Ferpi > News > All’Inps c’è confusione tra informazione e comunicazione

All’Inps c’è confusione tra informazione e comunicazione

23/07/2008

Una querelle sindacale interna alla struttura Relazioni esterne dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) finisce sul tavolo dell’Ordine dei Giornalisti di Roma. Toni Muzi Falconi si chiede: “Che ci azzecca un comitato di redazione all’Inps?”.

di Toni Muzi Falconi


Una querelle sindacale tra il comitato di redazione e il responsabile della Struttura relazioni esterne dell’Inps è finita sul tavolo dell’Ordine dei giornalisti che ha censurato il comportamento di quest’ultimo per “mancata solidarietà nei confronti dei colleghi giornalisti” richiamandosi all’Art 2. della legge professionale (la numero 69 del 196).


Bene. Non intendo assolutamente mettere in dubbio il diritto del sindacato corporativo del giornalismo nostrano di fare il suo mestiere, né contesto una virgola di quanto scritto nell’art.2 della legge professionale che regola l’attività professionistica del giornalismo e che magari venisse applicato un po’ più spesso…


Domando: ma ‘che ci azzecca’ un comitato di redazione all’Inps, e cosa c’entra il suo responsabile della struttura relazioni esterne?


Ecco l’ennesima aberrazione prodotta dall’art.9 della legge 150/2000.


Non conosco la natura dell’episodio specifico, il nostro collega dell’Inps potrebbe anche avere fatto cose innominabili… ma pare di vivere nel paese di Hellzapoppin…



Ecco il testo a firma del Comitato di Redazione della D.G. dell’Inps.


Il Comitato di redazione della Direzione generale dell’Inps rende noto che, a seguito di una denuncia dallo stesso presentata all’Ordine dei Giornalisti di Roma e del Lazio, il competente Organo ha censurato il comportamento del Responsabile della struttura Comunicazione e Relazioni esterne dell’Istituto ai sensi dell’art. 2 della legge professionale, per mancata solidarietà nei confronti dei colleghi giornalisti, il cui testo di seguito si riporta:


ART. 2 – Diritti e doveri – È’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte, e riparati gli eventuali errori.
Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori.



Roma, 17 luglio 2008

COMMENTI

Eventi