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A proposito del nuovo Codice della comunicazione commerciale

23/01/2008

L'importanza di questo documento nell'analisi di Attilio Consonni.

L'Istituto dell'autodisciplina pubblicitaria ha presentato il testo di un nuovo Codice della comunicazione commerciale, una nuova edizione del Codice di autodisciplina pubblicitaria le cui norme passano da una applicazione tradizionale ad una più ampia definizione che include e considera tutte le attività di comunicazione a 360 gradi.
Una "novità" nella riformulazione delle norme, a cui fa riferimento il Giurì, che vincolano utenti, agenzie, consulenti di pubblicità e di marketing, gestori di media pubblicitari che direttamente o attraverso una propria associazione di categoria abbiano accettato il Codice e di conseguenza siano vincolati alle decisioni del Giurì.
E' bene però ricordare che, storicamente, nell'ordinamento giuridico del nostro Paese era presente una definizione di "propaganda" intesa come qualsiasi manifestazione di un pensiero, di una opinione, di una presa di posizione destinata ad influenzare una opinione altrui.
Da qui si stabiliva che "quando la propaganda esprime e coinvolge interessi economici assume le vesti e viene definita come pubblicità commerciale".
In tempi più recenti, nel recepimento di direttive dell'Unione Europea il nostro ordinamento giuridico ha definito come "pubblicità" ogni forma di messaggio che, con qualsiasi mezzo e strumento, promuove o fa crescere nel pubblico l'interesse e la domanda di un prodotto o di un servizio.
Una definizione questa che ha trovato un immediato riscontro nella legge di disciplina della pubblicità ingannevole e nelle norme emanate a tutela dei consumatori, con una giurisprudenza significativa nelle sue differenti applicazioni.
I professionisti di relazioni pubbliche iscritti alla FERPI trovano nel Codice di comportamento professionale le norme che regolano le loro attività, che impongono trasparenza e piena veridicità dei messaggi elaborati e trasmessi per conto di un qualsiasi committente. Ma proprio perché le leggi in vigore considerano ogni forma di messaggio, con qualsiasi mezzo e strumento, è ben vero che le norme di legge in questione si applicano pienamente anche alle attività professionali di relazioni pubbliche nella loro globalità ogni volta che dalla pianificazione strategica si passa alla gestione dei sistemi di relazione, alla diramazione di qualsiasi messaggio rivolto a coinvolgere un pubblico, a creare le condizioni di un interesse e di una domanda di un prodotto e di un servizio.
Benvenuto al nuovo Codice della comunicazione commerciale per i pubblicitari, che per tutti noi professionisti di RP è un buon riferimento per arricchire la nostra cultura professionale, perché nella pratica quotidiana le nostre regole di autoregolamentazione nei confronti dei pubblici nella loro generalità, dei committenti, dei media, delle Istituzioni e dei pubblici dipendenti, con ulteriori specifiche norme sulla comunicazione finanziaria, l'insider trading, il public affairs approfondiscono principi e norme di diritto e già dagli anni settanta guidano e disciplinano tutti i comportamenti professionali degli iscritti FERPI.Attilio Consonni

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