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Attenzione ai cattivi maestri!

22/02/2010

La comunicazione d’impresa e le relazioni che ne sottendono le dinamiche sono il frutto dell’intreccio tra il sistema dell’informazione, quello della politica e quello economico-produttivo. Toni Muzi Falconi ripropone un suo saggio del ‘94, quanto mai attuale, pubblicato sulla rivista della Bocconi “Economia e Management”.

di Toni Muzi Falconi
“…E’ possibile anche immaginare che nella Seconda Repubblica parti rilevanti del sistema dell’informazione e del sistema della decisione pubblica si pongano al servizio dell’interesse generale e non di altri, vecchi e nuovi, interessi particolari? In quel caso, il vero indicatore del valore reale del comunicatore d’impresa sarà la sua misurabile capacità di produrre valore aggiunto nel sistema di relazione con quei soggetti che influenzano gli specifici obiettivi della sua organizzazione. E se tutto questo si verificherà, non sarà certo l’ultimo dei benefici che la tempesta giudiziaria avrà portato al nostro sistema delle imprese”.
Questa riflessione è tratta da un numero del 1994 di Economia e Management, rivista di management dell’ Università Bocconi, diretta dal compianto Claudio Dematté ed in particolare da un articolo dal titolo La comunicazione d’impresa nella transizione e dopo tangentopoli, autore yours truly.
Un testo che fece parecchio scalpore e suscitò discussione, fra gli altri, anche sul Corriere della Sera e su Prima Comunicazione che ne pubblicarono una recensione.
Alla luce delle vicende di oggi sono andato a rileggermelo e ve lo allego qui per la vostra curiosità.
E ne approfitto per allegare anche un mio pezzo uscito nel 2006 proprio su questo sito sullo stesso tema anche se riferito ad altra vicenda, e che potrebbe essere, latu sensu , anche un complemento all’ottima iniziativa dell’autonalisi del professionista inaugurato qui qualche giorno fa dal nostro ufficio studi.
No comment.

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