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Cambia la diplomazia? Ferpi e MAE analizzano il ruolo dei social media

19/10/2011

Nel solco delle precedenti attività dedicate alla Public Diplomacy, un workshop in cui i giovani diplomatici incontrano due giovani protagonisti della digital revolution.

Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, e l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri rinnovano, per il terzo anno consecutivo, la propria collaborazione. Giovedì 15 e venerdì 16 settembre si svolgerà a Roma, presso l’istituto Diplomatico “Mario Toscano” (Via di Villa Madama, 250) la sesta edizione del corso in Public Diplomacy.
Quarantuno giovani funzionari approfondiranno nelle due sessioni le basi della diplomazia pubblica – l’insieme di attività di relazione e di comunicazione attuate dalle istituzioni e organizzazioni pubbliche, private e sociali per dialogare con i cittadini di altri paesi, sia all’esterno dei propri confini ma anche all’interno (come accade, ad esempio, con le sempre più numerose comunità migranti).
Negli USA, la dottrina Obama – stare dietro le quinte stimolando alleanze, di cui un esempio è il recente caso libico – obbedisce alla politica estera prevalente oggi al Dipartimento di Stato: i diplomatici devono (anche) essere public diplomats. E anche il nostro paese si avvia nella direzione di integrare la public diplomacy nella diplomazia tradizionale.
La rivoluzione digitale – cellulari (5 miliardi nel prossimo ottobre), web e social network – ha cambiato radicalmente il mondo, un mondo in cui metà della popolazione è sotto i 30 anni. Più recentemente, la rivoluzione digitale si è resa esplicita nel mondo arabo, dove è stata fonte di ispirazione e di mobilitazione per le agitazioni popolari e fonte di dibattito tra gli esperti su quale ruolo avesse realmente svolto nei tanti disordini in corso. Come afferma il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, la tecnologia può essere una piattaforma per la diplomazia, all’interno "dell’arte di governo del XXI secolo”.
Docente di questa sesta edizione sarà Toni Muzi Falconi di Ferpi, professionista con 50 anni di carriera alle spalle e docente alla New York University, alla LUMSA, la LUISS e a La Sapienza di Roma.
Ad affiancare l’autorevole esperto, due giovanissimi ospiti d’oltreoceano: Mark Belinsky ed Elizabeth Ghormley, rispettivamente fondatore e direttore sviluppo di Digital- Democracy (http://digital-democracy.org) , no profit americana che opera in tutto il mondo per ‘educare al digitale’, ‘organizzare il digitale’ e ‘governare il digitale’ con l’obiettivo di abilitare le comunità marginalizzate ad appropriarsi degli strumenti digitali per costruirsi un futuro migliore.
Giovedì 15 settembre, a conclusione della prima sessione del workshop, sempre presso l’Istituto “Mario Toscano”, si terrà un aperitivo, offerto da Ferpi, cui parteciperanno Patrizia Rutigliano, presidente Ferpi, Emanuela D’Alessandro, direttore dell’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri, oltre ai co – docenti del corso, Mark Belinsky ed Elizabeth Ghormley.
Per poter partecipare all’aperitivo, organizzato presso l’Istituto Diplomatico, all’interno del comprensorio di Villa Madama, è necessario confermare la propria presenza entro le ore 18.00 di mercoledì 14 settembre 2011.

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