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Aziende e social media: approcciare il web 2.0 in modo corretto e strategico

09/04/2009

Il mondo dei social media si sta manifestando in maniera sempre più dirompente e sta iniziando a contagiare, in termini di interesse, anche le aziende brick & mortar lontane dalla tecnologia web. Le imprese fanno però ancora fatica a affrontarli, soprattutto perché manca spesso un approccio strategico.

di Gianluigi Zarantonello


Prima di tutto una domanda semplice ma essenziale: che tecnologia scegliere? La risposta è tanto banale quanto poco considerata: dipende.


Dipende da che cosa?


a) Dai vostri clienti: se il vostro consumatore tipo è molto attivo sui forum è lì che dovete andare ad agire, se invece è un lettore di feed rss che non scrive mai nulla ma consulta molti siti dovrete dargli news e aggiornamenti. E così via.


b) Dai vostri obiettivi: se state facendo un progetto sul web dovete capire, sulla base di chi sono i vostri clienti, che potete pensare ragionevolmente di ottenere.


c) Dalla strategia che mettete in campo per raggiungere i vostri obiettivi.


Solo a questo punto potete scegliere la tecnologia, seguendo l’approccio descritto dal libro Groundswell di Charlene Li e Josh Benoff (in edizione italiana, L’onda anomala, edito da ETAS), riassunto nell’acronimo POST: P sono le persone. Non avviate una strategia Social senza aver compreso le reali capacità, conoscenza ed utilizzo delle tecnologie social da parte della vostra audience. O sta per obiettivi. Quali obiettivi vi potete realisticamente aspettare di raggiungere con il vostro target di riferimento? S è la strategia. Come pensate di raggiungere questi obiettivi? T sta per tecnologia. Una community. Una wiki, Un blog o 100 blog.


Il percorso tipo delle aziende è invece quello di costruire i progetti attorno da una tecnologia, restandone poi prigioniera.


Inoltre sul web gli strumenti evolvono velocemente e passano, mentre le relazioni restano. Tutte le tecnologie, secondo il noto ciclo di Hype, vivono un momento di euforia che poi porta ad una disillusione ed un assestamento, non bisogna quindi affidare solo agli strumenti lo sviluppo delle relazioni ma bisogna servirsi di essi per sviluppare reali e proficui rapporti.


Dunque l’approccio strategico ed anche etico ai propri clienti è fondamentale per avere successo sul web 2.0, indipendentemente dallo strumento software, per iniziare il vostro percorso ecco alcuni utili e semplici consigli pubblicati da Enzo Santagat su Social Media Marketing:


1. Non parlare ai consumatori. Non vogliono ascoltarti, vogliono essere ascoltati.


2. Offri una ragione per partecipare. Se le persone non percepiscono di ottenere un valore aggiunto dal condividere le loro opinioni, non verranno da te (magari vanno dal tuo diretto concorrente, che ha saputo soddisfarli meglio).


3. Resisti alla tentazione di vendere a tutti i costi.


4. Sperimenta e tieniti aggiornato. Ma soprattutto sperimenta, e se sbagli sperimenta ancora.


5. Ascolta le conversazioni che avvengono anche al di fuori del tuo sito. E partecipa anche lì indicando chiaramente chi sei e perché stai partecipando. Chi ha provato a fare il furbo è stato smascherato prima che potesse rendersene conto.


6. Cedi il controllo della comunicazione. Non aver paura di aprire le tue porte alle critiche. Quando una community si sente controllata e forzata verso una direzione a senso unico imposta dall’azienda, non dura molto.


7. Fai in modo che nella tua organizzazione ci siano quante più persone possibili che abbiano un background composto dal pensiero pragmatico da uomo di marketing, dalla curiosità incosciente di un sociologo e che siano grandi appassionati di social network.


Infine al tema della strategia si lega anche il problema della misurazione dei risultati, uno dei temi più caldi rispetto al web 2.0. Credo infatti che aldilà delle indubbie difficoltà di rilevazione e valutazione ci sia un problema di fondo nei KPI utilizzati per misurare la redditività degli investimenti.


La prospettiva corretta infatti è quella della costruzione di relazioni, di fiducia e di reciproco scambio di informazioni e collaborazioni. E’ necessario perciò predisporre strumenti che ci consentano di capire che cosa si dice di noi in rete, per essere consapevoli della nostra reale reputazione, e ascoltare molto, anche fuori dal nostro circuito di siti posseduti o di quelli di settore. Si possono poi utilizzare software pensati appositamente per la gestione delle campagne social che ci permettono di svolgere queste attività in modo ordinato e pianificato.


Il messaggio di fondo che possono sentirmi di lanciare in conclusione è quello di affrontare i social media preparati e con l’aiuto di persone esperte, consapevoli delle particolarità del web 2.0 e pronti a reagire alle novità continue di questo magmatico mondo. Siete pronti?


tratto da DailyLetter di Key4biz

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