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Anche i liberi professionisti potranno accedere ai finanziamenti per le startup

08/10/2016

Una misura della Regione Lombardia per favorire e stimolare l’imprenditorialità. Fino a dicembre 2020, sarà possibile presentare domanda per Linea Intraprendo. A garanzia della qualità dei lavori proposti il bando richiede che chi presenta domanda sia iscritto a un albo professionale aderisca a una delle associazioni presenti nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico, come Ferpi.

 

Dallo scorso 15 settembre anche i liberi professionisti possono accedere ai finanziamenti pubblici per lanciare i loro progetti imprenditoriali. Fino a dicembre 2020, sarà possibile presentare domanda per Linea Intraprendo, il bando da 16 milioni di euro promosso da Regione Lombardia per sostenere le nuove iniziative e l’autoimpiego. Un bando dedicato alle startup e al sostegno di nuove iniziative imprenditoriali e di auto-impiego lombarde. Linea Intraprendo prevede una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro destinati alle micro, piccole e medie imprese, aspiranti imprenditori, liberi professionisti e aspiranti liberi professionisti in forma singola. Le domande possono essere presentate sino a esaurimento delle risorse e comunque non oltre il dicembre 2020. La richiesta di contributo può variare da un minimo di 25 mila euro fino a un massimo di 65 mila euro. Sono considerate ammissibili le spese con importo minimo o superiore ai 41.700 euro e l’agevolazione è variabile dal 60 al 65% del costo totale del progetto ammissibile.

Una novità importante per i liberi professionisti come i comunicatori ma anche per avvocati, notai, dentisti, commercialisti e medici, in precedenza esclusi dai bandi regionali dedicati alle startup. Circa 13 mila professionisti che, secondo i dati del Dipartimento delle Finanze, costituiscono il 16,7% delle partite IVA aperte nel 2015 sul territorio regionale. “Si tratta di un primo passo ma rappresenta solo l’inizio del cammino”, spiega il presidente di Confprofessioni Lombardia, Giuseppe Calafiori al Corriere della Sera. “Il nostro settore va rappresentato e sostenuto perché quando si parla di startup si pensa sempre alle aziende mentre si dovrebbe porre l’accento anche sulle “startup professionali”.

A garanzia della qualità dei lavori proposti il bando richiede che chi presenta domanda sia iscritto a un albo professionale in Lombardia o aderisca a una delle associazioni presenti nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico, come Ferpi. “La misura favorisce e stimola l’autoimprenditorialità lombarda”, commenta con il Corriere la Presidente del Colap Nazionale Emiliana Alessandrucci. “Il professionista che vuole cogliere questa opportunità deve però fornire garanzia alle istituzioni, del resto anche alle aziende che intendono accedere ai fondi vengono richiesti espliciti requisiti. L’iscrizione all’associazione è forma di garanzia di qualificazione, rispetto di norme deontologiche e presenza reale sul mercato”.

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