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"Carriere": 13 testimonianze di come si può essere felici del proprio lavoro

13/12/2005

Un libro di Max Mizzau Perczel recensito da Gianni Rizzuti

Segnaliamo la recensione inviataci da Gianni Rizzuti di un bel libro di interviste curate da un giornalista economico, Max Mizzau Perczel, dal titolo "Carriere". Crediamo sia utile presentarlo, perchè il tema del lavoro e dei percorsi professionali riguarda da vicino l'attività del relatore pubblico e l'intreccio delle scelte lavorative è un bell'esercizio da comunicatore.
"Tutti possiedono dei talenti ma solo alcuni riescono a trasformarli i fattori critici di successo per la propria vita. Perché accade ciò? E perché sono in pochi quelli che riescono a fare un lavoro che appaghi veramente e renda felici? Non sono bastati millenni di analisi a dare risposte definitive a questi interrogativi.
Ma un giovane giornalista alle soglie degli 'anta (dunque ancora trentenne), Max Mizzau Perczel, nel libro "Carriere" (Ed. Luiss University Press pp268 - 9,00 euro) ha cercato di farlo grazie alle testimonianze di tredici persone che "ce l'hanno fatta". Mizzau Perczel li ha "ascoltati" tutti, ha fatto quello che anche un relatore pubblico ama fare, chiedendo e curiosando per capire meglio. E, magari, per aiutare tanti giovani e adulti a fare delle scelte umane e professionali apparentemente "allucinatorie" rispetto agli inizi lavorativi o alla tradizione familiare. 
Tra gli intervistati, c'è Oliviero Toscani che fa notare come sette persone su dieci non sono felici perché non fanno un lavoro che li fa vibrare ma fanno ciò che vuole il mercato, l'economia del profitto e così facendo si perdono capacità essenziali come la manualità. Il talento- aggiunge- è come un pezzo di terra, bisogna solo sapere come coltivarlo, per coltivare veramente cose interessanti.Dote fondamentale per avere successo è per De Crescenzo la curiosità, perché bisogna interessarsi al maggior numero di cose possibili finché non si trova quella che più appassiona. Bisogna iniziare da giovanissimi a cercare il proprio talento, senza aver paura di sperimentare, senza dare nulla per certo perché solo attraverso le strade più difficili a volte si raggiunge la felicità e di questo ne erano ben certi anche gli antichi filosofi cari a De Crescenzo.E ci sono, non meno interessanti, le testimonianze di Paolo Sylos Labini, appena scomparso, di Giovanni Bollea, Flavio Briatore, Giuseppe Cornetto Bourlot, Gene Gnocchi, Luciana Littizzetto, Enrico Lucherini, Marco Rossi Doria, Giovanni Sartori, Natasha Stefanenko, Pier Luigi Vigna. Ognuno di questi personaggi ha la sua storia, il suo aneddoto. Ognuno di loro ha avuto qualche cosa da raccontare, perchè c'è sempre la possibilità di arrivare da qualche parte se si mollano gli ormeggi dal porto sicuro.
Un libro da leggere, a fianco delle tante nuove iniziative editoriali sulle professioni. Uno spunto in più per il relatore pubblico che voglia sfidare i mille e uno risvolti dello (è il caso dirlo) "stakeholder" lavoro. Che può far rima con successo. E, magari, con felicità."
Gianni Rizzuti

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