superiori, propri della tv e di internet. Le gerarchie di importanza della comunicazione sono quasi tutte cambiate, e continuano ad evolversi.Mentana è certo che la comunicazione oggi vada gestita nelle sue pluralità di fonti e di mezzi, soprattutto i nuovi mezzi, non esplorati totalmente e accessibili a pubblici potenzialmente vasti.La realtà dei mercati economici, e dei media, è completamente cambiata, e rimette in discussione tutti i tradizionali riferimenti, nella loro autorevolezza e nel numero di contatti raggiungibili.Anche un certo provincialismo italiano, per cui la stessa notizia, o persino lo stesso articolo, se pubblicato su un giornale estero dopo quelli italiani, sembrava divenire più autorevole o più efficace, deve essere rivisto.A questa osservazione, Muzi Falconi ne ha collegato una sua su una tecnica opposta, classica, ovvero la pubblicazione di un articolo sul Financial Times, o altri giornali stranieri, per dare peso e forza e poi riprenderne i contenuti sulla stampa italiana.Ma l'informazione non è solo un problema di mezzi, bensì anche di fonti. Fonti che con internet sembrano moltiplicarsi indefinitamente.Per Muzi Falconi, è un problema serio, che va gestito con competenze nuove, specialistiche, per valutare l'autenticità, l'autorevolezza, la verosimiglianza delle varie notizie e delle varie fonti. Il punto è capire quali siano le competenze richieste.
Mentana ritiene che sia necessaria l'esperienza, conoscere "l'archeologia" del giornalismo, per poter capire ed utilizzare le fonti.Quella che definisce "generazione google", cresciuta con internet e il pc, non è in grado di farlo se si ferma alle ricerche sul web, e se pensa ad un utilizzo acritico e magari letterale di ciò che trova sulla rete.
Oggi è necessario leggere il web, ed è il modo a volte più veloce per avere informazioni, non è però sufficiente, occorre valutare, utilizzare altre fonti, e soprattutto possedere ed utilizzare spirito critico.E' stato in questo momento dell'incontro che sono iniziate le domande da parte dei numerosi presenti in sala. Domande formulate principalmente dai molti studenti di corsi di Scienze della Comunicazione o di Giornalismo, ai quali sia Mentana che Muzi Falconi hanno sentito il dovere di ricordare che il mestiere di giornalista e di comunicatore sono definiti da un percorso lungo e difficile, sia per l'altro numero di laureati e diplomati che esce da queste scuole, sia perché il mercato non è in grado di assorbire tutti in un'occupazione sempre coerente con gli studi scelti.
Per Mentana, come ha ricordato più volte, il mondo del giornalismo ha una selezione altissima, e la differenza può farla, in tempi brevi, non la preparazione e lo studio, ma la fortuna, le conoscenze, le appartenenze.Certo però, per un direttore di tg o di giornale, possono invece spesso essere utili persone competenti, capaci, più che le segnalazioni o le amicizie; è importante quindi prepararsi e impegnarsi sempre, ricordando che non subito e non tutti diventano direttori o conduttori di tg; bisogna imparare il più possibile, fare esperienza, senza aspettative illusorie, ed essere pronti a cogliere le possibilità che si presentano.
Altri elementi da non dimenticare, per diventare dei veri giornalisti, sono l'onestà intellettuale, e la dignità individuale e professionale; punti fermi grazie ai quali non solo si può e si deve costruire la propria professione, ma utili nei momenti di scoraggiamento, quando le cose vanno male, o quando il proprio percorso sembra presentare troppi ostacoli.Tra le domande più interessanti, quella del nostro socio e Vicepresidente Fabio Bistoncini, che ha chiesto le ragioni dell'appiattimento, per tanti anni, del giornalismo su un'unica fonte, trattando temi di tangentopoli o comunque dei grandi processi politici.
Le notizie e le informazioni venivano prese dal pool, dalle procure e dai gip, mentre sembravano escluse le voci degli imputati e delle altre persone coinvolte.Mentana ha spiegato come ciò sia dipeso sia dal momento storico-sociale, sia dalla rottura dei precedenti equilibri politici, sia da una inevitabile naturale preferenza per ciò che "faceva notizia". Era più interessante parlare della colpevolezza, piuttosto che dell'innocenza di qualcuno. E' una valutazione che è possibile fare oggi, a freddo, razionalmente, ma che forse non era pensabile in quegli anni.
L'incontro si è chiuso per limiti di tempo, con un seguito di domande e interviste fuori dalla sala, confermando così il notevole interesse degli studenti e giornalisti intervenuti.
Paolo Centofanti 
Il prossimo, e ultimo, appuntamento con 2 ore con...:Lunedì 19 dicembre, Ore 17.00Auditorium Enel (viale Regina Margherita 125 - Roma)Carlo Rossella, direttore del Tg5: "Leggerezza o rigore? Quale linguaggio per avvicinare i giovani all'informazione".L'intervento verrà sollecitato da un comunicatore vicino al Vaticano, Dino Boffo direttore di Avvenire. Il fenomeno dei  papa boys è il risultato di un percorso comunicativo, scelto dal  Vaticano per parlare ai giovani anche di materie dure e astruse come i precetti dettati dalla fede. Il coinvolgimento dei giovani è solo frutto del loro desiderio di partecipare alla costruzione di nuovi orizzonti o è anche determinato da un particolare "linguaggio" utilizzato dai Pontefici? 
Ricordiamo infine che gli incontri del ciclo 2 ore con..' sono visibili in differita sul canale satellitare Denaro TV. Qui, i particolari.

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