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Aziende e talenti, un'analisi

11/04/2006

Il McKinsey Quarterly analizza il capitale relazionale dei talenti interni a un'azienda.

Oggi la retention dei talenti migliori è una delle principali priorità per le aziende e da tempo ci si è resi conto che sono proprio gli asset intangibili a generare il valore più alto. Ma secondo le più recenti analisi il problema è che troppe aziende non fanno abbastanza per gestire nel migliore dei modi i propri "tesori". Secondo gli esperti occorre rompere con la tradizione, in modo da incoraggiare un atteggiamento di maggior autonomia nei dipendenti per quanto riguarda la valorizzazione del proprio talento.
Per rendere produttivo - ed effettivo questo asset è fondamentale che i manager sappiano valorizzare le individualità, ma anche creare un ambiente relazionale fatto di interazioni che dosino sapientemente lo scambio di esperienze e il giudizio. In sostanza le aziende si rendono conto che ancora una volta stanno competendo non solo per la superiorità dei prodotti, ma per una forza lavoro altamente qualificata. L'analisi di McKinsey Quarterly sostiene dunque che nell'organizzazione e nella comunicazione interna, le aziende debbano cambiare il modo in cui il lavoro è organizzato, in cui le strategie vengono studiate, in cui i talenti vengono gestiti. Lo studio parla di un vero e proprio talent marketplace, dove si incontrano domanda e offerta dei talenti e dove le cose funzionano molto meglio se le dimensioni non sono eccessive. American Express e IBM vengono citate come due esempi di questo mercato che non si adatta, ovviamente, a tutti le tipologie impiegatizie e trova soprattutto in alcuni settori il suo formato migliore. Per far funzionare il talent marketplace è importante che da entrambe le parti ci sia il valore e il senso di ciò che viene scambiato, esattamente come avviene in  qualsiasi altro tipo di mercato.
Per vincere la guerra dei talenti non basta sviluppare brillanti tattiche di reclutamento, ma bisogna mettere in atto la capacità di attirare, sviluppare e trattenere le persone di qualità. E a questo proposito è obbligatorio, innanzitutto, riconoscere l'importanza strategica delle risorse umane. O meglio, delle persone.
Emanuela Di Pasqua - Totem

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