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Ancora fumo passivo

03/09/2004
Ancora polemiche sul fumo passivo e sulla messa in pubblico dei suoi risultati. PRWeek racconta le strategie messe in atto da Philip Morris per ritardare la pubblicazione di uno studio del 1992 sul danno indiretto del fumo e comunque per metterne in dubbio la validità. Il pezzo in questione in realtà fa riferimento a un saggio appena pubblicato nel numero di febbraio dell'American Journal of Preventive Medicine. Allo stesso argomento sono dedicati pezzi polemici nei siti antifumo, per esempio su Action on Smoking Health (http://www.ash.org.uk/html/conduct/html/pmorris1.html)Il primo autore del saggio è il professor Richard D. Hurt, direttore centro sulla dipendenza da nicotina della Mayo Clinic di Rochester.Egli e i suoi collaboratori hanno avuto accesso a documenti riservati della stessa Philip Morris nei quali si descrivono le azioni di lobbismo e di comunicazione che l'azienda mise in atto negli anni '90 per contrastare la crescente pressione legislativa per norme più severe. Il tutto, secondo PrWeek anche con la collaborazione dell'agenzia Burson-Marsteller. Una delle tattiche usate fu quella di finanziare borse di studio presso le scuole di giornalismo scientifico per poter meglio proporre il proprio punto di vista.
Franco Carlini

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