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Ancora sul modello di Erika: diradiamo qualche nuvola

20/07/2004
Nel corso della presentazione dell'altro giorno in Sda-Bocconi dell'ormai noto modello di erika ... Ma anche in successive e animate discussioni con colleghi, sono sorte perplessità intorno alla affermata (da me - non dalla validissima ricercatice della Sda-Bocconi che l'ha elaborato) validità di quel modello per altri usi, oltre a quello indicato dall'autrice.Vorrei chiarire il mio punto di vista.

Considero il modello un utile strumento a disposizione del responsabile della comunicazione di una qualsiasi organizzazione (un modello che prima non c'era...) e che gli consente di acquisire consapevolezza e di visualizzare, in uno spazio dedicato ad una specifica categoria di stakeholder, ciascun singolo strumento comunicativo adottato per sviluppare con questi relazioni. Uno spazio collocato all'interno di una delle sedici caselle derivate dal (e in funzione del) l'incrocio fra le quattro dimensioni di fiducia (assente, calcolativa, esperienziale, valoriale) e le altrettante di relazione (assente, informativa, comunicativa, partenariale). (CLICCA QUI per vedere il modello graficamente).
Lo strumento è molto utile per diverse ragioni:

consente all'utente (il direttore della comunicazione dell'organizzazione) di visualizzare e di valutare l'intera gamma dei suoi strumenti relazionali sulle variabili indicate (prima non era possibile);
consente all'utente di produrre tante mappe quanti sono i gruppi di stakeholder considerati essenziali per il raggiungimento degli obiettivi perseguiti dalla sua organizzazione (prima non era possibile)
consente all'utente che lo ritenga utile-/opportuno di modificare le dimensioni in ascissa e in coordinata del modello. Ad esempio, anzichè incrociare fiducia e relazione, potrebbe volere incrociare fiducia e reputazione, oppure relazione e immagine, oppure immagine e identità...chi più ne ha, ne metta. Sarà sufficiente individuare quattro indicatori condivisi, qualitativi e progressivi per ciascuna di queste dimensioni, e il gioco è fatto.
consente di verificare per ciascun strumento, applicando semplici strumenti di indagine elettronica ormai ampiamente diffusi per sondare stakeholder, la qualità/efficacia percepita per ciascun gruppo di stakeholder. Indicare i risultati fra parentesi sulla singola mappa permette all'utente di fissare obiettivi di miglioramento misurabili nel tempo ai quali eventualmente condizionare i propri sistemi premianti. Questi obiettivi potrebbero concernere sia un posizionamento più diffuso dei singoli strumenti nelle tabelle, evitando in tal modo eccessivi affollamenti, sia il miglioramento di qualità/efficacia percepita dal singolo gruppo di stakeholder. E scusate se è poco.(tmf)

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