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Agendadigitale

25/05/2011

Da 7 ad oltre 22.000 sottoscrittori in pochi mesi. Oltre 12.000 contatti su Facebook. E il silenzio della politica. Un’iniziativa spontanea per superare il ritardo tecnologico italiano con benefici economici e sociali per l’intero Paese. Un appello, nonostante il successo, ad oggi inascoltato.

L’Italia è tra i pochi paesi al mondo a non disporre di quella che la Commissione Europea definisce “Agenda Digitale”, ossia una strategia per una fiorente economia digitale entro il 2020 con politiche ed azioni in grado di massimizzare il beneficio della Rivoluzione Digitale a vantaggio di tutti.
Agendadigitale nasce dalla libera iniziativa di sette amici – Andrea Di Sorte, Marco Formento, Peter Kruger, Francesco Sacco, Stefano Quintarelli, Vittorio Zambardino, Marco Zamperini – che durante una cena si trovano a discutere di tecnologia e di come spesso venga temuta ed ignorata dalla tecnologia. Allo scopo di sensibilizzare coloro che non vivono la Rete e di raggiungere persone che identificano il digitale al massimo con qualche social network, per fare capire loro che il digitale nel XXI secolo è pervasivo come l’elettricità nel XXesimo, scelgono, dopo aver raccolto altre adesioni, di acquistare una pagina pubblciitaria sul Corriere della Sera. E’ il 31 gennaio 2011, nel frattempo il numero di sottoscrittori continua a crescere e la pagina Facebook ha raggiunto quasi 12.000 contatti.
Se fosse un film si direbbe che “ha sbancato al botteghino ma è stato bocciato dalla critica”. Infatti, il mondo della politica continua a rimanere sordo ai numeri e all’entusiasmo che questo sito sta raccogliendo attorno a sé. I 100 giorni che i fondatori si erano dati come limite sono passati. Cosa ne sarà di Agendadigitale? Resta un dato di fatto: il digital divide esiste e deve essere con urgenza superato.

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