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Alcuni argomenti per la discussione stimolati dal Libro Bianco sulla Comunicazione della Commissione

07/03/2006

La riflessione di Toni Muzi Falconi.

Fra i suoi tanti aspetti innovativi, il libro bianco della Commissaria Wallstrom sulla comunicazione in Europa si pone l'obiettivo della creazione di una sfera pubblica' europea, come distinta da quella nazionale o locale di ciascun Paese membro.Un tema assai caro alle orecchie di quei relatori pubblici che da molti anni lavorano intorno ad un modello europeo delle relazioni pubbliche imperniato sull'arricchimento della sfera pubblica' e distinto da quello tradizionale americano: più unidirezionale, asimmetrico e push il secondo; più bidirezionale, simmetrico e pull il primo.Durante un dibattito svoltosi a Londra sabato 4 marzo u.s., in coda all'assemblea della Cerp che ha deciso una nuova vita per l'associazione come parte integrante della Global Alliance, il tema è stato presentato con arguzia da Kevin Traverse Healy che ha contribuito alla stesura del Piano con un caldo invito alla discussione. E' possibile, tramite un programma di comunicazione efficace, contribuire a creare una 'sfera pubblica'? Che ne pensate?Un altro tema caldo: nel libro banco si parla molto di una opinione pubblica' europea distinta dalle opinioni pubbliche' nazionali.Ha ancora senso per noi relatori pubblici parlare di 'opinione pubblica' o non si dovrebbe piuttosto parlare di opinione dei pubblici'  rivedendo nella sostanza l'attuale impostazione metodologica degli strumenti di ascolto tradizionali (eurobarometro compreso)?E ancora: il libro bianco, fra le tematiche chiave di una efficace comunicazione-con, distingue fra inclusività e partecipazione. Ha senso questa distinzione o non è piuttosto vero che non è possibile includere con efficacia senza favorire la partecipazione?E poi: il terzo indicatore di efficacia, per il documento, è sorprendentemente per noi - la diversità. Ottimo, ma quali sono i kpi's che consentono di valutarne l'esistenza nei programmi di comunicazione?Infine, il libro bianco invita ad utilizzare le nuove tecnologie come nuovi ambienti virtuali di relazione. Impressionante sintonia con l'evoluzione delle migliori pratiche di relazioni pubbliche. Ma come approfondire questo tema per renderlo più operativo?Questi sono soltanto alcuni dei temi che il libro bianco propone autorevolmente e intelligentemente all'attenzione della nostra comunità professionale. Il nostro benessere odierno dipende in larghissima parte dalle opportunità e dai vincoli costruiti in questi ultimi decenni in Europa. Come sappiamo fin troppo bene, essendone stati fra i maggiori artefici in questi ultimi cinque anni, oggi l'intero edificio europeo è in bilico. E, come spesso accade, le organizzazioni si interrogano sulla efficacia della loro comunicazione quando succedono le catastrofi.Ma non è questa una ragione sufficiente per non sforzarci di contribuire al consolidamento delle nostre radici comunitarie. Sarà anche vero che la storia non torna mai indietro, ma credo che concorderete con me che, nel dubbio, convenga a tutti noi operare affinché l'Europa si rafforzi nella piena consapevolezza che i veri passi avanti nel nostro Paese li abbiamo fatti grazie ai vincoli europei. Dopo anni di picconate anti europee è bastata la vicenda Enel-Suez per farci cambiare rotta. Grottesco davvero! Ma non è mai troppo tardi...Mi auguro davvero che qualcuno dei lettori desideri cogliere qualcuno di questi temi e proporci le sue riflessioni professionali così da raccogliere materiali che ci consentano di partecipare con modalità propositive al periodo di consultazione previsto dal libro bianco da qui a Luglio.Toni Muzi Falconi 

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