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Born in the USA

12/09/2007

Il movimento “buy American”, che per l'appunto prevede di privilegiare l'acquisto di prodotti rigorosamente made in Usa, trova nuovi proseliti tra liberals ed ecologisti.

Esiste un trend crescente, di cui parla il New York Times, che guida i consumatori americani a prestare maggior attenzione all'etichetta, spesso ornata con un'evidente bandierina a stelle e strisce. Mentre prima questo tipo di mentalità riguardava l'America rurale e meno acculturata ora sbarca anche nelle metropoli, con qualche ragione in più rispetto alle solite.Di sicuro questo tipo di approccio agli acquisti può apparire come una forma di protezionismo patriottico, in realtà le ragioni che stanno alla base di quello che è ormai un vero e proprio movimento sono di ben altra natura. L'invito ai cittadini statunitensi a comperare prodotti a stelle e strisce nasce con propositi ecologisti e di natura protettiva nei confronti dei consumatori. E' fuori di dubbio che un prodotto fabbricato in loco costerà meno in termini di emissioni di Co2 di uno che deve percorrere migliaia di chilometri per raggiungere il negozio sotto casa.Inoltre non va sottovalutato che i beni fabbricati nel Terzo Mondo sono stati spesso oggetto di polemiche per i loro contenuti tossici (l'ultimo caso di rilievo riguarda i giocattoli della Mattel prodotti in Cina e contenenti coloranti a base di piombo). Infine non va dimenticato l'aspetto economico perché la marea montante delle importazioni americane potrebbe finire per danneggiare l'economia del paese e di conseguenza ogni singolo cittadino.Le spese di produzione negli Usa sono ben più alte che in Cina o in altri paesi del Terzo Mondo, ma esiste un'altra faccia della medaglia, vale a dire una produzione più accurata, più attenta ai dettagli e più attenta nei confronti dei lavoratori rispetto alle politiche retributive e rispetto ai diritti.Redazione Totem - Emanuela Di Pasqua

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