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A marzo il corso sui nuovi linguaggi della comunicazione politica

14/01/2019

Redazione

La politica e i suoi linguaggi saranno al centro di corso, a cura di Antonio Iannamorelli e Simonetta Pattuglia, in programma a marzo a Roma. 

È previsto per il mese di marzo il corso dedicato ai “Nuovi linguaggi della Comunicazione politica” organizzato da Ferpi-CASP ed a cura di Antonio Iannamorelli, Direttore Operativo Reti e Simonetta Pattuglia, Presidente CASP di Ferpi, Docente di Marketing Comunicazione e Media, Direttore Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media. Durante il Seminario prenderanno la parola numerosi ospiti e professionisti del mondo della politica italiana ed estera, del marketing politico-istituzionale e della comunicazione.

Dare oggi una definizione univoca di “comunicazione politica” è pressoché impossibile, trovando essa origine dall’incontro di varie discipline: la sociologia, la psicologia sociale, l’antropologia, la semiotica, la massmediologia, che unite alla comunicazione e al sapere tradizionalmente collegato alle scienze della politica, configurano un’area tematica – e conseguenti professionalità – eclettica e dalle molte interpretazioni possibili.

Di notevole importanza risultano anche gli aspetti non verbali e para-verbali della comunicazione: il modo di porsi dinanzi ai cittadini, le strette di mano dopo un comizio, l’impostazione dei manifesti elettorali. Lo ha spiegato anche Gianpietro Mazzoleni, docente di Scienze Sociali e Politiche, parlando di “nodo decisivo dell’impatto che la comunicazione ha sulla partecipazione politica, sul voto e sull’opinione pubblica”. L’ulteriore salto verso la comunicazione digitale fa il resto.

La comunicazione politica è dunque “Lo spazio dove tre attori, che hanno la legittimità di esprimersi pubblicamente sulla politica, si scambiano discorsi contraddittori” ha affermato il sociologo Dominique Wolton. I tre attori citati sono gli uomini politici, i giornalisti e l’opinione pubblica (anche attraverso i sondaggi). Oggi possiamo senza dubbio aggiungere anche le imprese mediatiche che necessariamente devono “parlare” con la politica, e i new media mobile e social, che ne divengono strumento innovativo.

In Italia, a partire dalla fine del XX secolo, la materia della comunicazione politica è stata interessata dalla cosiddetta par condicio, ovvero una parità per i diversi soggetti politici di accedere ai mezzi di comunicazione di massa. Quali sono oggi gli attori principali? Quali dialogano con quelli tradizionali? Quali i nuovi strumenti? Quanto l’impresa può prestare alla politica del suo marketing e comunicazione? Secondo il modello pubblicistico-dialogico, la comunicazione politica che emerge è fortemente mediatizzata: l’azione dei media e dei social media va a sommarsi ai flussi già esistenti tra gli altri due attori. I giornalisti e i sempre più numerosi content creator contribuiscono a co-crearla; i cittadini e gli utenti hanno pertanto un ruolo sempre maggiore. Secondo il modello mediatico, invece, i media costituiscono l’attore principale: rappresentano lo spazio in cui pubblici ed elettori si confrontano, pertanto il più importante nella comunicazione. Esso consente l’incontro tra politici e cittadini, anche se questi ultimi possono far sentire la propria voce attraverso vari strumenti: lettere, manifestazioni di protesta, social network, leggi di iniziativa popolare, sondaggi e soprattutto attraverso la scelta del voto. E secondo un nuovo modello “imprenditoriale”, quali sono i nuovi protagonisti? Quali i nuovi paradigmi? Quali gli impatti sul rapporto fra politica e società?

A conclusione del seminario si terrà un PR Dinner in cui relatori, partecipanti e ospiti troveranno spazio per attività di networking.

Per info e iscrizioni: casp@ferpi.it

 

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